Santissima Trinità – B

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

 

260515

 

in sottofondo, per non prendersi mai troppo sul serio:

 

In ascolto del Santo Vangelo secondo San Matteo 28,16-20
 
In quel tempo, gli undici discepoli, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

 

Si prostrarono.. cioè adorarono: dire che va bene, ci credo, sono d’accordo, mi fido.. sei tu Gesù il mio Signore, padre nostro, ave maria, gloria al padre.. ti adoro, son cristiano, son battezzato, faccio il bravo mi comporto bene, viva Gesù, viva Maria, tanti rosari, tanti pellegrinaggi, io son tanto devoto, ho una zia suora, ho uno zio missionario, da piccolo ho fatto il chierichetto, da giovane andavo ai campiscuola, mi ricordo il mio don..
Si prostrarono.. cioè fanno i gesti del corpo (e non solo) che van fatti.. sanno mettersi in ginocchio, adorare, riconoscere valore e importanza.. insomma.. male non fa.. ci sta. Fa bene.. si può fare!
Però dubitarono.. dubitare: dice la faticosa scelta tra almeno due cose. Che ci viene in mente?
Vero o falso? Utile o inutile? Giusto o ingiusto?
Dubitare qui non mi fa venire in mente subito l’ormai consueta fatica a credere o meno l’esistenza di Dio.. che volete che sia.
Ma qualcosa di più sottile. Mi conviene davvero? Vale la pena impegnarsi? Posso adorare lui e contemporaneamente fare quel che mi pare?
Questi due verbi assieme ci danno un quadretto interessante dei discepoli: li riferisco ad entrambe. Si può adorare e prostrarsi dubitando.
Si può dubitare, ma prostrarsi. Mi pare molto vero.
Nessuno dei due atteggiamenti può essere puro, al 100%. Siamo seri.. alzi la mano chi può dirlo di se.
Ma poi ci facciamo fregare e pensiamo di non poter fare una cosa se non facciamo l’altra.
Non andiamo alla comunione se non ci siamo confessati, non facciamo un servizio in parrocchia perchè pensiamo di non poterci essere al 100% o di non essere in grado di fare bene..
Perchè noi crediamo nell’idolo de.. ”ah, io le cose o le faccio bene o faccio a meno di farlo”. Idolo! Perchè non è ne un principio evangelico ne umano.
Siamo umani e quindi segnati da questa creaturalità: non perfetti. Significa che siamo chiamati a stare in equilibrio. Non ad un “Tutto bianco/ tutto nero”.. fede al 100% o dubbio al 100%..
Siamo chiamati a cercare giorno per giorno qui ed ora la fedeltà a noi stessi e quanto possiamo fare, come siamo in grado..
Chiamati non solo a riconoscere il bene, ma il meglio! Il meglio per noi.
Anche perchè poi alla fine.. la cosa più importante non è quanto continuerò a dubitare e adorare assieme sentendomi tiepido o compromesso o autoreferenziale.. ma se lo sentirò al mio fianco, con me, fino alla fine del mondo..

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Domenica di Pentecoste – B

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

«E poi ci sono anche quei brutti momenti in cui il mio cervello lavora troppo, e i pensieri cercano formule concise e onnicomprensive, in risposta ai numerosi conflitti tra corpo e anima, terreno e spirituale, finito e infinito – in breve, la risposta a ogni cosa»
(Etty Hillesum)

 

200515

 

In ascolto del Santo Vangelo secondo San Giovanni 15,26 – 27.16,12 – 15
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: ”Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.”

 

(..) per il momento non siete capaci di portarne il peso..
Quante volte dentro di me e attorno a me.. sono stato sommerso di domande, dubbi, richieste di comprensione e speranza.. schiacciato da sguardi imploranti che chiedono “perchè”, pretendono di capire, battono cassa per un conto di spiegazioni che non arriva, un sordo appello all’onnipotenza delle risposte, un sentirsi in colpa perchè non sei un wikipedia umano della fede, di Dio, della Chiesa, della storia..
Quante volte tra le labbra mi son sentito solo un tiepido e flaccido “non lo so”, oppure pensavo “e adesso che gli dico?”
Quante volte ho dovuto solo scegliere un silenzio arreso, rabbioso, issando la bandiera bianca delle parole vuote e delle frasi fatte..
E come mi fa bene questa frase, allora.. : di primo acchito potrebbe suonare come svilente, umiliante, da gradasso.. quasi ci volesse far passare da stupidini.
Eppure mi da una pace, una libertà, un senso di abbandono fiducioso che mi fa gran bene.
“Senti.. si, bravo, ok, certo, leggi la Bibbia, studia teologia, prendi appunti, documentati, compra e consulta i libri.. ma alcune cose.. davvero non c’hai fisico, ne la testa.. fidati, non sei capace di portarne il peso. Io vedo più in là, più nel profondo, più oltre. Take it easy!”
Bello. Mi dona serenità e umiltà. Mi colloca in un orizzonte più vasto del mio. Mi da speranza.
Mi dice che sono provvisorio, fragile, incompleto. Ma anche che la realtà.. terrena, ultraterrena, divina è infinitamente più grandiosa, bella, libera e aperta.  Questo mi fa sollevare lo sguardo dal mio orizzonte asfittico, preciso e calcolatore, socchiudere gli occhi, guardare oltre e sorridere.
Se fumassi.. mi accenderei anche una sigaretta per aspirarla con calma..
Mi fa sentire creatura: non da solo o isolato, ma prezioso. Accudito con premura.. che non vuole mi bruci o faccia male.. sbattendo la testa contro cose più grandi di me che mi potrebbero stordire.
Ma si.. mi dico.. andrà tutto bene: questa apertura ulteriore e misteriosa non mi manca di rispetto.. non mi schiaccia ne umilia.
Mi dice che ci saranno un sacco di sorprese e che il bello deve ancora venire.
Solo questa apertura.. questo squarcio infinito mi spalanca davanti speranza inedita e sicurezza insperata.
Mi fa sentire accolto, previsto, dentro.. che nulla è a caso o disperato.
Che nessuno mi nasconde nulla per fregarmi, che non è una presa in giro.
Che i miei dubbi e le domande, le tiepidezze e i compromessi si scioglieranno in una grande luce di verità.
Spero di non essere l’unico ad essermi infilato le ciabatte e rilassato un po’.. se no tanto vale, no?

 

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Ascensione del Signore – B

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

 

120515

https://youtu.be/cIPZNYoVvD8

 

In ascolto del Santo Vangelo secondo San Marco 16, 15-20
 
In quel tempo Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano

 

Ho quasi 40 anni: battezzato idem, cristiano semi cosciente da 20, prete incosciente da 9.. ho fatto decine e decine di campiscuola, ho fotocopiato foreste di carta, ho vissuto, patito, guidato “mesi” di riunioni a tutte le ore e per qualsiasi motivo, ho assistito associazioni, Grest, gente, gruppi, esperienze.. ho portato lo zaino sotto la pioggia e il sole per mesi, ho comprato decine di palloni e cancelleria, organizzato decine di cacce al tesoro e giochi notturni, servito costicine alla sagra, fatto servizio in tutti i tipi di realtà..
Eppure non ho mai scacciato un demonio.. anzi nemmeno qualche mosca, arranco con l’italiano e l’inglese, non ho mai preso in mano un serpente (se non cotto per mangiarlo!), non ho mai bevuto veleni, non ho mai guarito nessun malato..
Forse allora non credo? Non credo.
Cosa avrà voluto dire Gesù bello dicendo questo? Sicuramente ad una lettura frettolosa ed emotiva potrebbe venirci da sospirare e dire.. ”lasciamo stare”..
Ma la provocazione che mi faccio sempre, senza cercarvi più di tante risposte, ma lasciandola libera in me è sempre la stessa: stavo proclamando il vangelo ad ogni creatura? Come? O era filantropia, buonismo, volontarismo, protagonismo.. o un passatempo gratificante.. non lo so.
So che non si fa mai niente in modo puro e disinteressato.. quindi passa. Importante è comunque farlo.. le motivazioni si purificheranno. Altrimenti sai con quanti alibi giustificheremo la nostra pigrizia?
Ma abbiamo comunque bisogno di tale provocazione.
E poi mi innamoro di quel Signore che dice Marco “agiva insieme con loro”.
Non al posto loro. Non per loro. Ma insieme: spalla a spalla, al nostro fianco, facendo il tifo per noi, sussurrandoci la Parola giusta, stuzzicando la nostra coscienza al meglio (non al bene)..
Oppure da dentro il cuore a indirizzarti e muoverti.. come Actarus guidava Goldrake.. va bè, si fa per dire.
Ma l’immagine è suggestiva.
Mentre sorridi leggendo.. prova però ad appoggiarti una mano sul cuore e chiederti se la comunione fatta domenica.. abbia poi fatto tanta strada..
Che la Parola accolta, che questo vangelo gocciolato settimanalmente..
Che poi alla fine.. ci credessimo davvero..
Lui conferma coi segni la Parola che sappiamo annunciare. Lui le cose le vuole fare con noi.
Ma noi, le cose, vogliamo farle sentendolo accanto a noi? Col suo stile?

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