Cristiani Pipistrelli e compagni di viaggio.. – Omelia IIIa Domenica di Pasqua – a

La pagina del Vangelo di Emmaus, come dire, andrebbe tenuta in tasca. Custodita gelosamente perchè fondamentale e ricchissima per la nostra fede. Emozionante, densa, ci aiuta a decifrare quanto viviamo e alla luce del vangelo, vivere da cristiani la risurrezione quotidiana e ordinaria.. nella nostra vita. Come un termometro..
Ad esempio é bellissimo il modo in cui Gesù si avvicina a quanto i due discepoli stanno vivendo: delusi, rassegnati.. Lui si accosta e cammina con loro. Icona della vita cristiana. Lì dove e come siamo il Signore Gesù é al nostro fianco. Non davanti! Da inseguire coi nostri sforzi e meriti o dietro al bancone ad ascoltare le nostre proteste o consigli.

Chiediamoci due cose:
– io come singolo cristiano vivo così la mia fede? O penso sempre a un Dio distante, tra le nuvole, un po’ svogliato e indifferente? E la mia vita qui é un’altra cosa.. basta poi timbrare il cartellino religioso.
Pensate alla lavanda dei piedi: siamo chiamati a riconoscere che essere cristiani innanzitutto non é fare cose cristiane, ma lasciarsi fare da Cristo. Che la nostra vita é cristiana nella misura in cui riconosciamo che é una risposta ad una sua iniziativa.. ecco la nostra comune vocazione, che é Lui per primo a volerci incontrare e lavare i piedi, cioè dire che siamo importanti.. amati, preziosi. Il resto viene di conseguenza..
– E come chiesa abbiamo almeno il desiderio in noi di avere lo stile di Gesù? Non di giudizio o condanna, ma nemmeno di chiusura indifferente ed egoista.. Gesù lì non si fa gli affari suoi, ne si gira dall’altra parte. Come comunità cristiana, cerchiamo lì dove viviamo la nostra giornata ordinaria di manifestare questo volto premuroso di Gesù per le persone, la sua misericordia, di farci prossimi, di camminare a fianco.. solidali e accoglienti?
Oppure pensiamo a Gesù che si mette a spiegare loro le scritture e loro che dicono.. ci ardeva il cuore..

Chiediamoci altre due cose:
– io come cristiano mi lascio convertire dalla Parola di Gesù, viva? La ascolto con fede e attenzione? Oppure come i due discepoli.. potrei al limite raccontarla in modo freddo, distaccato, come fosse un romanzo letto distrattamente..? Ricordate quando i re magi vanno a chiedere informazioni per trovare Gesù? I sommi sacerdoti e gli altri super credenti sanno a memoria la Bibbia e dove sarebbe nato il messia.. ma non ci vanno..
Significa che quando ascolto un brano del Vangelo, ascolto Gesù che parla a me qui e ora.. ho fede che mi voglia dire qualcosa di bello e utile? L’altra sera in una famiglia giovane, con altri amici.. siamo stati un’ora a pregare assieme su un brano del vangelo, gustando come questo provocasse in modo diverso ciascuno e davvero dove 2 o 3 sono riuniti nel mio nome.. io sarò con loro.. dice Gesù.
– E noi come chiesa.. ci riconosciamo riuniti nel nome di un Signore Gesù risorto che ci parla ogni domenica? O ci basta poter fare il nostro incarico e gratificarci col nostro protagonismo? Sentiamo che il nostro cuore vuole ardere, come quello dei due discepoli, perchè Lui ce la spiega e annuncia? Partiamo dalla Parola del Vangelo per l’ispirazione della nostra pastorale, delle nostre attività o essa é solo una cosa dentro la messa?
Ascoltare le scritture con fede ci fa incontrare davvero il risorto che ci parla qui e ora, mentre le ascolto posso come sentirlo risorgere da questo libro e spiegarmi chi sono e come viverlo, agire e sperare.

Pensiamo infine al gesto con cui Gesù si fa riconoscere: i due gli chiedono di fermarsi a cena.. lui, sottolinea Luca, si fermò per stare con loro (non perchè avesse fame o paura del buio).
Resta con noi che si fa sera.. scrive Luca: facciamo nostra questa preghiera. Sull’esempio dei discepoli per poter riconoscere Gesù al nostro fianco, che ci faccia ardere il cuore con la sua Parola da accogliere ogni domenica a messa e non solo, devo con umiltà implorarne la presenza chiedergli di entrare dove sto costruendo me stesso: devo volerlo ospitare nella mia coscienza, dove vivo l’impegno di fedeltà a certi valori precisi, ma anche nella mia libertà di persona in cammino che gli condivide croci, passioni, bisogni, desideri, sentimenti e paure.. nelle decisioni e nello stile di vita.
Lui non si limita ad entrare per una cena, per un momento, dicevamo, ma per loro.. cioè per le loro vite, per diventare compagno (mangiare insieme il pane!) e l’amico di una vita intera.
E’ così la nostra preghiera? O stordiamo il signore a colpi di Padrenostri e la madonna a furia di avemarie.. la nostra preghiera deve partire dal desiderio manifesto e autentico di vivere da risorti e sentire che é il vangelo la nostra guida, non un elenco di cose che ci servono, l’incontro col risorto qui e ora a dare direzione, sapore e senso al nostro agire.. a diventare uno stile di vita.. bella.
Luca descrivendo all’inizio i discepoli che tristi raccontano e dicono anche delle donne che hanno detto qualcosa sulla risurrezione.. ci dice che anche per noi, a 3 settimane dalla Pasqua.. la risurrezione non é il prodotto dell’attesa del cuore, ma solo dell’incontro con il risorto. E che chi ha incontrato Cristo risorto vive meglio! Non come un pipistrello che ha paura della luce della risurrezione e della gioia.. come diceva papa Francesco.. parlando di cristiani pipistrelli.
Chiediamo carissimi a Gesù risorto di aumentare la nostra fede in Lui e percepirlo al nostro fianco; invitiamolo a cena.. come i due di emmaus.. riconosciamolo cioè vivo in questa eucaristia per tornare nelle nostre case col cuore ardente, doni anche a noi di poter narrare cosa é davvero accaduto e cambiato in noi e nella nostra fede, perchè l’abbiamo consegnata tra le sue mani e ci aiuti così, perchè per primi ci siamo lasciati raggiungere.. a farci anche noi prossimi di chi cammina al nostro fianco col volto triste, ad attendere solo che un fratello o una sorella gli faccia percepire la forza delle risurrezione anche per sè.

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Un pensiero su “Cristiani Pipistrelli e compagni di viaggio.. – Omelia IIIa Domenica di Pasqua – a

  1. Mr. Luigina

    “Rimani con noi, Signore”! Grazie Gesù tu non solo rimani “con” noi, ma rimani “in” noi !! E’ questa l’assicurazione che ci dai in questo periodo pasquale…..”Rimanete in me ed io rimango in voi”… Io sono il pane di vita, chi mangia di me, vivrà in eterno… Grazie Gesù, aiutaci a vivere nel nostro quotidiano la gioia della tua Risurrezione

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