All’ombra dentro al nido… – XIIa T.O. – B

Il senso di questa parabola dovrebbe esser abbastanza semplice: se no Gesù mica l’avrebbe inventata e raccontata.Ci parla del suo sguardo: la capacità di stupirsi di fronte alla realtà più immediata e trasformarla in saggezza. Un po’ come un proverbio. Non serve spiegarlo. Basta viverlo..Ci sono due parole che mi hanno affascinato: nido e ombra.Mi piace immaginare Gesù affaticato e stanco dal lungo camminare tra i villaggi, con i discepoli, sotto il sole cocente, sandali ai piedi impolverati, barba e capelli lunghi, arrivare finalmente a scovare un angolo di ombra e ristoro sotto un albero di senape. Riposarsi con sollievo.  Alzare la testa e scorgere, come lui, tanti uccellini li a riposare e fare il nido.E magari ricordare di averne visto i semi. E lasciarsi sopraffare dallo stupore. Ombra e nido.In un minuto già ci ha spiegato quel “regno di Dio” che ad ogni padrenostro noi vogliamo “che venga”. Che si realizzi.Ce ne racconta due aspetti, li sentiamo risuonare in noi.E’ già presente e al lavoro, questo regno. E’ uno stile, una mentalità, una serie di atteggiamenti e scelte. Venga il tuo regno cioè continui a venire, a manifestare il mondo come tu lo hai sognato, le relazioni tra le persone, con Dio, con il creato, nelle famiglie e nelle cose di tutti i giorni: venga.. si realizzi. Non ce ne accorgeremo, tranquilli. E’ già al lavoro. Stiamo parlando di educazione. Se ne vedranno i risultati? Chi lo sa.. importante è seminare convinti di non poter davvero fare altro.

Il nido è la casa: dove mi sento accolto, unico, atteso, prezioso. E’ un bisogno fortissimo in noi. Appartenere, sentirci di qualcuno, sentire che la nostra vita è dentro qualcosa di più grande. Che non è lo stesso se non ci sono, perché anche io posso fare qualcosa. Penso alla chiesa cristiana, alle nostre comunità: essere nido perché bambini, giovani, adulti, famiglie, anziani, persone in difficoltà.. possano fare il nido. Fosse anche solo per poco tempo.
E non è la pubblicità per l’8x 1000 chiedilo a loro.. ma il senso della nostra vita. Il regno che chiediamo nel padrenostro è quando scegliamo di vivere così; quando seminiamo gesti semplici, spontanei e gratuiti. Quando invece di dire “non serve a nulla, è troppo poco, cosa vuoi che sia, dovrei fare di più..” facciamo e basta. Ecco il regno: silenzioso, concreto, efficace, discreto, invisibile, bellissimo. Gesti silenziosi, gratuiti, indelebili.
La seconda parola è ombra: con queste temperature ben ne sentiamo il valore. All’ombra mi rilasso, ritrovo la giusta luce sulle cose senza restare abbagliato, mi posso concentrare, mi raffreddo l’animo surriscaldato, sento il mio corpo tornare alla giusta temperatura.. mettiamoci le immagini più utili per noi.
Ritrovo l’ombra quando ritorno lucido, obiettivo, vero, fresco e attivo. Quando qualcuno – qualcosa di più grande di me -.. si prende cura di me. La mia vita è sempre quella, i problemi non passano ma li assumo in modo diverso.
E tutto questo viene creato da gesti semplici e spontanei, gratuiti e potenti. Come il granello di senape. Potentissimo, concentrato, saporito. Chi lo direbbe, guardandolo, che da li come per incanto il creato possa far nascere alberi anche di 3m che nascono dal nulla in meno di un anno? Chi lo direbbe?
Chi lo direbbe che poi nonostante tutto.. per quanto oggi essere cristiani sia essere in minoranza e per alcuni “da minorati!” chi lo direbbe? Laici che vanno a studiare teologia, famiglie che restano unite, persone che si convertono, sacramenti che si celebrano e desiderano, giovani che continuano ad entrare in seminario, persone che pregano e leggono la Bibbia, iniziative di volontariato e carità ovunque e per chiunque, giovani che si confrontano, tantissime attività parrocchiali estive alle porte per bambini e ragazzi.. chi lo direbbe? Eppure fanno ombra e nido, sono ombra e nido. Non ne parla nessuno, ci annoiamo agli avvisi parrocchiali quando vengono magari ricordati in alcune loro espressioni.. ma così il regno di Dio continua a crescere e andare avanti. In una logica continua di sviluppo, relazione. Mai statica ne fissa, mai data una volta per sempre. Ne perfetta ne definitiva. Gesù riprende il cammino sorridente, cambia albero, cambia parabola, il regno è gà in mezzo a noi. Nemmeno ce ne accorgiamo, ma quanto bene ci fa.. e così, continuiamo a camminare.

Testa, Pancia, Spalle.. 1,2,3 Famiglia! – Omelia SS. Trinità 2015 – B

Secondo un mio vecchio insegnante di teologia per capire se un prete era bravo a fare le omelie bisognava ascoltarlo durante la festa della Trinità. Capite quindi come io da allora sia sempre un po’ in pensiero del solito.. in questa festa.
 La Trinità infatti sembra sempre una cosa difficile, da addetti ai lavori.. un dogma da credere, ma che poi.. non c’entri con noi.. e le nostre devozioni personali. 3 o 1 è lo stesso tanto noi poi ci mettiamo le nostre devozioni..
Eppure ci facciamo il segno della croce mille volte riconoscendo che tutto inizia e finisce in esso.. dentro questa relazione.
“Per Cristo, con Cristo e in Cristo.. a te Dio padre onnipotente, nell’unità dello Spitito Santo, ogni onore e gloria.. per tutti i secoli dei secoli”
Allora proviamo ad entrare in questo mistero, poi mi direte se questa omelia vi ha almeno un po’ aiutato e sostenuto nel desiderare di contemplarvi in esso.
Per me credere nella Trinità significa credere in un modo di fare.
Sulla teologia della Trinità il Vangelo non offre formule o teorie, ma il racconto del monte anonimo di Galilea e dell’ultima missione affidata da Gesù agli apostoli.
Tra i quali però alcuni ancora dubitavano. E la reazione di Gesù alla difficoltà, alla fatica dei suoi è bellissima: non li rimprovera, non li riprende, ma, letteralmente, si fa vicino. Dice Matteo: «Gesù avvicinatosi a loro..». Ancora non è stanco di avvicinarsi, di farsi incontro. Eternamente incamminato verso di me, premuroso nel bussare ancora alla mia porta. E affida anche a me, nonostante le mie incertezze, il Vangelo.
Ma lo sentiamo, carissimi, questo Gesù nel cuore? Sentiamo la resistenza dei nostri dubbi, le nostre tiepidezze e resistenze? Lui continuamente si avvicina a noi, bussa alla porta dei nostri cuori.
Battezzate ogni creatura nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito. I nomi che Gesù sceglie per mostrare il volto di Dio, sono nomi che vibrano d’affetto, di famiglia, di legame. Padre e Figlio, sono nomi che l’uno senza l’altro non esistono: figlio non c’è senza padre, né il padre è tale se non ha figli. Per dire Dio, Gesù scegli nomi che abbracciano, che si cercano, che completano l’uno dell’altro.
Il terzo nome, Spirito Santo, significa alito, respiro, anima. Dice che la vita, ogni vita, respira pienamente quando si sa accolta, presa in carico, abbracciata.
Padre, Figlio, Respiro santo: Dio non è in se stesso solitudine, ma famiglia. Alla sorgente di tutto, è posta la relazione. In principio a tutto, il legame. E qui scopro la sapienza del vivere, intuisco come il dogma della Trinità mi riguardi, sia parte di me perché siamo continuamente invitati a partecipare a tale relazione, ad immergerci in essa. A fare quel che loro per primi fanno..
Nel segno della croce ci tocchiamo la testa.. a ricordare che la nostra fede va vissuta con intelligenza, con consapevolezza.. che abbiamo una coscienza in cui il Signore ci parla e incontra. Ci suggerisce il meglio qui e ora per la nostra felicità. Che dobbiamo saper rendere ragione della speranza che è in noi, come cristiani, per ricordare le parole di S. Pietro. Che il vecchio scontro fede e ragione è morto da un pezzo. Che esser credenti non significa essere bigotti o ingenui, ma audaci anche nel pensiero e con uno spirito critico e consapevole.
Lo facciamo pensando al Padre.. al bisogno che abbiamo di autorevolezza, di chi ci guidi, ci dia una legge di libertà, proteggendoci e accompagnandoci.
Ci tocchiamo il cuore.. la pancia.. sede delle nostre emozioni più profonde, della nostra umanità spesso fragile, vulnerabile, ferita..
La parte più debole di noi, volubile anche.. ma così umana, impastata di miserie e meraviglie. Qui prendiamo spesso decisioni e cantonate, qui ci sentiamo peccatori, bisognosi, figli. Infatti pensiamo “al Figlio” alla parte più istintiva.. da gestire con la testa.. fatta di energia, perché da figli siamo giovani, agitanti, sbruffoni, desideri, passioni, entusiasmi.. cose bellissime vive da incanalare al meglio.. anche con la testa.
Infine ci tocchiamo le spalle, quasi ad aprire un abbraccio.. a lasciare andare le braccia verso il mondo, consegnandoci una missione che è quella di non trattenere se non per alimentare.. e far subito uscire, condividere, annunciare.. offrire.
E’ come se, mentre ci lasciamo accogliere nella Trinità, in questa relazione circolare di famiglia con Dio Padre, Gesù figlio e lo SS.. facessimo anche unità in noi.. dentro.. tra intelligenza, pancia, azioni.. riconoscendo che non siamo fatti a scompartimenti stagni.. ma chiamati all’unità.. ad unire i nostri desideri, i bisogni, sogni e paure.. unirle nell’unica direzione che Gesù via verità e vita ci dona..
Io sono con voi tutti i giorni, garantisce agli 11 e quella rassicurazione si fa per noi realtà quotidiana nei sacramenti, nella luce che possiamo trovare dalle Scritture, nelle nostre coscienze.
Avevo iniziato dicendo che secondo me la Trinità è un modo di fare.. lo stile di Dio in cui siamo immersi e che ci coinvolge e responsabilizza ad unificarci in noi, in Lui. Come pure in tutto quello che come comunità siamo chiamati a vivere.. comunità fa rima con unità.. riunirsi dentro e fuori, nel suo nome. Se sarete uniti vi riconosceranno.. diceva il vangelo di qualche domenica fa. Uniti, non bravi, generosi o devoti. Uniti.
Chiediamo al Signore di aumentare in noi la consapevolezza di riconoscerci familiari, parenti di questa Trinità, Dio uno e trino.. ci doni ad ogni segno di croce che faremo, una maggior responsabilità nel coglierne la bellezza ed il significato.
Così lo riconosceremo al nostro fianco giorno per giorno, fratello tra fratelli e sorelle nel suo nome.

Sono stato in farmacia e.. – Omelia Domenica di Pentecoste 2015 – B

Denominazione:
Spirito Santo
Composizione:
E’ una persona divina, come Dio e Gesù, la terza della Santa Trinità. Ci posso quindi parlare perché sono in relazione con esso.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Sono in tre. Il nostro Dio è una famiglia di tre persone.
Ed io mi lascio accogliere da tutti e tre ed entro in questa famiglia. Faccio il girotondo con loro, come ne “La Danza” di Matisse.
Principio Attivo:
E’ una forza di amore che permette la relazione tra il Padre, il Figlio e le persone. Anzi è quella relazione. E’ quell’amore che lega il Padre al Figlio e che trabocca da loro su di noi, per poi tornare a loro.
Camminate secondo lo Spirito.. ci ha chiesto Paolo nella seconda lettura.
Forma e contenuto:
Nella Bibbia viene descritto simbolicamente come una colomba, come fuoco, o il vento.. ne vedi gli effetti, ma non lo vedi in sè..
Viene anche definito il “Consolatore”, l’”Avvocato difensore.. paraclito”, quello che ti insegna la verità di te e della vita, dice il Vangelo.
Indicazioni terapeutiche:
La terapia a base di Spirito Santo può trovare indicazione in una vastissima gamma di malattie e casi. Va assunto per essere cristiani dal battesimo alla cresima. Allora cristiani significa fedeli ad una relazione d’amore con Dio Padre attraverso Gesù. Altrimenti, senza Spirito Santo, si sarà solo coerenti o meno coi valori cristiani.. si ma quali?  Si, ma perchè?
O devoti a belle pratiche vuote.. ah io son abituato così.. eehh..
E’ il fondamento della vita spirituale cristiana. Permette il sintonizzarsi con il Padre. Solo attraverso lo Spirito Santo io posso entrare in relazione con Gesù, con la Sua Parola che accolgo, con l’eucaristia.. e quindi fare l’esperienza corretta e bella e LIBERANTE di Dio: del Dio vero.. quello di Gesù Cristo, il Dio padre; non di quello che ho in mente io, che mi hanno inculcato delle suore tristi e acide, o dei genitori frustrati, dei preti repressi o altro.. qualsiasi possa essere stata la mia esperienza di Dio, la mia educazione cattolica.. la mia vita in parrocchia o altro.. lo Spirito Santo mi può aiutare a fare ordine e a farmi incontrare davvero il vero volto di Dio Padre nel Suo Figlio Gesù.
E’ come un server con cui entrare nella rete e restare sempre connesso per scaricare gli aggiornamenti (quello che mi fa bene, quello che mi rinnova.. la Parola..), ma anche gli antivirus (quello che mi svuota, imbruttisce, che mi illude e spegne..).
Controindicazioni ed effetti indesiderati:
Teoricamente nessuna; si possono però rilevare dei casi in cui una persona fraintenda la sua presenza e lo usi in modo poco accorto. Gli faccia dire quello che più fa comodo a sè stesso. Si confondano un po’ le cose e si stracapiscano. Il rischio è di far dire allo S.S. quello che in realtà sono io a volere..
Oppure si possa pensare: ma queste cose con me non c’entrano, si può essere cristiani lo stesso, basta andare a messa e volersi bene.
Per gli effetti desiderati invece.. come ai Galati anche a noi Paolo dice che il frutto dello spirito  è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé.. riusciamo almeno ad immaginare una classe, una famiglia, un ufficio, un comune, una società in cui.. si possa provare a vivere così?
Precauzioni d’impiego:
Nessuna: assumerlo regolarmente, il più spesso possibile, ovunque e a qualsiasi ora; ne siamo già portatori sani, rivolgersi quindi allo S. S. in ogni occasione; invocarlo per ogni evenienza.
Chiamarlo a sé, chiedergli di sostenerci e accompagnarci a..
Sia nelle cose belle che in quelle faticose, quando non bastiamo a noi stessi. Nel Nuovo testamento viene detto di non preoccuparsi quando ci sarà da essere testimoni del vangelo.. ma affidarsi allo Spirito Santo.. lui metterà nel nostro cuore le parole e gli atteggiamenti giusti. Provare per credere, funziona davvero!
Dose, modo e tempo di somministrazione adulti e bambini: 
Usarlo in abbondanza, prima e dopo i pasti, più volte al giorno, appena se ne senta la necessità; lo Spirito Santo va invocato prima di ascoltare un brano della Bibbia, prima di accostarsi al sacramento della riconciliazione, prima di parlare di certe cose a certe persone, per guardare a noi stessi come Dio Padre ci guarda, con misericordia; si fa un po’ di silenzio, dentro e fuori di sè e si ripete più e più volte, come un mantra, “vieni Santo Spirito”.. o parole simili; a Lui si chiede forza, conforto, pace, sapienza.
A Lui si chieda luce, prima di una decisione, di una scelta, di un orientamento; ci si dà magari qualche giorno per pregare per quella cosa e si invoca lo Spirito.. per conoscere meglio il desiderio, la volontà di bene che Dio possa volerci suggerire.
E’ indispensabile per fiutare, stanare e seguire la volontà e la promessa di Dio per noi. In quel che viviamo..
Non si rileva nessun effetto negativo da sovradosaggio piuttosto se ne registrano i danni in caso di totale carenza: discordia, invidia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, impurità, dissolutezze.. così Paolo ammonisce i Galati..
Consistenza e confezioni:
Si consuma in diversi modi.
Ricordare i famigerati 7 doni dello Spirito Santo è molto bello: noi forse li abbiamo lasciati alla nostra cresima tot anni fa:
Sapienza.. per riconoscere il sapore buono delle cose e delle esperienze che ci fanno davvero bene.
Intelletto.. per capire in profondità, per andare alla verità e all’essenza della realtà
Consiglio.. per riconoscere il sogno di Dio su di noi.. e crearlo assieme a Lui.
Fortezza.. per affrontare quel che è scomodo e difficile, con coraggio, assieme a Lui.
Scienza.. conoscenza.. conoscere le cose non con la testa, ma anche col cuore, con amore.. attraverso l’amore.. come una mamma che guarda al figlio.. e sa già come sta.
Pietà.. non commiserazione, ma abbandono fiducioso come un bambino tra le braccia del papà.
Timore di Dio.. non paura di un giudice severo.. ma il rispetto giusto, in una relazione significativa.. temo di comprometterla.. e desidero invece custodirla..
Scadenza e conservazione:
Nessuna scadenza, è una persona viva e divina, quindi eterna; è conservato dal giorno della nostra cresima nel nostro cuore e da lì lo dobbiamo invocare, perchè venga “a galla” e possa sostenerci e illuminarci. L’abbiamo già ricevuto, è in noi, non serve cercare altro.. o immaginarlo chissà dove. Basta lasciamo emergere dalla nostra coscienza. Invocare la sua forza a sciogliere le nostre resistenze, tiepidezza e chiusure.
Con questo desiderio allora, vieni Santo Spirito, vieni in ciascuno di noi con forza in questa Pentecoste, sostieni, illumina e guida le nostre vite, aiutaci a sentire nostro fratello Gesù camminare al nostro fianco, mostraci il volto di Dio Padre, guida la nostra comunità e la collaborazione pastorale cittadina, per Cristo nostro Signore.
Amen