Domenica XXVIIa T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

In Ascolto del Santo Vangelo secondo Matteo 21, 33-43

Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti.

E daje co sta vigna… terza domenica consecutiva… lavoro nella vigna, operai, servi, lavoratori, raccolto, frutti…
Un’enorme, palese lunga allegoria della Bibbia, partendo dall’ Antico testamento e i vari profeti che Dio aveva reso suoi strumenti in modi diversi per Israele…infedele,…fino ad arrivare al Figlio. Nessuna guardia del corpo, per quel figlio che vorrebbe solo dimostrare che non si impone niente ma l’amore basta a sè stesso.
Un padrone che ha preparato tutto ma chi ci dovrebbe potrebbe lavorare non vuole. Non vogliono fare che quello che pare loro…
I loro comodi, i loro affari….
basta, per certi versi le solite cose…benvenuti in parrocchia dicevo anni fa…
Tiriamo verso di noi Gesù o tutto il pacchetto religioso: ne avremo l’eredità…ne guadagneremo per i nostri comodi.
Pietra scartata….
togliere il regno…la possibilità di vivere da figli… darlo a qualcuno che lo merita di più, cioè ne ha più bisogno.
Prostitute e pubblicani…
da prendere a sberle, sto impertinente, come si permette… cribbio….

Domenica XXVIa T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

UNA CHIESA IN SICILIA, A PALERMO..
In Ascolto del Santo Vangelo secondo Matteo 21,28-32

In quel tempo Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli.

A chi diamo ragione?  che ve ne pare, provoca Gesùbbbello..
Quali sono i destinatari del suo discorso? chi e perchè vuole raggiungere?
mi piace questo provocatore, che vuole far pensare, riflettere, interrogare.
Che butta lì una storia, finale aperto, in modo da non dare soluzioni o ricette.
Ma solo gli ingredienti buoni per fare verità, ordine, pulizia.
Non ne ho voglia… non mi interessa, non ci sto…eppure mi impegno, faccio…
SI!!! signorsìsignore… ci vado, credere obbedire combattere, avanti così! ma poi… come è difficile.. cristiani a parole e dichiarazioni o coi fatti? uno non esclude l’altro, i due estremi son solo per far ragionare.
I si troppo convinti… che poi implodono, perchè riducono la scelta cristiana, la risposta di fede in GEsù morto e risorto in qualche pellegrinaggio, devozione, tradizione, pratica religiosa o sociale…i sacramenti chiesti per abitudine, convenienza, scaramanzia o inerzia…. la parrocchia palcoscenico, ricevente….
I no svogliati… chissà però detti a chi… a quale immagine di Dio cattivo e curioso, di chiesa morbosa e invadente, a qual volto di prete, suora, nonna o mamma bigotti che hanno fatto marcire un buon seme…. e invece poi mi metto con le azioni a vivere il vangelo, perchè non ne posso fare a meno…
Pubblicani e prostitute..entreranno non in paradiso, occhio a cosa capiamo, ma nel regno di DIo nel mondo come Dio lo ha sognato..il mondo nuovo che ha Dio come Padre Creatore, Gesù come fratello e compagno di viaggio, lo Spirito Santo come wi-fi.. le parole del vangelo come legge…. ci precedono perchè si fidano e ne hanno bisogno… non vantano meriti, non hanno scorie ne zavorre… ci precedono… ma noi siamo chiamati a seguirli..

Domenica XXVa T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

In Ascolto del Santo Vangelo secondo Matteo 20,1-16

Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.

Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

La questione è che ha iniziato dagli ultimi. Così i primi avrebbero visto e si sarebbero “arrabbiati” ed indignati.
Perchè se il padrone avesse dato il denaro ai primi, che avevano lavorato tutto il giorno, questi se ne sarebbero andati a casa felici…poi lui avrebbe potuto far quel che voleva con gli ultimi, renderli felici e stupirli con la sua prodigalità.
Invece lo fa apposta… la carognata, per provocare una reazione per noi giusta e legittima.
Noi ragioniamo coi meriti, Lui, il padrone, ragiona sul bisogno.
Come fa una coppia di genitori coi propri figli…tutti uguali eppure così diversi.
Come se il figlio maggiore si lamentasse perchè la mamma da troppe attenzioni al fratellino minore, magari ammalato o peggio.
Lui ragiona secondo il bisogno. E vuole essere generoso e dare vita.
La vigna è il regno di Dio e la vigna dà il vino. IL vino nella Bibbia è sempre la gioia, la festa… come alle nozze di Cana, il primo miracolo di Gesù!!
Il padrone, Dio, mai si stanca di uscire e chiamare. Gli interessa che tutti possano lavorare per Lui e per costruire un regno di gioia. Essere felici. Prospettiva interessante…
Esce a chiamare alla soddisfazione e alla gioia perchè questo è il primo bisogno e il primo annuncio cristiano.
Dio non è giusto, ma fa preferenze. Sempre, Gesù lo ha dimostrato. Primo chi ha più bisogno: poveri, mendicanti, sbandati, ultimi, emarginati, esclusi.
Chi ha lavorato tutto il giorno, come il fratello maggiore della parabola del padre misericordioso..è bravo, onesto, giusto..ma non fa con amore e pensa a sè stesso. Non sa stupirsi ne accorgersi della gioia dell’altro. Non è empatico, al limite..antipatico.