IIa Domenica t.o. 2022 durante Cristo – C

Nozze di Cana, Tintoretto, S. Maria della Salute, Venexia.

Dal Vangelo secondo Giovanni 2,1-11

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Ma dopo trent’anni di nulla… con tutto quello che poteviavrestipotutodovutofare… 30 anni, sparito! …dalla mangiatoia, rispunti fuori nel fiume Giordano? Ma che hai fatto per 30 anni da single in un villaggetto sperduto: va be che avevi l’azienda di famiglia da portare avanti, piccolo artigiano di provincia con la falegnameria avviata…30 anni di nulla, silenzio, in ascolto, come nelle botti di barrique..a far gavetta e comprendere di cosa avremmo avuto davvero bisogno, e di come annunciare un Padre diverso dai nostri idoli mentali, spirituali e materiali….. e con tutto il bene che avresti … ecc.. c’erano malati da guarire e prediche da fare.. bene da compiere… tu che fai? moltiplichi l’acqua in vino. Con un sorriso, certo..ma non è fantastico? La gioia di una festa di nozze, per quella nuova famiglia. L’acqua sporca di un Dio permaloso da temere e che ti fa rigare dritto… e lui tira fuori il vino “bono”, mica quello in cartone. Giovanni in questa pagina, all’inizio del suo vangelo è strepitoso. Uno magari è ancora stordito dal primo capitolo, il Prologo di Natale… Gesù è Verbo, Dio, luce, verità..i suoi non l’hanno accolto né riconosciuto ecc. Giovanni ci porta “in altissimo” a livello teologico e la pagina dopo? inizia il capitolo e il Verbo eterno di Dio si mette a trasformare acqua vino, durante una festa… ma non è comico? mi fa morire…Colui che viene descritto in modo vertiginoso, atteso da sempre, che salverà tutti e farà tutto…difficile e crudo… poi lo vediamo subito a magnare e bere…e a raddoppiare le dosi…. ma come si fa a non accogliere uno che trasforma l’acqua in vino, pare dire Giovanni a posteriori. Ecco insomma… non ho nulla da dire. Ma questa pagina di vangelo=buona notizia…non fa venire voglia di essere cristiani e basta? un po’ come la vita di David Sassoli e come gli altri ce l’hanno descritta…un incredibile profumo di vita piena nello Spirito. Non ti viene da voler annunciare uno stile di vita così? non è forse, la sua, l’ennesima testimonianza che il vangelo funziona …e funziona eccome?

Battesimo del Signore -’22 anno C

Dal Vangelo secondo Luca 3,15-16.21-22

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Rimugino e penso, ricordo e prego: niente…non c’è altro da aggiungere. Di cosa stiamo parlando? Questo ci annuncia la pagina di Luca di oggi, in cui si celebra il battesimo di Gesù. Paradossale il gesto: per certi versi assurdo. Gesù non ha certo bisogno del battesimo…e non solo perché non ha nessun peccato originale da lavar via ecc. ecc. ma perché Lui in qualche modo è il battesimo. Il battesimo ci installa la sua presenza nel cuore… altroché … È Lui a battezzare nel suo nome. Chissà poi cosa è accaduto. Penso al film di Pasolini…come rappresenti la scena, e a Luca l’evangelista che riflette su come scrivere questa pagina, il significato che ci vuole dare, il senso da offrire e cui richiamare i suoi destinatari. Dio che si compiace. Fa si con la testa, massaggiandosi la barba e fa gli occhioni lucidi. È tutto suo Padre, cioè io, pare pensare..bravo figlio. Così si fa: gavetta, non corsie preferenziali, immedesimato ed immerso fin nel profondo nella realtà che andrai ad evangelizzare e salvare, non “son nato ‘imparato'”. Gesù, dopo trent’anni di silenzio, a macerare, maturare, nell’azienda di famiglia, in ascolto…per capire, comprendere, meditare, decifrare… capire di cosa ci fosse bisogno, decide di alzarsi, chiudere “baraccaeburattini” e iniziare così la sua missione di salvatore. Chissà che risate si faceva in sinagoga o altrove..sentendo parlare in un certo modo di dio o della religiosità..Per 30 anni si è sintonizzato su “cosa e come salvare” e poi ora, diventa la password per fare esperienza non di un dio qualsiasi…da temere, permaloso, scrupoloso, esigente o supponente ma Padre di misericordia. E Dio si compiace…mi assomigli, bravo..pare dire… anche io avrei fatto così. Sei proprio tu a rappresentarmi. Nel Prologo di Giovanni…il giorno di Natale..l’ultimo versetto pare passare in osservato, ma è una sberla…. “Dio nessuno l’ha mai visto”…(Gv1,18) lì, con nonchalance…. ma Gesù è l’interfaccia di Dio per noi. Credo sia questa la più bella delle belle notizie. Nessuno può più sentirsi perso, indegno, sbagliato, fallito, irrecuperabile. La sua gavetta è già un messaggio importante per ciascuno di noi. Credo e spero che ricordare e celebrare questo ci aiuti a metterci a pregare a partire da tutto questo. Con un senso della solidarietà col Padre, in Cristo…devastante e divergente.

IVa Domenica di Avvento C-’21

Dal Vangelo secondo Luca 1,39-45

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

E che ci volete aggiungere? Credo sia una pagina geniale, capolavoro di immagini e dettagli da gustare più che comprendere. Se avete tempo vi consiglio di aprire la Bibbia, cercare il Secondo Libro di Samuele ed andare al capitolo 6, versetti da 12 in poi; Luca deve essersi ispirato a quest’altro capolavoro. Il re Davide, quello che aveva fatto morire Urìa per averne la moglie…(!), quello le cui parole di pentimento probabilmente compongono il Salmo 50, segue il transito dell’Arca dell’Alleanza, la presenza di Dio sulla terra e vi balla mezzo nudo davanti. Queste due letture parlano di modi diversi di manifestare gioia per la venuta-presenza del Signore in mezzo a noi. Ballando e sussultando, come Giovanni Battista all’arrivo del cugino JC. Gesù è la Parola che si rivolge. Il suo essere, pensieri, emozioni, comportamenti, stile è Parola che ci si rivolge. Si è fatto Parola, Verbo -sentiremo il 25-; essere cristiani è cercare ogni momento di essere in ascolto di quella parola che si è installata in noi nel battesimo, al quale siamo presenti. E questa presenza di gioia, di liberazione possibile, di speranza reperibile ci dà gioia: come no… penso a certi alleluja bovini, a certe facce quando annunci il Vangelo, a certe omelie dolciastre e croccanti, a certi musi duri quando dai la benedizione, alle parti fisse della messa a cui si risponde con la filastrocca, a prete e suore tristissime e deprimenti, a tanti laici sempre e comunque impauriti e clericali… non dico di ballare (cosa a noi estranea in chiesa ma comune in continenti interi come Africa e America Latina…) ma almeno di fare un ghigno e batter due mani… No… noi si rischia sempre di essere adepti dell’ideologia cristiano=serioraccoltodevoto, chiesa=compostoseriofailbravoche… Invece l’Arca, la presenza è già in noi da quando siamo stati inzuppati nel battesimo. Poi, certo, la copriamo di un sacco di cose…preoccupazioni, paure, bisogni, attese, presupposti, pregiudizi, scuse, ideologie… si fa brace che resta sotto tutto questo nei nostri cuori, da cui a volte come un vulcano erutta qualche fascio di luce e calore da accogliere. Speriamo presto in ciascuno di noi.