Domenica delle Palme e della Passione del Signore, 24 Marzo 2013 – Anno C

“Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest’uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l’amore”.
(Il testamento di Tito” – F. De Andrè)

Unknown

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore.. per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti..
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo “Vieni Santo Spirito.. prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca, quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita.. come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza.. come appello, impegno, speranza, conforto..

Lettura dal Vangelo di Luca 23, 33-49
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
No dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà.
Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.
Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

Oggi, Domenica delle Palme, in tutte le chiese del mondo verrà letta la Passione secondo San Luca. Sono alcuni capitoli, un testo come sapete molto lungo e quindi non li riporto.
Va ascoltata e meditata con calma.
Un crescendo, quasi come in un film, di episodi, vicende, dialoghi, immagini, volti..
Porto nel cuore la speranza che ciascuno possa ascoltarla e meditarla alla messa di domenica o trovare un quarto d’ora con Vangelo in mano per prepararsi a questa Pasqua restando in ascolto. Sono tra i testi fondamentali della nostra fede.
Detto questo mi permetto di condividere soltanto due frasi: personalmente mi hanno scavato dentro e lasciato nel cuore un segno di pace, perdono e serenità.
Le collego a dei momenti precisi della mia vita e le porto nel cuore.
La prima vede Gesù appeso alla croce, tra i due ladroni: ultimo con gli ultimi, con gli infami rifiutati da tutti..
Da li pronuncia una frase che non posso non sentire in sintonia con il volto di Gesù di domenica scorsa, quando alzando il capo e guardando la donna adultera le dice che nemmeno lui la condanna..

“Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno”
Magari potessi sentire di più che Dio è dalla mia parte, al mio fianco e mi aiuta a guardare alla mia storia e a quello che sto vivendo con questo desiderio nel cuore. Non di giudicare, condannare, arrabbiarmi.. ma comprendere e dire la stessa cosa.. di sentire nel cuore la stessa compassione.. guardare a queste persone e dire.. “non sanno quello che fanno”.. non sapevano quello che facevano.. mentre.. bestemmiavano, colpivano, ferivano, insultavano, picchiavano, accusavano, chiacchieravano, rovinavano, prendevano in giro, rifiutavano.. il resto dell’elenco, se vi va, continuatelo voi.. o fissatevi su un verbo, cioè su una azione precisa che sentite vi possa scatenare dentro qualcosa.. per qualcuno..

La seconda frase è “Oggi sarai con me in paradiso”.
Tutto e subito.
Senza “ma” e senza “se”..
Come gli dicesse: guarda che non me ne frega niente di chi sei e di cosa hai combinato. Oggi sarai con me in paradiso. Ne domani, ne quando ti sarai pentito, ne quando avrai chiesto scusa o rimediato.. ne.. Oggi!
Noi non vorremmo la stessa cosa? che facesse finta di niente.. anche noi siamo appesi a qualche croce.. che sembrasse non farci caso.. e ci desse molto più di quello che abbiamo anche solo coraggio di chiedere.
A lui, buon ladrone, a noi.. basterebbe un ricordo, un segno, un post it col nostro nome sulla Sua scrivania: Lui, invece, ci da tutto.
La faccia tosta di chiedere, di osare, di bussare.. ben sapendo che se era in quella croce.. dei buoni motivi ci dovevano essere stati.. ma..

Spero che queste due veloci condivisioni ci aiutino a “imparare l’amore”..

COMMENTA!
Sarà molto bello se avrai piacere di condividere ciò che l’ascolto della Parola ha suscitato in te.
Ti prego di farlo direttamente a questo link come “commento”.


Donati un po’ di tempo PER TE STESSO, per fare silenzio, per staccare, per lasciarti raggiungere Una buona volta, senza scuse.. per la bellezza, per “gli ultimi”, per DIO.. un abbraccio e.. prega per me!
Grazie, don mt

barca1xb

Va di Quaresima – Anno C

“Dio è quella parte più profonda di me in cui io riposo.
L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi e anche l’unica cosa che veramente conti è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio.
E forse possiamo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini.”
Diario 1941-1943   Etty Hillesum,  Adelphi, 1985.

Unknown

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore.. per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti..
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo “Vieni Santo Spirito.. prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca, quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita.. come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza.. come appello, impegno, speranza, conforto..

Lettura dal Vangelo di Giovanni 8,1-11
Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Questi scribi e farisei.. non si stancano mai. Domenica scorsa ricordammo ancora il sapore buono della parabola del Padre Misericordioso..
Oggi c’è un altro incontro: Gesù e la donna adultera. Gli tendono un tranello. Cercano di incastrarlo in un vicolo cieco. O rispetta la legge ed educa altri a fare altrettanto oppure non è quello che perdona e accoglie.. ecc. ecc.
Insomma.. qualsiasi strada prenda lo potranno incastrare.
Lui se ne esce da signore. In tutti i sensi.
Secondo alcuni biblisti questa pagina faticò molto a far parte dei testi canonici della Bibbia, agli inizi. Venne più volta tolta o strappata. Sintomatico: presentava un volto di Gesù troppo scomodo. Non si poteva accogliere un Gesù che non condannasse. Dove il male e il bene, allora? Basta far quel che si vuole? Incredibile.
Hanno beccato lei in fragrante: non ci sono attenuanti, va lapidata per osservare le legge. Peccato che di lui, del suo uomo.. chissà perchè a quello non succede mai nulla? Non era la prostituta pentita, quella si trova in Luca; questa è una donna colta in adulterio. Non credo fosse particolarmente pentita della cosa.
Gesù si mette a scrivere per terra.. mai nessuno ha capito.. e per fortuna mai si capirà.. il senso di tale gesto. Eppure quella frase sibilata con coraggio apre un varco nella storia. Un prima e un dopo. Gli siamo tutti debitori.
“Donna” gli dice Gesù, quasi a ridarle la dignità che le era stata levata da quel gesto di prenderla ed esporla senza ritegno alla pubblica piazza.. “Donna”.. quasi a dire: prima sei donna.. poi ti chiami.. o hai fatto, fai..
“Neanche io ti condanno”: non vuol dire “continua a fare quel che vuoi che va bene, se te la senti approfittane, se lo ritieni giusto va bene così”..
Non gli dice: “per questa volta non ti condanno”. No. “Non ti condanno”: ne oggi, ne domani, ne mai. Gesù rifiuta il gesto della condanna, in pieno.
Questa pagina del Vangelo oggi non disturba meno di ieri. Non lascia tranquilli coloro che continuano ad arrogarsi il diritto, dal fortino inattaccabile del loro perbenismo, di scagliare pietre non più con la mani ma sotto forma di diffamazioni, isolando, pronunciando giudizi severi, alimentando diffidenze, diffondendo pettegolezzi e insinuazioni, dubbi.. Gesù non tollera che qualcuno scagli queste pietre dolorose e crudeli contro chi si regge a stento sotto il peso dei propri errori.
Il Vangelo è tutto qua.
Nemmeno aspetta che la donna dica qualcosa: come il figlio prodigo di domenica scorsa. Mica si è pentito. La donna non ha detto ne che ha sbagliato, ne che non lo farà più.
Gesù è su un altro livello.. quasi a dirle.. smetti di rovinarti la vita. E’ preziosa e bella, non la sprecare in questo modo, mendicando qualcosa che non riuscirà mai a saziarti del tutto.
Accoglie il peccatore, distingue il peccato: cerca il cuore della persona. Prima o poi lo capirà.

IVa di Quaresima – Anno C

“Il padre misericordioso”, Rembrandt, pittore fiammingo, 1666
Museo Hermitage – S. Pietroburgo

rembrandt06

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore…per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti…
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo
“Vieni Santo Spirito…prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca,
quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita…come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza..come appello, impegno, speranza, conforto..

Lettura dal Vangelo di Luca 15, 1-3.11-32
Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola:
«Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto.
Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».


Scommetto che sei venuto a leggere direttamente il commento, vero?
Somaro, asina! Tanto il brano lo conosci, no? Il quadro magari.. pure..!
Torna su, scruta il quadro, immergiti in esso, pensa alla scena come fossi stato li.
E poi rileggi il Vangelo. Ascoltalo, immaginalo, lasciati abbronzare.. Non c’è molto altro da aggiungere.
Credo che la cosa più importante sia l’introduzione:
Gesù ad un certo punto ne ha piene le scatole.. è circondato da scribi e farisei che mormorano.. e da pubblicani e peccatori presenti li per ascoltare..
c’è chi mormora..
c’è chi ascolta..
per strada, in parrocchia, all’oratorio, nella chiesa, tra la gente..
c’è chi mormora..
c’è chi ascolta..
Gesù sta coi pubblicani, odiati da tutti perchè considerati dei traditori: erano ebrei collaborazionisti dell’impero romano occupante, per il quale lavoravano riscuotendo le tasse.. e naturalmente facendo la cresta alle tasse stesse a spese dei fratelli ebrei. Niente di peggio insomma.. traditori, schierati col potere occupante romani, strozzini, arricchiti a spese del popolo.. i peccatori erano.. tutti gli altri.. in una società religiosa, era chiarissima la distinzione tra “buoni e cattivi”.
Eppure loro ascoltavano.
Non sono però loro i destinatari.. ma gli scribi e i farisei, quelli molto religiosi e bravi, quelli impegnati e competenti della religione, quelli sempre dalla parte giusta, quelli a posto.. che presumevano insomma.. di esserlo.
Gesù continua a bacchettarci.. con una pagina meravigliosa, straordinariamente “affrescata” da Rembrandt.. non esattamente un mistico..
Quante volte mi sono sentito figlio minore.. quello che se ne va..
Quante volte ho sentito le persone spontaneamente riconoscersi in esso, ma quante altrettante volte nel cuore abbiamo riconosciuto di non esser mai andati via da casa, di aver solo lavorato.. come quel figlio maggiore.. di non esserci mai sentiti di casa..
E il padre.. che se li prende tutti e due.. che nemmeno aspetta che il figlio torni, suoni il campanello perchè è già fuori ad aspettarlo, con gli occhi crepati dalla fatica di scrutare un orizzonte che mai gli riportava l’amato.. e poi torna fuori, lascia li i festeggiamenti e va a riprende anche il secondo.. con grande pazienza e amore artigianale, a ciascuno il suo..


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