IIa T.O. – Anno C

Non è affatto vero che l’Italia sia il paese di corrotti e corruttori. Insieme possiamo e dobbiamo credere che il futuro possa ripartire. Senza corruzione.
SOTTOSCRIVI LA PETIZIONE!

RIPARTE  IL FUTURO


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Lettura dal Vangelo di Giovanni 2,1 – 11

Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Nel vangelo di Giovanni, il non sinottico, il più “teologico” e carico di segni e significati da comprendere, il primo miracolo è questo. Dopo trent’anni di silenzio e il battesimo al Giordano cosa fa quel burlone di Gesù? trasforma l’acqua in vino.
Il primo miracolo riportato da Giovanni è proprio questo gesto. Chissà che pensava al momento di chiedersi se parlare o meno di questo miracolo. In fondo ne fece di ben più utili e significativi che permettere alla coppia di sposi di non sfigurare davanti ai loro invitati. Siamo di fronte senz’altro a una delle pagine più note, simpatiche eppure “misteriose” del vangelo. Misteriose perchè sembra da un lato stonare col ministero del messia di Nazareth…dall’altra rischia davvero di strapparci un sorriso, pur restando carica di valore e di un senso che va ben oltre la presenza dei vino.
Eppure…la festa si sarebbe interrotta. “La nostra festa non deve finire” siamo abituati a cantare con l’alleluia…
L’acqua che serviva per purificarsi con le abluzioni (perpetrando un certo tipo di religiosità e di immagine di Dio) ora diventa occasione e strumento di festa e di lode. Basterebbe questo.
La vita quotidiana di una festa, di un piccolo banchetto per questa coppia di amici diventa luogo privilegiato per compiere il primo miracolo. Ecco il volto di Dio con cui Giovanni apre il suo vangelo.
Dal Prologo (quel brano tanto bello quanto difficile che viene letto il giorno di Natale…”in principio era il Verbo e il Verbo era Dio….”) alla mensa di Cana di Galilea…
Bellissimo. Siamo chiamati forse a stupirci, a sorridere, a commuoverci davanti a tanta semplicità.
Maria aveva già intuito che qualcosa mancava e si stava per interrompere, rovinare. Sa rivolgersi al figlio.
Quante volte pensiamo che la preghiera sia una cosa difficile, che debba essere qualcosa di alto, importante…che si debba disturbare l’Altissimo solo per grandi questioni….e lei invece ha il coraggio e la faccia tosta, da madre, di richiamare il Figlio e…
Chiediamo nella nostra preghiera la disponibilità e l’umiltà di saper offrire ogni giorno la nostra umanità e le nostre esigenze e desideri più ordinari…
Balbettiamo il desiderio di saperci stupire e gioire di questo volto amico di Gesù che vuole che la nostra festa continui..la festa dell’incontro con Lui, dell’esperienza della sua vicinanza, della sua premura per noi, della gioia semplice e concreta che vuole offrire alle nostre esistenze.
Quali sono le acque della nostra vita che vorremmo offrire a Lui perchè le trasformi in vino nuovo e prelibato?


13 Gennaio, Battesimo del Signore – Anno C

“Vivete dunque e siate felici, figli prediletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Iddio si degnerà di svelare all’uomo l’avvenire, tutta l’umana saggezza sarà riposta in queste due parole: aspettare e sperare.”
(Alexandre Dumas, Il conte di Montecristo)

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Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore…per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti…
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo
“Vieni Santo Spirito…prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca,
quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita…come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza..come appello, impegno, speranza, conforto..

Lettura dal Vangelo di Luca 3,15-16.21-22

Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento.

Il passaggio è sempre molto brusco. Dal presepe al Giordano. Ogni anno così: dall’atmosfera calda, cruda e asciutta del presepio con la sua mangiatoia …alla fila di persone lungo le rive del fiume in attesa di essere battezzati dal Battista.
Da zero a trent’anni, così in un soffio di silenzio e mistero. Totalmente imbevuto nell’umanità, inzuppato tra la gente, in quel villaggio, col suo lavoro, la famiglia, la fama di sfigato perchè a trent’anni ancora single (in quel contesto culturale, poi…) un bamboccione insomma?
Eppure..nessun miracolo, nessuna guarigione, nessuna catechesi: assurdo sprecare così tanto talento? quanti miracoli avrebbe potuto fare e quanta fama ottenere…. che spreco…?
Quanto è bello e immediato sto Gesù: nessuna scorciatoia, nessun trionfo, nessuna auto blu o un “lei non sa chi sono io”… Lo troviamo li, in coda con gli ultimi, con quelli che andavano a farsi battezzare… cioè in qualche modo benedire e perdonare i peccati…. ma mica erano ovviamente cristiani. Era un rito di devozione, forse quasi di scaramanzia…ma fatto da tutti con fede.
Un’umanità fragile, ferita, stanca, disorientata…carica di bisogni e desideri, di speranze e dubbi.
Erano in attesa, dice Luca. Non è un dettaglio.
Oggi forse non abbiamo più tempo di aspettare, attendere. Ci scoccia perfino quando il computer ritarda qualche secondo a scaricare ciò che desideriamo o quando la nostra telefonata non viene risposta… oppure mandiamo subito immediati sms stizziti a chi si azzarda a tardare a rispondere…
cultura del sollecito…più che dell’attesa…che si fa desiderio paziente e umile speranza che…ciò che tarda arriverà.
E poi siamo testimoni in punta di piedi di questo “siparietto” molto intimo che viene registrato da tutti i vangeli sinottici. Dio si compiace del Figlio.
Dice a voce alta…”così mi piace, sono d’accordo, continua!”
Sta dicendo di riconoscersi in quella scelta e in quello stile del Cristo.
Ecco chi è Dio… ci fa bene ricordarlo, ci fa ancora meglio ogni tanto…sostare a contemplarlo.
Lo coniughiamo ogni tanto il verbo…contemplare…nelle nostre giornate o vite?
Prendersi del tempo in silenzio per….

6 Gennaio, Epifania del Signore – Anno C

1 gennaio 2003-1 gennaio 2013
A dieci anni dalla sua scomparsa…abbiamo perso uno che ci sapeva fare con il pensiero e con le parole, con l’ironia e la passione di vivere davvero..

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Giorgio Gaber, “L’azalea” (da Un’idiozia conquistata a fatica, 1997.)
Io credo che non ci sia stato un altro periodo della storia in cui gliuomini siano arrivati al nostro livello di cattiveria e di egoismo.
Un uomo oggi, non avendo remore di morale e di coscienza, tanto più gliconviene tanto più è carogna.
È carogna coi più deboli, è carogna coipiù forti… no, coi più forti è viscido… è carogna con la moglie, coi figli, con gli amici, è carogna con il mondo intero. Però la domenica… un’azalea.
Tutti che comprano un’azalea. Un’azaleaper questo… per quest’altro… per quest’altro ancora… dato che nonfunziona niente si risolve tutto con le azalee.
E mi bussano alla porta, mi fermano per la strada, mi corrono dietro,col motorino, con la bicicletta, e io, stremato, che faccio?
Compro un’azalea… per salvare bambini, animali, piante, ricerche varie, baciniidrici, le suore del Nicaragua, le foreste dell’Amazzonia…
Devo faretutto io! L’azalea, oltre ad essere un arbusto ornamentale delle ericacee, èdiventata il simbolo della purificazione.
E siccome più uno più è sporco dentro, più ha bisogno di apparire buono, i più carogna hanno azaleedappertutto: nell’ingresso, in sala da pranzo, in camera da letto…vanno al cesso e… TRACK un’azalea.
Che raffinati! Secondo me a San Francesco non piacevano le azalee. Gli piacevano ilupi. Certo che anche avere una casa piena di lupi… E Ghandi? E Madre Teresa di Calcutta?
Ne han salvate di persone, eh!Oddio, se in India ci fosse stato un bravo statista anche un po’ menobuono forse ne avrebbe salvati di più. Ma che c’entra…
Non c’è niente da fare, la bontà vera commuove, rassicura… quella finta… mi fa vomitare. E se ci fosse un Dio io credo che la condannerebbe.
Ma basta con queste finzioni, queste ipocrisie, queste esibizioni fatte per abbellire l’anima… e anche l’immagine. Ma dentro, dentro cosa siamo,eh?
Ve lo dico io che cosa siamo: siamo delle caramelle di merdaricoperte di cioccolato. A proposito, ho fatto un sogno. Si alza in volo un branco di mucche… VVVV…
è un sogno ricorrente,pieno di effetti speciali… VVVV… un film, Spielberg regista, luipuò… VVVV… e sulle azalee della domenica… VVVV… su Telethon…su ‘Trenta ore per la vita’… VVVV…
su ‘We are the worid we are thechildren’… VVVV… su ‘La partita del cuore’… ‘Grazie Firenze!’…VVVV… su ‘Pavarotti and friends’… ‘lo conto perché non sono unconto’… VVVV…
E le mucche… SPLASCH!!! Oooh!.. A questo punto scatta come sempre la solidarietà. Domenica prossima intutte le piazze d’Italia,
è in vendita a lire. quindici… facciamocentomila… una piantina di azalee. Il ricavato sarà devoluto allaricerca… di quei poveri disgraziati che sono ancora sommersi sottoquella montagna di sterco bovino. Dio esiste


Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore…per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti…
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo
“Vieni Santo Spirito…prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca,
quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita…come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza..come appello, impegno, speranza, conforto..

Lettura dal Vangelo di Matteo 2,1-12

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

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Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».
Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese..