XVIa T.O. – Anno C

mani

Lettura dal Vangelo secondo Luca 10, 38-42
Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Marta e Maria: fare ed essere. Volontariato volontarismo e attesa, contemplazione. Don Tonino Bello suggeriva di essere “contemplattivi” con due t..
saper avere il gusto del silenzio, della riflessione, del farsi spazio e autorizzarsi a vivere con un certo stile umanizzante.. ma darsi anche da fare.. avere nel cuore il fuoco sacro dell’impegno, dello spendersi, del mettersi in gioco e sporcarsi le mani e metterci la faccia. Ben sapendo perchè, per quale valore.
Ma se prima non hai fatto silenzio e ascoltato, come Maria.. rischierai come Marta di affannarti a vuoto.. anche se all’inizio i risultati sembreranno non mancare.
Marta e Maria.. immagini di due polmoni con cui imparare a respirare bene per vivere davvero meglio.
La tua vita tiene conto di questi due polmoni? Come? Perchè?
Hai scelto di vivere in modo umanizzante?

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XVa T.O. – Anno C

30x40buon samaritano

Lettura dal Vangelo secondo Luca 10, 25-37
Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?».
Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

E chi è “mio prossimo”..
In realtà lui ha già scelto: quasi inconsciamente la domanda posta esige una decisione iniziale. Ci sono categorie di persone che non mi sono prossime. A cui io non sono prossimo. Dimmi tu, Gesù, quali categorie di gente sono prossimi. Io per me ho già deciso che il mio prossimo non saranno..
Gesù addita un samaritano come esempio. Categoria di persone maledette ed emarginate: quasi a dire.. possiamo imparare qualcosa da tutti; ma anche.. non etichettiamo nessuno, ciascuno vale per sè, c’è del buono in ogni persona spesso soprattutto in quelle da cui ti aspetti meno. Ma anche che quelle da cui ti aspetti di più spesso deludono profondamente.
Va’ e anche tu fa così.. avere compassione.. capacità empatica di “patire con”.. di provare gli stessi sentimenti.. in modo solidale e fraterno.

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72 motivi per andare.. – Omelia XIV a T.O. – Anno C –

In quanti siamo, qui, adesso? Ben più di 72 mi pare.
Numero simbolico che Luca usa perchè a quel tempo si pensava che le nazioni nel mondo fossero 72. Ci sta quindi dicendo che la missione
che Gesù domanda ai suoi discepoli é universale. Cioè che il messaggio cristiano se non esplode come una meravigliosa emoraggia di vita..
Si seccherà diventando facciata o qualcosa di morto, quindi inutile. Cerchiamo almeno di desiderare questo sguardo che Dio ha su di noi.
Egli sogna che ciascuno oggi esca da questa celebrazione dopo aver gustato qualcosa di bello e utile per sè e con la.. sensazione.. per questo, di avere davvero qualcosa di bello da dire e testimoniare.
Qualcosa che la fede e la speranza hanno cambiato in noi stessi, nel nostro modo di vivere e credere.. dopo anni di messe e preghiere.. e che ci metta in grado, anzi.. non possa farci fare a meno.. di desiderare.. di condividerlo. Questa é la missione.
La pagina di Luca che abbiamo accolto é molto famosa e viene spesso usata per parlare delle vocazioni dei preti. Quasi a dire.. siccome sembra che Dio si sia dimenticato di far andare in seminario i giovani é meglio che glielo ricordiamo. Quindi dategli un colpetto con le vostre preghiere così Lui si ricorderà e qualche baldo giovane, non certo mio figlio o mia figlia, ci mancherebbe, si “scanterà fuori” ed entrerà in seminario.
Ma questo sarebbe un altro discorso..
La cosa brutta che forse per la “fretta” che abbiamo di voler pregare perchè diventino preti i figli degli altri, dimentichiamo come Gesù inizi a parlare. La messe é abbondante.. dice:  messe significa raccolto, non le messe da fare son tante perchè ognuno le vuole all’ora che più gli fa comodo perchè poi ha le sue cose più importanti da fare… “messe” fa venire in mente sconfinate distese di campi coltivati, zone rigogliose di raccolti, abbondanza di frutti.. da mietere appunto. Gesù insegna uno sguardo nuovo per muoverci nel mondo, un modo nuovo di guardare l’umanità: la vede come un campo traboccante di un’abbondanza di frutti, pronti per essere raccolti. Uno sguardo positivo su una realtà: non sintesi di crisi, scandali e disorientamento ma rigoglìo di opportunità da cogliere, vita da liberare, sapore da riconoscere.
Gesù dice qualcosa di molto importante: il mondo è buono. Parlerà anche di gramigna e di zizzania.. ma seminate dagli uomini. C’è tanto bene sulla terra. E’ stato creata così. Sa che il padre suo ha seminato bene nei cuori degli uomini: molti di essi vivono una vita buona, tanti cuori inquieti cercano solo un piccolo spiraglio per aprirsi verso la luce, tanti dolori solitari attendono una carezza per sbocciare alla fiducia. Penso a cose concrete: ai tanti corsi che la nostra diocesi di Treviso e il nostro vicariato organizza per crescere nella fede e formare la propria vita cristiana, al continuo aumento di laici che scelgono di investire in questo, alla voglia di spiritualità, alla curiosità, al bisogno che spinge centinaia di migliaia di persone a visitare santuari e luoghi simili, penso a Medjugorie, ma anche, visto il periodo estivo, al fascino sacro che pellegrinaggi a piedi come la via Francigena e soprattutto il cammino di Santiago de Compostela continuano ad avere in tantissime persone.. penso anche al fascino di papa Francesco che sta risvegliando in diversi cuore più di qualche domanda o provocando emozioni sane. Basta che racconti un attimo la tenerezza di Dio, parli di misericordia, che ci tratti cordialmente e semplicemente con un “buon pranzo” e la gente si scioglie, sente coraggio e affetto. Di esempi concreti ce ne sarebbero altri, penso a tante persone che cercano un prete per confrontarsi, riprendere in mano la propria vita, confessarsi, pregare insieme con il Vangelo..in genere quasi mai gente di parrocchia o delle fedeli associazioni cristiano cattoliche.. il più delle volte gente che si converte in silenzio e c’ha una fame.. ma una fame di credere e ascoltare.. e incontrare Cristo che lascia a bocca aperta.
La chiesa stessa ha per prima, dicevo infatti di papa Francesco e non solo, questo sguardo.. una messe abbondante, un rigoglìo di opportunità: per questo continua ad educare (penso ai tanti grest, per, campi estivi), per questo continua a denunciare gli scandali e gli inganni, le illusioni che un certo tipo di società e lavoro e commercio continua imperterrita a perpetrare ai danni delle persone, in particolare dei più deboli. Si riscopre a servizio dell’uomo contemporaneo, come ci ha ben testimoniato e insegnato il Vaticano II°. Ecco il senso dell’essere inviati.
Mmmh.. so già che qualcuno starà pensando che son fin troppo ottimista.. che non basta fare una esperienza o un viaggio per.. che sia tutto troppo acerbo, vago, emotivo.. certo, lo sappiamo. La messe però é abbondante, va educata, evangelizzata, orientata.. Gesù arrivò a piangere guardando la città di Gerusalemme.. pensando a quanto stessero buttando via la loro vita.Per quello siamo mandati anche noi. Tutti noi.
Ma si comincia da uno sguardo ottimista. Primo su sè stessi.
Siamo mandati come agnelli in mezzo ai lupi. E’ solo la situazione normale della realtà, non dice che i lupi vincono. Ma ci sono. Serve cautela, intelligenza, credibilità, pazienza. Aiutano la preghiera, il perdono sacramentale nella confessione, la messa celebrata con calma, un Vangelo frequentato e letto.. dei compagni di viaggio.
Forse queste cose semplici possono farci bene.. magari i lupi sono anche dentro di noi, nei cuori, il lupo della paura, del non tocca a me, dell’indifferenza, é troppo difficile,  del tradizionalismo.. In qualunque casa entriate augurate la pace. Gesù ci ricorda che questa nostra missione va vissuta palmo a palmo, nella concretezza delle relazioni umani in cui siamo inseriti, nei reparti della nostra fabbrica, nei corridoi e negli uffici, nei pianerottoli.. la fede ed il suo stupore si propagano con la relazione intima, diretta, con quella tenerezza di Dio che tanto amiamo dalle parole del papa e che sarebbe bello coltivare nei nostri cuori. Rallegriamoci allora, la messe é molta, noi stessi siamo quella messe e i nostri nomi sono scritti in cielo.. tutti i nostri nomi, ben più dei 72 che ha inviato.. Ci conceda il Signore di uscire da questa eucaristia con questa pace nei cuori e con un sorriso più sereno nei volti.