Domenica XXVa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 6 minuti)

 

Prima Settimana: da qualche parte tra Lisbona e Fatima

090915

 

In Ascolto del Vangelo secondo San Marco 9, 30-37
Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

 

Tutte le volte che Gesù va dritto e schietto al nocciolo – consegnato, ucciso.. insomma, non un cristianesimo di successo avvincente ne popolare.. –  guarda caso non lo capiscono o fanno finta di niente. E già questo sarebbe sufficiente..
Ognuno di noi ha dei tasti tabù su cui il buon Jesus non può suonare, (le nostre zone franche, i tiepidumi infrattati nelle nostre coscienze, i “massssiiiì, cosa vuoi che sia”), e stiamo meglio ignoranti come gli ippopotami, sotto acqua fino al naso, per non morire.. meglio non sapere, non chiedere, non disturbare, “far finta di essere sani” avrebbe cantato Zio Gaber (quanto mi manchi, Signor G..- aggiungerei anche la “G” e basta ma.. quien sabe?)
Ad ogni modo, lungo la strada avevano discusso.
Io di strada ne sto facendo parecchia in questi giorni e di tempo per pensare e riflettere ne ho parecchio: personalmente sto rivedendo i miei 5 anni sandonatesi, ma credo che ciascuno, se rientra un attimo in sè stesso, possa ripensare a precisi ambiti della propria vita, no? Lavoro, famiglia, servizio in parrocchia o simili.. semplici appartenenze. Magari non mi son chiesto se “sono stato grande”. Suvvia, lo sappiamo, non si fa! Ma magari.. stemperandolo, concretizzandolo.. efficiente, in gamba, apprezzato, corretto, giusto? Riconosciuto, bravo, meritevole, lodabile, meglio di quello là che.. più originale di questo.. cose umane, no? Criteri di valutazione.
Se la gente mi cercava e perché.. se ho fatto, detto, accolto.. risolto. Cose normali, giusto?
E non ho salutato questo e non mi é nemmeno venuto a salutare l’altro.. che ingrato.. e nessuno ha risposto a quel sms o alla mail, no?
E il mattacchione mette al centro un bambino.. porca miseria.. un bambino!
Lo so, la sappiamo la storiella.. pagina famosa, ma quando inizieremo a farla nostra?
E a me, con tutto rispetto, mi verrebbe da mandarLo a quel paese. Un bambino.
Poi mi guardo attorno, sono le 20.30 e mi trovo in un centro commerciale sperso in mezzo al Portogallo, unico punto munito di linea wi-fi per spedire puntualmente la Goccia.. e c’è un bambino che gioca a calcio tra i 4 negozi.. rompendo le balle a noi 5 presenti.. e non lo sa che può giocare quanto vuole tra negozi e commesse, camerieri e vetrine, in questo squallido misero centro commerciale in un posto dimenticato daDdddddio.
Perché Dio non si dimentica nessuno e lo fa mettere da suo figlio Gesú, al centro di quella masnada di fresconi che si era scelto come apostoli (e ancora oggi come cani da pastore, per quanto mi riguarda..).
Ultimo e servitore.. Azz! Passi servitore, che giá… ma l’ultimo????
E chissenefrega che gli ultimi saranno i primi, quella è un’altra storia..
Ma quanto ci misura la pressione questa pagina.. ci fa arrabbiare o ci fa chiudere e uscire dalla mail.. o ci commuove..
Sarà la stanchezza, cari gocciolati.. ma a me, stasera.. questa pagina commuove eccome.. e a voi?

Adeus!

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5 pensieri su “Domenica XXVa T.O. – B

  1. Il Figlio dell’Uomo è venuto a servire…chi vuol essere grande si faccia servo di tutti.
    Che bella sensazione quella di poter essere utili a qualcuno, compiere anche un piccolo gesto che possa significare tanto per un bambino, un anziano o un profugo, avere capacità d’ascolto verso le sofferenze dei fratelli. Non solo per la speranza di ricompensa nei Cieli, ma per crescere come esseri umani, per comprendere che l’essenza stessa dell’esistenza è la disponibilità verso gli altri. Lo dice una che è sempre stata egoista, ma sta cercando di smettere.
    Grazie Gesù e grazie don Matteo.

  2. Eugenia59

    E’ bello ricevere questa Goccia che viene da lontano… grazie caro don Matteo! come un bravo pastore, hai a cuore il tuo gregge. Quando ci commuoviamo credo siamo sulla buona strada per assomigliare a quel bambino che Gesù ha posto in mezzo ai discepoli: siamo vulnerabili, sensibili, puliti, bisognosi di cure, come a Lui piace… scrollandoci di dosso pregiudizi, presunzioni, piano piano possiamo dare il sopravvento ai sentimenti veri che ci migliorano. Tenendo lo sguardo fisso a Lui

    poi…chissà dove potremo arrivare…che meraviglia!

  3. Roberta

    “Accogliere un bambino…” accogliere quella parte di fragilità che abita in noi, accogliere quel forte desiderio di avere un Padre che ci chiami per nome, che cammini con noi, che ci nutra e senza il quale saremo proprio persi.Un bambino per ricordarci di stare dietro a lui, un bambino che segua la sete d’amore, non tanto quella della grandezza o della superiorità. Un bambino che sappia accogliere il mistero…Il figlio di una mia amica, lo scorso anno all’età di 7 anni, perde il nonno. Dopo alcuni giorni a casa suona il telefono, la mamma gli dice:” Rispondi tu Matteo (guarda caso si chiama proprio così), sarà la nonna”. Risponde candidamente Matteo: “Sì mamma vado io, se è la nonna vorrà dirci che il nonno e risorto!”. Semplice per un bambino…è ovvio! E per me? Difficile essere così spontanei, come è difficile servire senza aspettarsi niente in cambio, senza voler essere il primo il migliore. Mi piace questa azione di Gesù descritta nel Vangelo: “Sedutosi chiamò i dodici”. Mi consola che nei miei pensieri contorti, Lui si siede, come si abbassasse al mio livello.
    Leggendo poi “L’ultimo di tutti”, mi viene in mente quello che chiude la fila quando si cammina in gruppo, quello che sta attento che ci siano sempre tutti, quello che aspetta chi ha il passo più lento.
    Sul servire, pensando ad una situazione personale mi viene da dire: si è servitori ma non troppo, per non essere osannati riconosciti, ammirati. Si è servitori fino quando il cuore ti dice: “ora basta ho bisogno che tu segua un’altra strada”. E tu lasci…che ciò che hai seminato lo raccolga qualcun’altro e non ti volti indietro perchè hai davanti un’orizzonte nuovo che si sta avvicinando.
    Grazie
    Roberta

  4. Lorena

    Ciao Don, sarà la stanchezza, sarà l’età o sarà perchè penso che anche tu hai dovuto prendere un’altra strada, ma questa pagina commuove anche me…. e in questi giorni le lacrime sono state molte vedendo tanti poveri Cristi attraversare a piedi o con mezzi di fortuna tanti paesi che li rifiutano… solo i bambini considerano gli altri bambini come tali e non li considerano per la loro provenienza… quanto bisogno c’è di ritornare bambini senza corruzioni senza barriere solo con un gran bisogno di conoscere, giocare, amare ed essere amati.
    Buon cammino Don, ti custodisco nel mio cuore.
    Lorena

  5. Maria G.

    Scrivo questo commento di getto,senza pensarci troppo,…..
    Gesù sapeva che sarebbe stato ucciso dagli uomini del suo stesso popolo(magari tra la folla che voleva salvo Barabba,ci sarà stato anche qualcuno cui aveva fatto del bene) ma sapeva anche
    che dopo tre giorni sarebbe risorto.Eppure questo non gli ha impedito di soffrire profondamente,
    fisicamente,spiritualmente e psicologicamente,nell’orto degli Ulivi e sulla croce,giungendo all’ultimo disperato appello “mio Dio,perché mi hai abbandonato?” Ma poi consegnando il Suo Spirito al
    Padre….Noi credenti “sappiamo” che la morte è solo un passaggio ad una vita migliore,dove
    saremo immersi nell’Amore di Dio,ma quanto temiamo a volte,quel momento!E quanto è doloroso
    il distacco dalle persone che amiamo!
    Siano esseri umani,con le paure e le debolezze che ci caratterizzano…
    Così è per quel “sentirsi più grandi”…Possiamo dire che non ci è mai successo? Anche se ,subito dopo abbiamo scacciato quel pensiero,sentendoci meschini.Consoliamoci pensando che Gesù
    ha scelto come suoi amici e seguaci delle persone come noi,piene di difetti e…un po’ ottuse.
    Il bambino del Vangelo è simbolo di innocenza e di purezza…Difficile non perdere l’innocenza
    da adulti,ma forse….si può fare!..seguendo le orme di Chi sappiamo.

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