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In ascolto del Santo Vangelo secondo San Marco 6,7-13
In quel tempo, chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.
A due a due.. e perché non da soli? Perché noi cristiani non facciamo i commerciali, non siamo rappresentanti. Non siamo “freelance”; questa scelta ricorda la chiesa.
La corresponsabilità. Non la divisione o il settore o il predominio. Ne il monopolio di chi si erga a maestro o guru, per fare le proprie cose, le personali devozioni, il fare spasmodico tradizionale, i propri comodi appariscenti e autogratificanti. Quante nostre parrocchie spesso patiscono figure così.. e tra il clero e tra i laici.
A due a due significa assieme. L’uno per l’altro e assieme per tutti. Ordinò.. è l’unica volta in tutto il Vangelo in cui si dice che Gesù ordini qualcosa. Ci faccia riflettere?
Per il viaggio.. siamo solo di passaggio! Tutti e ciascuno. Io ormai ho gli scatoloni pronti e il camion per il trasloco da cercare.. altro che bastone!
Ma può ricordarci anche.. al di là dell’importanza degli strumenti materiali o meno.. con che faccia io parlo di Dio? Della mia fede, del mio essere stato in chiesa domenica?
Con che faccia raccomando ai miei figli di andare in chiesa? Di andare a confessarsi?
La mia vita, il mio stile, le mie scelte, i miei atteggiamenti, il mio sguardo sugli altri, su tutti gli altri, in particolare gli ultimi..
Emana desiderio, prossimità, accoglienza, pazienza, verità, giustizia, mitezza, fermezza, amore?
Entriate in casa, rimanetevi: la relazione. Nelle nostre parrocchie, nel nostro modo di evangelizzare, nelle nostre relazioni.. siamo più “social”, più “virtual” o più.. “caffè e cena condivisa”?
Si sta riferendo solo al clero “che non passa più per le case a benedire le famiglie”? O a tutti i cristiani chiamati ad annunciare la vita bella del vangelo (e buona) per tutti?
Partiti.. chissà poi.. come sono partiti: ubbidendo o.. come volevano, visto quanto accadrà tra qualche capitolo. Mandati a scacciare, ungere, guarire.. a prendersi cura insomma.. cose pratiche, concrete.
Non insegnare, catechizzare, moralismi o dogmi, doveri o meriti.. prendersi cura.. che bello.


