Festa del Corpus Domini 2013 – Anno C

mani 09

Lettura dal Vangelo secondo Luca 9, 11-17
In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

“Fasso mì! Fasso tuto mì! Qua se no fasso tuto mì.. no se va’ vanti! No gavì capìo gnente!”
No, per fortuna Gesù non ha detto questo.. non è stato così veneto..
Ha accettato e forse senza nemmeno sorridere di commiserazione, i cinque pani e i due pesci, ben poca roba. Li ha presi perché era quello che c’era. Tutto quello che avevano. Il loro pranzo al sacco, forse.
Ma lo hanno messo a disposizione.
Li prende tra le mani e guarda il cielo. Come a offrirglieli.. e poi li bene-dice. Dice bene di quel poco. Gli basta.
Dice bene perchè è il gesto che conta, la fiducia, la disponibilità.. non la quantità ad interessargli. Dice bene di quel gesto di offerta, di generosità.
E poi li spezza.. comincia a metterli a disposizione, li offre a quei discepoli perchè li distribuiscano a noi.
E’ quello che avviene ad ogni santa messa.. a volte quando scendo dal presbiterio per dare la comunione.. mi chiedo se sia io a portare Lui..o Lui a portare me..
Tu cosa pensi di poter offrire di tuo? Perchè dici subito.. “niente”? Abbiamo il coraggio di fare un salto di fede e offrire qualcosa di nostro a Lui perchè.. ne faccia quello che vuole?
Penso ad un malato o ad una persona paralizzata che continui ad offrire le proprie sofferenze per una causa le proprie competenze o capacità, la propria sensibilità o creatività, il proprio tempo.. i propri desideri, l’impotenza, l’incapacità.. offrire il proprio egoismo e cuore chiuso.. la propria indifferenza.. la stanchezza, i dubbi e le fatiche.. offrire significa innanzitutto riconoscere davanti e con noi un “tu” in cui confidare e che ci offre le sue mani.. grandi, da riempire col nostro poco, tanto, piccolo, grande, giusto, sbagliato, buono, cattivo, sporco, pulito, volentieri o mal volentieri..
Allora, provi a rispondere..risponderti, almeno nel cuore? si chiama preghiera..

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3 pensieri su “Festa del Corpus Domini 2013 – Anno C

  1. Domenico

    Questa è la sintesi della riflessione che ho fatto, anche frutto di ricerca personale: Dio moltiplicherà in noi le sue benedizioni, e noi ne saremo ripieni e le distribuiremo a chi ne è affamato, ed egli sovrabbonderà.

    A volte ci sentiamo insufficienti, sappiamo quanto abbiamo ricevuto da Dio ma non sappiamo bene cosa dare a chi ne ha bisogno. Ci sembra poco, come quei pani e quei pesci, ma come Gesù li prese, li spezzò e li diede ai discepoli affinché li distribuissero alla gente, così Gesù moltiplicherà le sue benedizioni su di noi affinché noi possiamo esserne così pieni da distribuirle a tutti coloro che ne hanno bisogno.

    Non solo sazieremo chi è affamato della Parola del Signore, ma egli sovrabbonderà e sarà talmente ripieno da portare via con se ancora più benedizioni, e le distribuirà ad altra gente.

    Il miracolo della moltiplicazione dei pani e pesci si traduce nella conversione del cuore che apre alla carità intesa come condivisione della vita attraverso la condivisione dei beni essenziali alla vita, quali il cibo: pane e pesci per l’appunto.
    La via della condivisione dei beni è la via della “politica sociale” evangelica che si propone di risolvere il problema della giustizia nel mondo non ricorrendo al denaro (duecento denari non bastano), né alla logica del suo potere (comprare), bensì convertendo la coscienza degli uomini (cuore) all’amore di condivisione libero e generoso che non solo sazia, cioè risolve il problema dei bisogni umani, ma addirittura crea l’abbondanza dei beni per provvedere anche ad altri. Così, dalla condivisione della parola di Gesù avuta in dono, si passa al dono della condivisione della vita e dei suoi beni materiali simboleggiati dal cibo, pani e pesci.

    Domenico

  2. Lucia

    Buonasera Don Matteo.
    È incredibile come riesca a trovare spunti su ogni brano del Vangelo per renderlo attuale, presente, vivo fra noi.
    Il Vangelo di questa domenica l’avrò sentito 50 volte, eppure questa volta la riflessione è per me nuova, grazie a quello che scrive.
    L’importante è donare quel che si ha o quello che si è.
    Continui a mandarci le sue preziose gocce che ci dissetano dall’arsura della nostra vita.
    Lucia

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