Gocce indifferenti… Domenica XIXa TO anno B

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Tempo di lettura previsto: 3 minuti

 

In ascolto del santo Vangelo secondo San Giovanni 6, 41-51

Allora i Giudei si misero a mormorare contro di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno istruiti da Dio. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Queste domeniche sono caratterizzate dalla lettura continuata di questo capitolo di Giovanni, il lungo discorso del pane. Ritroviamo approfonditi i riferimenti di domenica scorsa…un invito a riflettere su cosa davvero ci sfama o disseta. Rimando per chi avesse tempo da perdere all’omelia di domenica passata. E’ bello vedere con che sufficienza viene accolto Gesù, non sono ovviamente capaci di stupirsi.. è il figlio del falegname, lo conosciamo ecc. ecc. Mi chiedo se anche noi a volte abbiamo perso la capacità di stupirci di Lui, sentirlo scomodo o gratuito, inedito o inatteso…quante volte la nostra religiosità tiepida ci fa andare in automatico e diamo tutto per scontato. Bello questo martellante ritorno sul pane, sull’eucaristia: è un profondo messaggio di verità sull’uomo e la donna di oggi e i loro desideri di verità, senso e vita. Trovare cosa dia gusto e significato.

Non c’é scritto che farai il bravo…ma che vivremo in eterno. Non moriremo. Non in senso fisico ovviamente ma avremo vita eterna. Assaporiamo queste pagine col coraggio di masticarle più e più volte…e il Signore di doni la fame di Lui.

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HI – HO – HI -HO Omelia XVIIIa TO B – 2018

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Earth overshoot day”: ne hanno parlato il 1 agosto televisioni e giornali: il giorno in cui abbiamo esaurito le risorse naturali mondiali per questo 2018: legname, agricoltura, carne e pesce, acqua potabile, ossigeno, da ora non faremo che sovrasfruttare il nostro pianeta, accumulando un debito ecologico difficile da ripagare. Un giorno tragico, perché non riguarda la sensibilità speciale di qualcuno…ma il futuro di tutti noi. E che accade sempre più in anticipo! Stiamo testimoniando che nonostante tutti i nostri studi, possibilità e competenze, siamo nel 2018!, non siamo ancora in grado di gestirci né pensare davvero in maniera corresponsabile e previdente. Perché tutto questo? 

  Siamo come la folla del vangelo: ci basta mangiare cioè avere i nostri diritti, star bene da soli, subito, senza pensare né agli altri né al futuro di tutti. Come mai accade? Cerchiamo, da egoisti, un guadagno infinito, non solo di soldi ma di benessere e diritti.

Siamo come gli israeliti della 1a lettura, nell’Es: meglio schiavi ma sazi che liberi e responsabili:  analisi spietata e scomoda!

Abbiamo come un buco nel cuore, pozzo senza fondo dell’infinito desiderio umano. Prima io, io io..  hi ho… chi fa hi ho, hi ho?——

    Come mai quando desidero non mi fermo mai? mi chiese un mio studente una volta parlandomi di sè …interessante..

Continuiamo a cercare il pane sbagliato, Gesù ce lo dice bene, il pane che non dura…che ti illude ma in realtà ti delude.

Pensate ad es. a chi decide le sorti economiche o finanziarie o sociali del mondo: ha competenze, lauree e master ma spesso non ha un cuore: le logiche di dominio, potere, progresso, guadagno a tutti i costi ci hanno fregato e stanno fregando tutti. Sanno creare e alimentare un desiderio infinito, capriccioso, fatto di finti diritti e bisogni indotti, di consumi compulsivi. Sembra tutto innocuo ma comanda il guadagno. Diventiamo consumatori spenti, in automatico. Quello che conviene a pochi, a spese di tutto e tutti.

Pensate alla giornata di sensibilizzazione (?) contro la tratta degli esseri umani, (schiavitù, prostituzione, traffico di organi..) solo la chiesa col papa e Mattarella…ne hanno richiamato il tremendo scandalo. io capisco la giornata per sensibilizzare alla lettura o alla bicicletta..ma abbiamo bisogno di tali promemoria????  O all’assurdo livello di inquinamento e sfruttamento indiscriminato di risorse a cui tante multinazionali  non vogliono dire di no. Le conseguenze le soffriamo e soffriremo… tutti!

  L’uomo in balia del proprio desiderio infinito resta e vive da animale. Anzi, peggio. E certa comunicazione politica strumentale è vergognosa, perché continua a volerci accartocciare su noi stessi e far chiudere, disumanizzandoci…come siamo stupidi. Alla fine diventiamo anche indifferenti. tanto… prima noi! Paròni a casa nostra!

  Gesù invece ci garantisce un pane diverso: quello che rimane per la vita eterna, cioè che ti da qualità. Lui è quel pane. quel tappo per il nostro cuore senza fondo. A ricordarci che l’unica cosa che ci completa, per certi versi, è la relazione d’amore. 

Ci completa solo ciò di cui siamo fatti! Come quando parlerà alla samaritana di un’acqua che non disseta: ne bevi senza sosta ma non ti disseta, come la neve sciolta, povera di sali minerali…la bevi ma non ti convince. Lui si dirà “acqua viva” per noi.

Solo in Dio troveremo definitivo completamento…nemmeno nell’amore di coppia. E questo fa riflettere, resta un sano distacco!

Riconoscere che siamo fatti per amare e vivere in maniera divina, di qualità eterna: chi viene a me non avrà più fame né sete.. è il rapporto con lui ci aiuta a ritrovare la verità autentica di ciò che siamo, che ci rende più umani. Solo questo permette un rapporto più umano con gli altri, più responsabile ed educativo, un rapporto più libero con le cose; il vangelo ci rende pienamente umani, donandoci obiettività, coscienza, priorità diverse e condivisione. Chi viene, chi crede in me, ci dice, rispettando la nostra libera scelta ma avvisandoci…non siamo fatti per vivere in balia di noi stessi ma per costruire assieme un futuro possibile e immediato per tutti, un futuro umano e corresponsabile.

Non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri, ma lo abbiamo avuto in prestito dai nostri figli … (BP)

Che il Signore Gesù, pane di vita, ci aiuti a vivere come esseri finalmente umani, tale consapevolezza.

La goccia scavi la roccia – XVIIIa TO B

Tempo lettura previsto:  5 minuti

 

Unknown

In ascolto del santo Vangelo secondo San Giovanni 6, 24-35

Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!

Datevi da fare… Mi piace questa sottolineatura: a sdoganare una fede passiva, solo tradizionale o seduta, tutta dedita a devozioncine e anestetici sacri. Ma anche imbevuta di vita, trasudando esistenza, impastata di sacrifici, desideri, scelte, atteggiamenti. Datevi da fare..significa che già lo fanno ma devono farlo meglio e in maniera diversa.

Non devono perder tempo…non dobbiamo…per cose che non riempiono davvero e ci lasciano sempre come pozzi senza fondo.

Un cibo per la vita di buona qualità, che dura, e che Lui ci darà. Mai sarà possibile conquistarlo, meritarlo, pretenderlo ma solo riceverlo.

Datevi da fare sa di passione, intelligenza, sapienza, determinazione, spirito critico: rimboccatevi le mani giorno dopo giorno, palmo a palmo, nei vostri cuori e nelle vostre coscienze estirpando quanto vi riduce a credenti religiosi bigotti, che credono di poterLo gestire … ma piuttosto persone vive, capaci di relazione e dialogo, confronto con questo Pane di vita. In un tempo, in una settimana in cui ci siamo sputtanati le riserve mondiali del 2018 a livello globale e terrestre..per ingordigia, furbizia, egoismo, indifferenza, superficialità..un pensierino lo farei….