
Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Nessuno conosce il Padre se non il Figlio: quasi a dire… ma quanto rischiamo di parlare a vanvera di Dio, il più delle volte (!!), partendo solo da emozioni, ricordi, insegnamenti presunti, abitudini, schemi mentali, frasi fatte, esperienze infantili non rielaborate … qui veniamo messi spalle al muro. Serve il Figlio, o meglio… solo la fede in Gesù, da frequentare con confidenza o ascoltando il vangelo può rivelarsi il vero e unico volto cristiano di Dio, cioè quello di un papà. Sagra delle ovvietà? Forse ma tant’è… rivelarlo, ci dice: mi chiedo quante volte la nostra preghiera ne tiene conto… prima di fare elenchi di promemoria, bisogni o richieste… chiedere… mi aiuti a vivere Dio come un Padre? Me lo riveli? Me lo presenti? Me ne fai fare esperienza? Il resto, temo e credo, venga da sé. E forse questa sarà un’esperienza “ristorante” cioè che ci ristora: acqua e menta, frutta fresca, acqua, doccia gelata, ventilatore, climatizzatore, cantina, brezza leggera del mattino, giretto in montagna…. tutte cose che ci danno ristoro in questa canicola. Immagine suggestiva per ripensare agli effetti nella propria vita spirituale di un volto evangelico del Padre… perché se non è evangelico…che volto sarebbe e soprattutto… a che ci sta servendo?