Va T.O. – Anno C

“.. Dobbiamo imparare a dimorare nella nostra debolezza, ma armati di una fede profonda, accettare di essere esposti alla nostra debolezza e nello stesso tempo abbandonati alla misericordia di Dio. Solo nella nostra debolezza siamo vulnerabili all’amore di Dio e alla sua potenza. Dimorare nella debolezza: ecco l’unica via per entrare in contatto con la grazia e per diventare un miracolo della misericordia di Dio.”
(A. Louf)

pescatore-di-uomini_2

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore…per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti…
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo
“Vieni Santo Spirito…prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca,
quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita…come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza..come appello, impegno, speranza, conforto..

Lettura dal Vangelo diLuca 5,1-11

Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di  scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose:
«Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Brano famoso, intenso, evocativo.
La folla fa ressa per ascoltare la parola di Dio: bene.
Il Vangelo è Parola di Dio. Significa che Dio ci vuole parlare soprattutto nel Vangelo. Vangelo sappiamo significa “buona notizia”.
Quindi sarebbe bello, utile, furbo e giusto frequentare più il Vangelo, per lasciare a Dio la possibilità di parlarci.
Permettergli di rivolgerci la Parola sintonizzandoci con la stessa. Raccontarci, grazie alla vita del suo figlio, di sè…di chi sia davvero, di come vivere, del perchè valga la pena fare strada con lui e scoprirlo accanto.
Nella goccia trovate ogni settimana la Parola di Dio. Lasciate stare quel che balbetto io e le mie velleità comunicative ma almeno ascoltate, leggendola con calma e provando ad immaginar la scena…la pagina di Parola offertaci dalla liturgia.
Sarà il nostro modo di permettergli di essere presente in noi.
Abbiamo faticato tutta la notte..
Abbiamo perso tempo, ci siamo dati da fare per organizzare, spiegare, annunciare, ma sembra non fregar niente a nessuno..
Abbiamo organizzato attività efficaci con scout, ragazzini, giovani, ma non interessa niente a nessuno.. che delusione..
Abbiamo cercato di spiegare, convincere, aiutare, motivare, coinvolgere, responsabilizzare, entusiasmare ma..
Abbiamo pregato ma sembra non sia servito a niente abbiamo testimoniato, spiegato, provato ma.. gettare ancora la rete.. sputtanarci!
Bellissima la sottolineatura che a momenti le barche affondano! Sembra quasi assurdo!
Pescatore di uomini.. da pescatore a pescatore di uomini. E’ bello vedere qui che Gesù chiede di fare in modo diverso l’unica cosa che Pietro sa fare.
Non ci chiede di fare cose straordinarie.. se non di essere noi stessi ma.. come suoi strumenti.
Di dare un senso di “missione” cristiana, di senso, di annuncio con la nostra vita concreta, li dove siamo, con le persone che condividono la nostra esistenza.. di fare per Lui, per il suo Regno, quel che stiamo vivendo e facendo.. lavoro, famiglia, studio, impegno civile, sociale, politico..
Proverei a chiedermi.. cosa della mia vita può assumere tale connotazione? Quale aspetto di me Gli può servire per cosa? Per chi? In questo modo lo seguiremo più da vicino. Sarà Lui la nostra direzione. Il capo cordata..

IVa T.O. – Anno C

“Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche’ dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che .
Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord, qual’e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.”
(Valore, di Erri De Luca)

Bambino

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore…per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti…
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo
“Vieni Santo Spirito…prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca,
quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita…come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza..come appello, impegno, speranza, conforto..

Lettura dal Vangelo di Luca 4,21 – 30

“Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.”

Dove eravamo rimasti?
La stessa frase del vangelo di domenica scorsa: come fosse la seconda parte, la puntata successiva.
Siamo sempre in sinagoga, Gesù ha appena svolto il suo turno di lettore e si è messo a commentare.
Possiamo solo immaginare lo stupore di chi, suo compaesano e amico da sempre, lo senta esprimersi così.
Forse non sono capaci di stupirsi? sembra facile da dire…fin troppo facile.
Sembra fin troppo banale: non gli credono, lo minacciano, cercano di ucciderlo perchè si sentono presi in giro.
Ma non è così. Anche se siamo solo al quarto capitolo di Luca….Gesù sta già facendo scaldare gli animi….
Mi domando quanto siamo liberi davanti ad un Dio libero?
Libero di servirsi di chiunque per dire qualsiasi cosa.
Al di là delle nostre attese, dei commenti, delle etichette che mettiamo spesso addosso alle persone, attorno alle esperienze, sopra alcune realtà…
“Non è costui????” quasi a dire…ma che vuole, come si permette?
eppure….
Proviamo a chiederci:
quanto ho voglia di lasciarmi stupire?
credo che Dio possa ancora farlo? sia libero? ed io? lo sono? ho un cuore sufficientemente libero e disponibile
a lasciarmi raggiungere da un suo messaggio o intermediari?
cosa mi ostacola e chiude?
cosa mi aiuta?
come riconoscere i segni della sua presenza?

IIIa T.O. – Anno C

_Gesù

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore…per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti…
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo
“Vieni Santo Spirito…prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca,
quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita…come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza..come appello, impegno, speranza, conforto..

Lettura dal Vangelo di Luca 1,1-4.4,14

Poichè molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione.
Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere.
Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
“Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore.
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui.
Allora cominciò a dire loro: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato.

Oggi si è adempiuta…cioè realizzata.
Siamo agli inizi del vangelo di Luca, avrete notato il tono di introduzione e spiegazione.
L’evangelista ci vuole introdurre nel senso del suo scritto. Lo vuole anche ben radicare nel tempo, nello spazio e nel suo scopo.
Poi la liturgia ci fa saltara al capitolo 4, all’inizio della vita pubblica.
Il normale sabato, giorno sacro e di riposo per gli ebrei, la sinagoga, il falegname del paese ancora single che si alza a leggere, davanti ai suoi genitori e dice questa frase, dopo aver letto Isaia.
Oggi.. come dire.. non c’è altro da aspettare. Sono io il Messia, il Salvatore.
Sono io che inizierà a fare quello che da millenni tutto l’antico testamento ha annunciato e che da sempre noi ebrei stiamo aspettando con grande
impazienza, speranza e indignazione. Sono io.
Io farò con voi e per voi quello che era annunciato.
Io ho una buona notizia per tutti i tipi di povertà, per chi non riesce più a vedere, vedersi per chi è oppresso, affaticato, schiavo di mille dipendenze dentro e fuori di sè… nella personalità, nella propria storia, nel proprio presente, nel cuore o nella testa.
Sono io.
COn calma poi.. in modo solenne e quasi maestoso ma concreto.. ripone il rotolo, si siede.. si lascia guardare e avvolgere, giudicare, decifrare dai suoi amici, parenti, compaesani…stupiti o indignati….
a noi verrebbe da chiederci.. cosa ci opprime?
di cosa siamo ancora schiavi?
cosa non abbiamo voglia di vedere?
cosa vorrei che la mia fede in Gesù, Messia e Salvatore, potesse sbloccare e sciogliere in me? nella mia vita?