XIIa Domenica t.o. A

Il “Barone di Münchhausen ” che tenta di tirarsi fuori dai pasticci tirandosi per i capelli….

Dal Vangelo secondo Matteo 10, 26-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. 
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura:
voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Un paio di mesi fa dalle terrazze si cantava l’inno nazionale, qualche canzone storica come “Azzurro” o si faceva semplicemente il tifo per ciascuno e per tutti scrivendo arcobaleni di “Andrà tutto bene”. Evitiamo le battutaccie sul fatto che ora sia scritto “Affittasi”.. Sta di fatto che il dire pubblicamente ha un suo valore di testimonianza, appartenenza, identità che si irrobustisce ed invera nella verità di un rapporto trasparente. Chi di noi non si sente più di un paio di passeri e di un ciuffo di capelli? Eppure quel “volere” del Padre mette sempre paradossalmente un po’ a disagio. Ma poi ci viene detto di non avere paura. Valiamo di più. Chi ci dice il nostro valore, oggi? In cosa-chi è riposto? Che differenza c’è tra prezzo e valore (ci avrebbe insegnato e ricordato il buon Oscar Wilde?). Abbiamo solo un prezzo perché non ci lasciamo integerrimi corrompere o riconosciamo un valore? in base a cosa? alla nostra autostima doverosa o al fatto di provare oggi a sentirci un po’ figli del Padre? amati gratis? Di uno che ci conosce e sta con noi. Non mi perderei in tanti altri dettagli, oggi, su questa pagina e la sua redazione. Proverei a sedermi come un corvo sopra il braccio della croce e guarderei Gesù. Un po’ dalla prospettiva di Dalì in uno dei suoi quadri più geniali (Crocifisso di San Giovanni della croce). Proverei a chiedermi se è più importante essere credenti, credibili o creduti? Creduto nel senso che non è importante sempre – solo -subito quel che io penso di Dio e come mi schiero ..ma che la fede inizia forse dal credere che Lui creda in me, io sia creduto come figlio. Che prima di dirgli cosa fare, mettendomi a pregare, io pensi, respirando piano…Tu credi in me… tanto. Tu fai il tifo per me, tu credi che io possa essere Tuo figlio e lo vuoi. Per questo hai creato sto casino, per darmi una vita nuova, dal Tuo punto di vista. Alla faccia dei passeri e dei ciuffi.

2 pensieri su “XIIa Domenica t.o. A

  1. Clod

    …nolite timere vos…Ego sum (Mt 14, 27).
    Non occorrono traduzioni: la forza del latino e’ la sua essenzialita’. E questa, credo, sia l’essenza del messaggio evangelico.
    E’ stato verificato ( adesso lo si fa facilmente a computer) che la Bibbia contiene per 365 volte la frase “non abbiate paura”.
    Ora credo che, al di la’ della cabbala, la frequenza della raccomandazione parli da sola.
    Ma un conto e’ leggerlo, altra cosa metterlo in pratica…
    Ha ragione Silone….mi sento proprio un “povero cristiano avventuriero”..

    1. carlotta

      …io per mia natura però ho compreso che la mia paura di ogni giorno è la chiave preziosa che mi fa incontrare, camminare e poi agire e vivere nel modo più vero/autentico e mi ritrovo a ringraziare proprio quella delicata e pura paura perché è anch’essa un dono di Dio, così la mia paura è la mia forza, pur rimanendo impaurita ……accolgo la mia missione

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