Certe parole non passano… Omelia XXXIIIa to 2018-B

 

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https://www.agi.it/cultura/zanichelli_graffiti_marciapiedi-4513375/news/2018-10-20/

Avete presente l’ipocrisia dei locali con slot machine distanti 450m dalle scuole?

La casa editrice Zanichelli, quelli dei vocabolari, ha fatto scrivere in alcune città italiane, dei graffiti con parole in estinzione ed il loro significato proprio vicino alle scuole! per dare loro visibilità! Ecco una bellissima trasgressione…

Alcune parole se non le usi più passano, ne perdi soprattutto il significato, cioè che esprimono! Non ci fai caso ma si resta più poveri di possibilità comunicative. Allora ecco una campagna per salvarle! interessante forse notare come a sparire siano davvero certe parole…come mai? sarà mica sintomatico….. quasi strategico?   ad es.

Insigne non è solo un giocatore ma…una persona di qualità da riconoscere…non va molto di moda, eccellere in positivo!

denigrare…lo fa troppa nostra politica, non si sa argomentare in maniera diversa, forse sparisce proprio per diventare scontato e consacrarsi come unico modo di fare…da regime!

solerte: pronto a sporcarsi le mani, a non richiamare solo e sempre i propri diritti ma soprattutto i necessari doveri..interessante!

Senza parole, con un vocabolario scarso, non sapremo comunicare, dire noi stessi, o decifrare quello che viviamo né dirlo a chi ci sta a cuore. Un problema di comunicazione molto grave! Anche perché chi saprà farlo a suo favore ci intorterà al meglio…serviamo ignoranti a tanta economia, finanza e cultura…purtroppo è così. Si baratta il senso per il consenso…

  Il vangelo pare molto attuale, anch’esso parla di parole. 

Ci garantisce che alcune parole non passeranno: non è questione di vocabolario ma di contenuti. Il vero problema della comunicazione oggi è avere qualcosa da dire! Ci sono tantissimi corsi per imparare a comunicare in maniera efficace o persuasiva, soprattutto per vendere ma come fai se non hai nulla da dire? Certi venditori, giornalisti o politici non hanno nulla da dire ma lo sanno confezionare e strumentalizzare bene.

Ma non si va avanti con la forza se non con la forza degli argomenti…(Caparezza!) quanta strumentalizzazione oggi, in chi non ha nulla da dire ma sa pilotarlo per guidare consenso e voti.

   Gesù nel vangelo parla di luna, stelle, sole…A quel tempo alcuni re, nobili e potenti, dicevano di essere discendenti del sole, si facevano adorare come stelle, gli astri erano considerati divinità. Pensiamo oggi alla traduzione di stelle in inglese, “star” cioè persone importanti. Gesù sta smascherando persone che fanno di sé degli idoli (influencer, artisti..ecc. vip… ) ma non hanno qualcosa da dire o dare davvero! A proposito di astri, pensate a quel programma televisivo di qualche tempo fa..”meteore” persone famose per poco tempo, solo perché apparse alla tv ma poi tornate dal nulla da cui arrivavano.

  Gesù poi annuncia che ci sarà accanto, manderà angeli: 4 venti, due estremità per dire il tutto, definitivo, potenza e gloria.. si ma nello stile di Gesù, attraverso il servizio e le persone con il quale raggiungerci, come angeli, a prendersi cura e collaborare.

La sue parole non passeranno…significa che ci sono, le possiamo accogliere, non ci tradiranno perché sempre valide. Valide perché vere. Vere perché dicono qualcosa di vero di noi e lo fanno per il nostro “meglio”. Accogliamo il vangelo con questa fiducia? quando celebriamo la messa e ascoltiamo o se riusciamo a leggere il vangelo del giorno, magari grazie ad un app nel cellulare, sentire che è il Signore che ci rivolge una parola, magari proprio quella di cui avevamo bisogno. Gesù parlava semplice: le parabole, gli esempi, le immagini della vita quotidiana perché tutti lo potessero comprendere sentendosi preziosi e destinatari di una buona notizia, vangelo appunto. Ci raggiunge, decifrando quel che stiamo vivendo, una parola che parla di quel che sta accadendo in noi mentre la ascoltiamo.

Il vangelo vuol proprio fare quello che le parole manifestano, offrirci possibilità di essere compresi, decifrati, sostenuti, illuminati, accolti…

lampada ai miei passi è la tua parola..bellissimo questo salmo

Da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna (Pietro scazzato a Gesù!)

proteggimi o Dio in te mi rifugio, abbiamo detto nel salmo di oggi

parole da conoscere e mettere in tasca, cioè nel cuore e nella testa perché tornino utili al bisogno, dando voce a chi al nostro fianco, anche grazie al dono dello SS sta facendo strada con noi.

Domenica XXXIIIa to B-2018

 

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Tempo lettura previsto: 3 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Marco 13, 24-32

In quei giorni, dopo quella tribolazione, Gesù disse ai suoi discepoli:

«il sole si oscureràla luna non darà più la sua lucele stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.

Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga.Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre.»

Pagina impegnativa, ricca di riferimenti e necessarie spiegazioni: quella sorta di profezia sul sole e le stelle si riferisce ad una tendenza del tempo ad adorare gli astri…(non solo qualcosa di astrologico per il futuro o la direzione ma qualcosa di più!); il Figlio dell’uomo è Gesù e l’immagine dice bene l’inizio di una vita nuova, il Messia, il Figlio di Dio che inaugura una nuova maniera di considerare Dio, rivelandosi come Dio vicino, prossimo. Gli angeli sono tutte le persone che preparano, un po’ come il Battista, la sua venuta, cioè lo annunciano con la loro vita; venti ed estremità del cielo e della terra per dire da sempre, da ovunque…una sorta di garanzia. Non passerà del tempo..ma non perché si debba aspettare ma perché è già qui, va scoperto, riconosciuto, decifrato, vissuto.

Le sue parole non passeranno. Noi ad ogni goccia e in particolare ovviamente ad ogni vangelo che accogliamo a messa o tenendolo tra le mani…ci poniamo in ascolto di parole eterne e reali, che parlano di noi mentre le leggiamo. Ci spiegano meglio chi siamo, ci salvano da quel che ci impedisce di essere quel che potremmo..ci bonificano da falsità e tiepidume, ci orientano a Oriente, Cristo luce del mondo.

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Accorgersi di una goccia… Domenica XXXIIa to -B 2018

 

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Tempo lettura previsto: 5 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Marco 12, 38-44

Diceva loro nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Farsi vedere…saluti, titoli, apparire, cercare conferme, riconoscimento, fare per sentirsi bravi, utili, INDISPENSABILI..e farlo magari pagare con un sottile ricatto…ne abbiamo già parlato qualche domenica fa…non c’è molto da aggiungere. Per fortuna sta morendo, pur con grande fatica, un volto di chiesa così..lo sta uccidendo l’indifferenza della gente che giustamente sa che la sacralità è altrove e la credibilità va conquistata sul campo, non a priori. E che comunque non passa di qui il vangelo né così…

Ma quello che mi fa morire..è Gesù bello che si prende del tempo per osservare. Me lo immagino seduto li, i sandali slacciati e i piedi incrociati a guardare la gente, che come diceva Bukowski…è sempre uno degli spettacoli più belli al mondo… e lì fa una cosa meravigliosa …si accorge. Accorgersi per me è un verbo magnifico che dice un’azione rara e fondamentale, delicata, discreta ma bellissima e necessaria. Accorgersi che qualcuno sta dormendo vicino a te e abbassare la voce, che qualcuno ti sta aspettando mentre parli al telefono… che è finita la carta igienica e sostituisci tu il rotolo, che una persona è triste e vorrebbe che qualcun’altro se ne accorgesse…ecc. ecc.

Bella questa attenzione quasi pedagogica… anche perché quei due spiccioli sono in realtà un atto di fede grande. Rappresentano forse la vita della povera vedova, un gesto audace, coraggioso di abbandono. Insomma non ha donato il superfluo, non ha svuotato finalmente gli armadi al cambio stagione rifocillando la Caritas di roba che è ancora buona …ma la porto qui…(ma se è buona tienila, no?) …

E se permettete…Gesù fa circa quella che “i scAut” chiamano “catechesi occasionale”… insegna loro qualcosa di importante a partire da quel che accade…li richiama all’ordine e mostra come professoressa la stessa vedova…a loro che volevano i primi posti..

Li aiuta ad accorgersi…..

Di cosa vorresti imparare ad ACCORGERTI..questa settimana?

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