Terza domenica di Avvento -C ’21

Claudio Gentile che ferma D. A. Maradona.

Dal Vangelo secondo Luca 3, 10-18

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Questa domenica forse i sacerdoti che presiederanno la messa che andrete a celebrare (in forza del vostro battesimo) indosseranno una casula rosa. Spesso con tonalità di dubbio gusto o proprio stucchevoli ma rosa… per ‘stemperare’ il viola dell’Avvento, a far sollevare la testa per ricordare che si attende un evento che si rivelerà gioioso. E questo perché quell’evento sarà una persona di cui non ci potremo più sbarazzare. Nemmeno dopo morto. Non come una cozza che si attacca…contro la tua volontà.. piuttosto come uno di quei vecchi difensori che in un campo di calcio ti marcavano stretto… facendoti sentire che ci ‘tenevano a te’…. E questo perché, risorgendo, inaugurerà un’inaudita modalità di essere al nostro fianco, attraverso lo Spirito. A ricordarci che siamo nel 2021 d.C… ‘durante’ non dopo Cristo. Ecco chi stiamo aspettando. Il Salvatore è la salvezza. Non più l’azione singola, che pur togliendoci da una situazione disperata, ci riconsegna alla nostra vita, bella o triste che sia; ma la relazione con Lui, è per noi salvezza. E questo lo rende salvatore. Ci salva da…bisognerebbe provare a fare un elenco personale. Da cosa? da incendi, rapine, furti, invidie, gelosie, raffreddori, virus, sfortune o incidenti? O piuttosto da quel grumo di cose in noi che ci debilitano continuamente? O da quei volti malefici, disumani e anti-evangelici ma così devuoti e religiosi ..di dio…che portiamo dentro? Dalla parte di noi che non sopportiamo e che continuamente ci abbaia sensi di colpa, limiti, paure, ansie, freni e … La pagina di oggi ci orienta: Giovanni Battista, primo cugino di Gesù, interpellato risponde. Quasi a dire che Gesù non inventerà quasi nulla di nuovo. Bello questo vangelo. E non perché ci mostra che Gesù potrebbe tranquillamente chiamarlo ‘asuocugggino’ che sa fare tutto, meglio e a pochi soldi…no… ma perché è il ponte tra antico e nuovo e poi gli farà posto. Le sue risposte completamente ‘sociali’ ci facciano riflettere e pensare…indignare… un fare di qualità in-audita che sa di giustizia, legalità, trasparenza, diritti, bene comune, condivisione, premura, solidarietà, equità di trattamento… Vanno a chiedergli ‘cosa devono fare?’ (per essere bravi ebrei religiosi…per la vita eterna… per tener buono dio, per fare i bravi) e si sentono rispondere nulla di devuoto ma…ACCORGITI e prenditi cura… fai star meglio e libera gli altri. Insomma…inizia ad essere tu il salvatore per qualcuno, poi vedrai che…

Domenica XXXIIIa t.o. -B

Dal vangelo secondo Marco 13, 24-32

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».

Pagina difficile, interpretata in tanti modi, complicata: per questo portatrice magari di confusione e disagio. Quando finirà il mondo? Gesù tornerà sulla terra? Vi troverà fede? La tentazione apocalittica, di vedere il mondo solo dalla sua presunta fine è affascinante, facile…quasi commerciale. Si pensi solo alle varie previsioni e ai film che vogliono sempre proclamarla o descriverla. Dubito vedremo nel cielo quegli angeli… o accadere ‘strane cose’: vedremo dei germogli di primavera, quello si. Quando? Non passerà una generazione, assicura JC: che significa? a rigor di logica niente, cioè tutto… cioè adesso. La risurrezione ci ha messo a fianco la presenza da risorto di Gesù. Non dobbiamo aspettare altro. Ma vivere il presente per quello che è, un dono, appunto. Frequentare Lui attraverso la Sua parola è sufficiente. Il mondo dentro alle persone cambia, mentre stiamo leggendo e scrivendo tutto questo. Lo dice anche il vangelo di oggi, giovedì… lo ricorda sempre JC parlando del suo regno. Qui, così, in Lui il regno di Dio è già vicino, presente. Chiedendo che venga, diciamo solo…che ce ne rendiamo conto, accorgendoci di quanto possiamo proprio ora realizzare. Non molto di più, niente di meno.

Omelia Domenica XXIXa t.o. B ’21

“L’educazione sentimentale” nel film «I mostri», D. Risi, 1963…Ugo Tognazzi!

XXIXa to- B

Tognazzi educa il figlio a…. e ne paga le conseguenze….

Una multinazionale che se ne freghi dei propri dipendenti trattati come numeri, delocalizzi, chiuda, non pensi che al profitto, un social network o altri sistemi legati ad internet in cui si sia consapevoli di imbrogliare il cliente, però… il business dei gratta e vinci in cui è quasi impossibile vincere ma…sale slot e bingo aperte 24 ore, pazienza per quelli che ci lasciano pensione e si indebitano una vita.. gli alcolici ai minorenni, tanto… il fare il furbo nel condominio, la gestione di spazi, orari, rumori, le liti oppure certi politici che comprano voti, la corruzione, il favore, la raccomandazione, il lavarsene le mani; un’azienda che modifichi i sistemi di sicurezza per essere più efficienti e guadagnare a dispetto della vita o della salute degli operai, oppure gli operai che fanno la cresta sugli straordinari o rubino nelle proprie fabbriche o uffici..mi faccio le fotocopie in ufficio (tanto son per il catechismo) , mi porto a casa un po’ di farmaci dall’ospedale, (tanto è per il camposcuola della parrocchia)…Una ditta che scarichi la spazzatura o le scorie, bruciandole, buttandole in mare, sotterrandole…Quelli che la differenziata non la fanno, o lasciano di notte i rifiuti in giro dove non ti vede nessuno..Un’ informazione falsa, tendenziosa e strumentalizzata solo per solleticare la pancia, aizzare contro, fare il proprio gioco, i leoni da tastiera, perché tanto nessuno mi conosce…Il biglietto dell’autobus, scavalca il tornello alla metro, vengo in parrocchia ma mi faccio gli affari miei, la nostra confraternita, il mio gruppo, le nostre cose sacre, posteggio in doppia fila, o nel posto disabili, il saltare la coda, dare qualche innocente, per noi, fregatura…ma si cosa vuoi che sia, che male c’è, mica son questi gli scandali o i furti, i politici mangiano milioni!!! lo fanno tutti, che c’entra, lo so ma…ecc…Vogliamo applicare questo nelle relazioni tra uomo e donna? nella vita di coppia e nelle famiglie? nell’incapacità di ascolto, nell’indifferenza, nel possesso. Dai peggiori crimini alle più innocenti fregature, alla fine la mentalità è quella. Prima io. IO IO IO…Gli altri vengono dopo. Divido il mondo in io e il resto. E mi giustifico.  Troppo drammatico? troppo duro? pensiamoci… (cfr. “Squid game” Netflix). Il culto dei primi posti, alla fine, in proporzioni diverse, certo…ma è tutto qua… Gesù altrove raccomanda che chi è fedele nel poco sarà fedele nel molto!

Maestro! ruffiani…vogliamo stare sul carro dei vincitori, la nostra poltrona, i nostri comodi, i privilegi. non sia così…e sono 2 + 10 cioè tutti i discepoli. I 10 son stati solo più pavidi nel mormorare ciò che Gc e Gv hanno avuto il coraggio di dire a voce alta! Loro, scelti di  persona da Cristo, vivevano con lui eppure conservavano ben volentieri nel cuore questa mentalità. che abbiamo tutti…sono io il più furbo, il più scaltro, pensa per te e poi gli altri si arrangino, io intanto mi faccio i miei comodi.. poi… che bello Com’è libero il vangelo che non si vergogna di raccontare questi incidenti di percorso…SENZA CENSURE. SIAMO QUESTO! non ci dobbiamo scandalizzare, discepoli di Gesù. Questo non impedisce loro di seguirlo…ma Gesù stesso li mette in guardia. Non sia così, altrimenti è finita…e infatti..proviamo a mettere questa logica, in trasparenza, dietro a tanti disastri o meno nel mondo, nelle città, nei condomini, nelle case, nelle nostre famiglie e naturalmente nelle nostre coscienze!  siamo piuttosto invitati a servire. non può non provocarci l’invito a servire, a lavare i piedi, a “fate questo in memoria di me”…fatevi pane. Io, dice Gesù, ho dato la mia vita per voi, mi faccio pane, forza nutrimento, perché giorno per giorno vi disintossichiate da questa mentalità e vi accorgiate che siamo persone solo quando siamo in relazione e ci accorgiamo degli altri, viviamo nella disponibilità ad amarci per amare…quando ci facciamo pane. Quando pensiamo al noi e al bene comune, quando scegliamo la corresponsabilità e non l’indifferenza o la furbizia. Non conosco nessuno che non si sia sentito felice, donando un po’ della propria vita per gli altri. E allora pensiamo al volontariato, a chi si sacrifica per il bene comune, a quando inneggiavamo durante il lock down medici ed infermieri e tanti altri come eroi perché.. non pensavano solo a loro stessi… quel fascino e quell’ammirazione dice tanto di noi! Pensiamo a chi invece di conquistarsi i propri primi posti, cerca di fare spazio agli altri, perché tutti siano più felici, per una cultura del dovere e non sempre solo del diritto o del capriccio…Pensare globalmente e agire localmente…dice un motto importante…chi vuol salvare la propria vita la perde, chi la perde la ritrova..vangelo domenica scorsa, ricordate? Il regno di Dio inizia così…se impari a metterti un po’ da parte e fai spazio, scendi dalla poltrona e ti sporchi le mani…sollevi lo sguardo dal tuo ombelico, se rinunci a cercare come il fariseo i primi posti, e come il pubblicano, ti rendi conto che sei chiamato ad amare con umiltà, concreta, sapendo anche ridere di te e dei tuoi presunti rassicuranti diritti ad essere riconosciuto o essere il piccolo tiranno che vuole tutti al proprio servizio, sono io il più furbo…mi posso permettere tutto …gli altri si arrangino. Tognazzi! ma così non solo non servirai al vangelo e alla tua vita…ma la tua stessa vita … non servirà a nulla… e questo è il male e lo spreco peggiore…non ti sentirai più furbo, alla lunga,      ma inutile e solo.  Chiediamo al Signore Gesù di insegnarci uno sguardo nuovo…su noi stessi e sugli altri…lui ci invita a viverli da fratelli e sorelle..pur riconoscendo in noi questa mentalità e questo bisogno. Dire il Padre nostro col cuore e la vita, comincia solo da qui.