Frocio, divorziato, negro, terrone, sfigato…Omelia Quinta quaresima 2019-C

maria_maddalenaUn sasso in mano: che sensazioni vi dà? è comunque un’arma, sono più forte, posso difendermi o attaccare (certo per legittima difesa!). Guardando l’adultera…mi sento giusto, migliore, a posto, chiamato a denunciare, giudicare, accusare, condannare e punire. In fondo c’era da rispettare la legge di Mosè o la nostra…

      Non abbiamo mai avuto un sasso in mano per lapidare ma forse con la nostra lingua, chiacchiere inutili, commenti maliziosi per denigrare, magari alzando la voce indignati, le lamentele, alcuni gesti e scelte, insomma abbiamo fatto anche di peggio, no?

La lapidazione era da vigliacchi perché non si riusciva a sapere quale sasso era stato fatale, quindi potevi condannare ma metterti a posto la coscienza sapendo che forse il tuo sasso non aveva ucciso: la cara legge del branco…non vediamo l’ora anzi cerchiamo qualcuno a posta per sparlare, sai cosa è successo, cos’ha fatto quello, ma si può?? da soli non c’è gusto, cerchiamo subito un pubblico che ci confermi…unione fa la forza, ci si dà ragione e rinforza a vicenda, ci si sente migliori….

    Un post it in mano: come un’etichetta…sei sempre il solito, non cambi mai, sfaticato, immigrato, brutta persona, negro, bon da gnente, tossico, reciòn, falso, sfigato, terrone, ipocrita, pedofilo, handicappato, approfittatore, ladro, ignorante, imbriagòn…

che effetto fa? quando ci siamo sentiti etichettare in qualche modo, magari in famiglia, e non hanno mai cambiato idea né si sono accorti che ce la stavamo mettendo tutta per migliorare e siamo rimasti ingabbiati da questa zavorra…

Proviamo a sostare un attimo riconoscendo quale etichetta ci sentiamo addosso o quale mettiamo e a chi, perché…

Ora scambiamoci pietra e post-it, ….   che effetto fa? va meglio? dal sasso all’etichetta e viceversa..

Gesù si è trovato nella stessa situazione: in realtà non è la donna ma lui sotto torchio. Ne va della sua fama (quello che accoglie tutti) o della sua credibilità (la legge di Mosè vale anche per lui!).

La buona notizia è che Lui, dice, non condanna nessuno. Nemmeno oggi. Ci offre un volto di Dio, il padre, così. Che effetto ci fa? Dio non condanna? ma scherziamo? come si fa a tenere ordine, regole e rispetto…che sensazione proviamo? Non ci viene da prendere le distanze da questo Gesù? se, se ..baucco.

  Pensate che questa pagina del vangelo di Giovanni non è stata resa pubblica che molti secoli, la chiesa l’ha sempre occultata: non poteva essere annunciato un Dio che non condanna…come si fa?

Eppure se ci pensiamo ci sono due punti di vista da considerare.

Quello di chi, come scribi e farisei o ciascuno di noi quando voglia giudicare, sentendosi giusto e a posto, chi pensi che si debba fare così…magari confermando le etichette e punendo. A ciascuno il suo. E allora via con sassi, proclami e parole…

Ma c’è anche quello di chi si senta o si sia sentito etichettato o di chi, prima o poi capita a tutti, come l’adultera, sia nel peccato…senta di vivere a ribasso e che non vedrebbe l’ora di essere accolto senza meriti né condizioni…come accade nel vangelo.

Questo non riguarda tutti allora? chi di noi è senza peccato scagli per primo la pietra ci direbbe anche oggi Gesù, invitandoci forse a smetterla di pretendere che Lui ragioni come noi per rientrare in noi stessi e lasciarci stupire da un volto di Dio che non condanna mai. E questo però non significa che gli vada bene tutto. No, anzi.

Ma che la prospettiva possa essere diversa. Anche perché ciascuno di noi ha bisogno di riconoscersi peccatore, fragile, ferito, volubile e orgoglioso e prima o poi bisognoso di accoglienza, perdono, fiducia. O partiamo da questa nostra condizione di creature o non saremo mai realmente cristiani. Ma guardiamo cosa accade…

   Gesù non è più seduto, come chi insegna ma si alza in piedi, come il giudice che dopo aver riflettuto sta dando la sentenza.

Si rivolge a lei chiamandola donna come fa con sua madre a Cana, con la samaritana, con la Maddalena il mattino di Pasqua. Questo appellativo restituisce dignità a questa persona: la sua identità non è circoscritta al suo peccato come vorrebbero i suoi accusatori, Non è anzitutto un’adultera, una peccatrice ma una donna, una persona. Ed il valore della persona è sempre infinitamente maggiore di quello che ha fatto. La persona vale sempre più dell’atto che ha compiuto. La speranza di recupero nasce qui. In questo spazio che riesco a trovare e allargare tra il passato o l’azione..e la persona ed il suo potenziale, il peccato e il peccatore. Nella capacità di chiedersi se davvero ti senti migliore o se per caso se anche tu avessi avuto una vita simile non avresti …e se capitasse anche a te? puoi davvero escluderlo? e come avresti bisogno di essere trattato? Gesù guarda a questo. Sempre. Con ciascuno di noi. Ci ricorda che Dio non condanna mai. Accoglie sempre il figlio prodigo che ritorna, quello maggiore servile e orgoglioso che non rientra in casa, cerca la pecora smarrita, va da Zaccheo, dice di essere venuto non per i sani ma per i peccatori… 

Allora innanzitutto ringraziamo il Signore per questo suo amore che ci rinnova e fa sentire accolti ad oltranza. Ci doni l’umile consapevolezza che siamo creature e non valiamo perché giusti ma perché possiamo rifugiarci sempre nel suo amore. Esso ci renda ogni giorno più autentici, liberi e misericordiosi l’uno con l’altra.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.