IIa Domenica di Avvento – B

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

011215

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In Ascolto del Vangelo secondo San Luca, 3, 1-6
Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilene, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

 

Ripenso a quando, al liceo, non avevo voglia di ripetere “a voce alta”. Pareva sufficiente ripetere “a mente”.
Ma in realtà lo sapevi che solo chiudendo quel maledetto libro e ripentendo “a voce alta..” avresti capito che in realtà, non avevi ancora capito nulla..
Solo ripentendo così.. avresti capito davvero se le cose le sapevi o immaginavi di saperle.
Dare voce ai senza diritti, dare voce a chi non ne ha, essere portavoce, fare la voce grossa, alzare la voce, farsi voce, essere la voce di..
Il Battista si fa voce. La Parola sta arrivando, ma le serve una voce, umana, concreta, ordinaria.. anche poco impostata e senza dizione..
Il contenuto lo mette Lui, noi gli diamo voce; ricordiamo quando ci assicurerà ne di preparare prima la nostra “difesa in tribunale”
ne di spaventarci perchè non sappiamo che dire.. perchè lo Spirito Santo parlerà per noi?
Bello. Essere cristiani significa, questa domenica, riconoscere che siamo chiamati a farci voce. Anche nei deserti delle nostre fabbriche, classi o famiglie.
Non hai nulla da dirgli? Pensi che la tua vita stia dicendo anche troppo o non credi che tocchi a te? I contenuti li mette Lui. Coltiviamo il desiderio di essergli solo voce. Di fare la Sua volontà fidandoci che sarà Lui a parlare in noi, se gli daremo voce. Se no saremo condannati al silenzio, al mutismo, all’analfabetismo emotivo e spirituale.. sappiamo di essere cristiani nella misura in cui sappiamo farci voce. Se no è come quando ci interrogavano a scuola.
Per incoraggiare quel collega nuovo, per riprendere quell’amico che non sta vivendo da protagonista, per sostenere quel conoscente che si sta buttando via e non si decide a volersi bene, per correggere quel vicino che bestemmia di continuo, per riprendere chi sta chiacchierando per niente senza senso.. per intervenire in una conversazione e dire “non sono d’accordo.. mi interessa.. non è così.. l’ho visto, lo sento, lo so..”.
Come pure per confermare un gesto bello visto, per ringraziare di una testimonianza ricevuta, per rinforzare una posizione presa da qualcuno, per lodare, gratificare, riconoscere.
Nel bene o nel meglio.. farsi voce diventa uno strumento bellissimo di annuncio, di un volto misericordioso e di un Natale profondo e diverso.
Vie, strade, monti, colli, sentieri.. diventiamo i navigatori satellitari del senso, del gusto, di quella verità che sta venendoci incontro.
Sapremo guidare e sostare con chi è accanto a noi, facendoci voce di Chi abbiamo già ascoltato e ci ha toccato la vita?
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2 pensieri su “IIa Domenica di Avvento – B

  1. Roberta

    “La Parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria,nel deserto”. Prima di gridare Giovanni è stato nel deserto, nel silenzio. Come è importante prima entrare in se stessi per incontrare Dio, lo vedo per me come un dialogo tra Padre e figlia per avere la forza e il coraggio di essere voce. Vedendo scritto figlio di Zaccaria, mi viene in mente Zaccaria che era stato reso muto per non aver creduto all’angelo che gli annunciava la nascita di Giovanni. Il padre reso muto per credere alla presenza viva di Dio nella sua vita…il figlio che nasce sarà invece “voce di uno che grida nel deserto”…strano. Io vorrei essere una voce meno orgogliosa, non incentrata su me stessa; dolce ma risoluta quando serve.
    Nella nostra comunità è mancato un bimbo di quinta elementare, marocchino mussulmano, per una disabilità grave. I suoi compagni di scuola volevano salutarlo…così insieme a genitori, catechisti, insegnanti si son trovati dopo catechismo per un breve momento di silenzio, di preghiera. Ecco, “voce di uno che grida nel deserto”: siamo capaci di restare insieme, nel dolore, con fede, qualsiasi sia la nostra strada, qualsiasi sia il percorso fatto fino ad ora.
    Vieni Signore Gesù.
    Grazie
    Roberta

  2. Maria G.

    Prepararsi al Natale,prepararsi a ricominciare,,prepararsi alla storia della salvezza che si
    rinnova (e che ci rinnoverà?) Leggere e meditare la Parola,che …,sembra impossibile..,è
    sempre nuova…(Nuovo,nuova,rinnovare…che belle queste parole ,hanno un sapore
    di primavera ! )..
    Farsi portavoce di Dio,senza esserne degni,confidando solo nella sua misericordia.
    Sarà un impegno di ogni giorno,per questo ogni giorno potrà esserci una rinascita.
    Farsi portavoce con l’esempio,con la vicinanza,con l’affetto…Alleviare la solitudine,
    riuscire a parlare al cuore,farsi portatori di pace…Quanti bei propositi…spero di riuscire
    ad attuarne qualcuno. “Signore sostienimi e ispirami “.Grazie
    Maria

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