XIIIa Domenica T.O. – C

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

le+volpi+hanno+le+loro+tane

 
In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 9,51-62

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».
“Signore, vuoi che diciamo..” fantastico: ecco due volpi.. con o senza tane non importa. Due discepoli, chiamati da Gesù stesso: si capisce con che cuore e consapevolezza lo stiano seguendo.
Son di quelli che prendono in mano la situazione, facciamo noi, tu lascia perdere, Gesùbbbello, sappiamo noi come si fa, usiamo le maniere forti. Fatti da parte. Si fa a modo nostro.
Che soddisfazione, avevano capito niente. E anche i samaritani, che lo escludono senza riceverlo..
Pagine crude di vangelo che non possiamo ignorare. Forse è capitato anche a noi di ragionare come i fratellini di tuono e come i samaritani.
Qui a casa mia non entri. Cammina avanti: qui dentro la mia vita, in quella stanza, in quella situazione, mi arrangio, in quella connivenza, in quel peccato, in quel passato.. tu non c’entri.
Stai fuori. Posso essere cristiano anche senza di te, Gesù, a me bastano le mie pratiche, ma non mi interessa averti davvero come salvatore, vivere da salvato.. da chi? Da cosa? (Da te stesso, il più delle volta, backup!!!)
Le tre scene di chiamata poi son tre perle, anche misteriose.. non prendiamole alla lettera, spaccano la testa. Ma restiamo sul pezzo, già da domenica scorsa sul seguire e camminare.
Si deve decidere, recidere, incidere.. lasciare e mollare gli ormeggi.
Cero che ne emerge un volto piuttosto radicale: Gesù per chi lo sceglie, non vuole poi essere secondo a nessuno..
Un dettaglio su quel mettersi in canzoni con “ferma decisione” verso Gerusalemme.
Ha mangiato la foglia, potremmo dire, sa cosa gli sta per accadere: sta arrivando il conto. Altrove i vangeli scrivono tipo “a muso duro”, “indurendo il volto”.
Riusciamo ad avere la Sua stessa decisione, nei confronti di noi stessi però, per chiedergli una mano.. nel seguirLo verso il Nostro Bene?
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4 pensieri su “XIIIa Domenica T.O. – C

  1. Annalisa

    Questo pezzo del vangelo mi fa pensare che essere Cristiano vuol dire guardare solo in avanti, quel girarsi indietro fatto di titubanze di ma e di se non deve esserci soprattutto nei momenti importanti, quando c’è una decisione che comporta delle conseguenze non si può stare a pesare nella bilancia cosa si lascia o cosa ci costera dimostrarci cristiani. Mi sembra che tutto nel vangelo ci chiami a questo modo di agire. Anche lui che ha innalzato Maria al massimo livello di santità ha dichiarato che altri erano sua madre e i suoi fratelli, sciogliere il cordone ombelicale è una delle cose più rimandate in questa società, forse non è un caso che Gesù porti come esempio situazioni familiari. Quanto al modo di reagire al rifiuto secondo me c’è un cambio di modalità rispetto al pensiero corrente di allora e in parte anche di oggi… Si, credo che sia quasi più facile dimenticarsi dei famigliari che passare indenni e non provare risentimento per chi ci sta rifiutando, pur con l’attenuante che pochi possiedono tanta autostima e consapevolezza da riuscirci. Eppure Gesù vuole questo e non di meno dai suoi e da chi sceglie di seguirlo. Io pur nella comsapevolezza di essere molto sotto alle sue aspettative non mi do ancora per vinta.

      1. Annalisa

        Hai ragione, se non sentissi di essere amata e perdonata non riiscirei nemmeno ad alzare gli occhi al cielo, ne tantomeno a credere possibile la realizzazione del suo mondo qui in terra! Come cristiana mi sento veramente ricca.

  2. diletta

    Vuoi che …
    Loro a dire il vero lo tengono
    In grandissima considerazione…
    Avevano appena ricevuto
    Un ..rifiuto .
    Secondo me hanno avuto una reazione ..umana .
    Ieri ho ricevuto un attacco durissimo contro la chiesa ma soprattutto contro il vangelo …
    Da chi ? Da chi non viene in chiesa e non ha mai letto il vangelo !!!
    Ho dato in escandescenza !
    Chi mi conosce sa cosa vuol dire .
    Ok ..mi scuso se la mia poca conoscenza non mi ha permesso
    La ..calma e la pazienza di Gesù.
    Amen

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