VI° – B

(Tempo di lettura previsto: 6 minuti)

“.. un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall’ alto verso il basso solamante quando deve aiutarlo ad alzarsi..” (G.G. Marquez)

090215

 

In ascolto del vangelo secondo San Marco 1, 40-45

In quel tempo, venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

A noi adesso fa ridere la parola “puro”.. anche se magari è dentro la legge scout.. o nella questione ecologica o alimentare..
La purezza fa venire in mente termini morali, la pudicizia, gli atti impuri, il sesto comandamento.. qualche risatine, un ghigno sottobanco.. qualcosa da suora di mezza età da non scandalizzare o da vecchio parroco curioso e un po’ viscido..
Eppure che potenza ha l’idea e la realtà del PURO. Sa di essenziale, di naturale, di “come è stato inventato-pensato-creato-voluto”.
Senza cose in più a renderlo impuro, non come dovrebbe essere.
Il lebbroso, in quanto impuro, era emarginato totalmente. Portava un campanellino per avvertire la gente di stargli lontano…
Non chiede, occhio! A Gesù di essere guarito ma purificato.
Puro, impuro, scandalo, non scandalo.. sorrido quando qualcuno si schernisce in mia presenza per una parolaccia o una bestemmia.. come se un cristiano normale invece..
Come se la purezza o lo scandalo fossero (merce rara) destinate solo “agli addetti ai lavori”..
Mi piace questo lebbroso: pare farci capire che a lui sta più a cuore l’essere integrato, accolto, accettato.. che guarito.
Che fa più male l’esclusione e l’abbandono di qualsiasi altra malattia..
O forse non fa classifiche.. chiede solo di non restare solo. Escluso, ai margini.
E Gesù, quel mattacchione, lo tocca.. cosa massimamente scandalosa.. soprattutto per Lui che diceva di essere un messia che quindi MAI avrebbe dovuto confondersi con l’impuro.. si tira la zappa sui piedi insomma..
E’ il capovolgimento dell’idea di Dio. Da un Dio puro, etereo, nell’alto dei cieli, pulito, immacolato, irraggiungibile, a un volto di Dio umano, vicino, compromesso, impastato, immerso, inzuppato.. non distante ne estraneo.
E tu? Cosa vuoi? Cos’avresti da.. purificare? Lasciamoci stupire da questo volto del Cristo e proviamo, in settimana, a fare un po’ nostro quel suo sguardo.. e quelle mani..

 

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V° – B

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

020215

Il sogno di Gesù di Gaber – Luporini (Libertà Obbligatoria – 1976)

 

In ascolto del vangelo secondo San Marco 1, 29-39

In quel tempo, Gesù, subito, uscito dalla sinagoga, andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

 

Vi siete lasciati “rovinare” dal vangelo di domenica scorsa (cfr. mia omelia “Gesù Cristo ti rovina!”)?
Sogno una improbabile classifica dei brani della Parola più indigesti e schifati.. condividere le nostre “resistenze”.. quel che non vorremmo ci rovinasse..
Occhio comunque, perchè oggi non faremo tanta strada in più..
Continua a non permettere ai demoni di parlare e poi, soprattutto si lascia riconoscere da loro.. visto che è venuto per rovinarli.
Mi piace questo scorso di Marco perchè è come la telecronaca della giornata tipo di Gesù e dei discepoli: mai fermi, sempre in giro, imprevisti, curiosità, esperienze, incontri, dinamiche..
Bello che Gesù si alzi presto, ancora buio, per pregare.. Chissà che si dicevano, lui e il Padre.
Mi piace pensare a questa sua preghiera.. come fosse la nostra.. quando preghiamo per comprendere meglio, per aderire di più, per ascoltare.
Mi piace pensare che Gesù non fosse nato “imparato” ma abbia capito a poco a poco, passo dopo passo la sua vita, vocazione e ministero.. il Suo essere “messia” inviato.. cosa comportasse.. un grande mistero.. ma ce lo rende ancora più vicino, umano, fratello.
Aveva bisogno anche Lui di mettersi in ascolto, prendersi i suoi tempi, chiedere.. avrà avuto dubbi, domande, paure, tentativi, ipotesi, esperienze.. silenziiiiiiiiiiii
Tutti ti cercano.. e per fortuna se ne vanno.. quante volte la nostra chiesa, le nostre comunità parrocchiali, i nostri gruppi, associazioni e movimenti.. vorrebbero ancora trattenersi con queste logiche.. tutti, tanti.. una chiesa presente, potente, visibile, vincente, convincente, conveniente.. di successo e consenso, una religione civile, una fede sociale, un’aggregazione formale, visibile, udibile, distinta e prestante..
E il granello di senape? E il pugno di lievito?
E il vuoto sotto la croce?
Andiamocene altrove: che grande libertà.. chi balbetta educazione dovrebbe tenerne conto. Lui poi.. va sempre altrove.. non si ferma ad aspettare i grazie ne a raccogliere i frutti.. nemmeno rallenta per scorgere i germogli.. sempre altrove.. un po’ più in la..e noi dietro.

 

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IV° – B

(Tempo di lettura previsto: 3 minuti)


280115

 Non ditelo a nessuno ma..
https://www.youtube.com/watch?v=vBecM3CQVD8

 

In ascolto del vangelo secondo San Marco 1, 21-28

In quel tempo Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava.
Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità,
e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
 La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

 

Gesù inizia subito con un esorcismo. Marco non parla del diavolo ma di uno spirito impuro. Che è in sinagoga a pregare.. ad ascoltare la lettura della Torah..
Insomma.. come dire.. alla messa delle 11.30! Interessante..
Impuro: non puro. Qualcosa non lo rende più puro.
Puro: come dovrebbe essere. Com’è in natura. Ecco la purezza.. come l’acqua in alta quota da un ruscello.
Appena esce o scende.. comincia a perdere purezza, ad essere impura.. ci sono delle cose che si mischiano con lei e la fanno diventare impura.
Impura quindi significa qualcosa che sarebbe puro ma che, a causa dell’ingresso di certi elementi .. diviene impuro.
Cosa rende impura una vita?
Una scelta, una decisione, un atteggiamento, uno stile di vita.. come diventano impuri? Cioè ci allontanano a poco a poco dalla verità di noi e della nostra libertà..
Una cosa utile sarebbe innanzitutto connettersi consapevolmente col proprio cuore, con la propria coscienza e percepire che siamo puri. Il battesimo ci ha già salvati cioè messo in grado di vivere da salvati, da liberi, da innamorati.
Rendersi conto, come un dono da chiedere e accogliere che siamo “naturali”. Naturalmente fatti per.. amare? Donare, volere, condividere, compatire..
Poi qualcosa si insinua e a poco a poco sporca tutto e ci convince che vada bene così.
Non è questa la più buona delle notizie? Peccato la fatica ad abbassare la guardia e accettarla..

 

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