Quinta domenica di Quaresima ’24-B

Nel suo famoso Cristo Giallo, Paul Gauguin disegna Cristo giallo come le messi di grano da raccogliere…i chicchi che portano frutto…il corpo di Cristo spezzato per noi…fate questo in memoria di me.

Dal Vangelo secondo Giovanni 12,20-33

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».  Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».  Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

Siamo sempre più immersi in un contesto in cui essere cristiani non serve; al limite mi dico di essere credente a modo mio e mi arrangio, pescando a caso suggestioni evocative e aspetti del sacro che io ritenga valide per me, in privato, per la mia crescita personale. Un macello, insomma… ma anche un punto di partenza. Ci si reputa cristiani, credenti ma senza praticare, senza che questo dia significati particolari o nuovi alla propria vita, senza che sia utile a praticamente nulla, senza che ri orienti la vita. Oggi il vangelo parte da questo desiderio di alcuni pagani curiosi, come quando vuoi vedere uno famoso che arriva in città…. e si innesca una catena di testimoni e conoscenze per arrivare a Gesù stesso. E Gesùbbbello, come il caso non fosse suo, si mette a discutere e annuncia una cosa speciale: che la confort zone di ciascuno… va lasciata andare. Mi piace solo far notare una cosa al volo:il contrario di perdere è trovare. Pensiamo alle chiavi di casa. Chi perdere “evangelicamente” la propria vita non la trova ma la conserva per la vita eterna. C’è una promessa speciale. Una continuità nel futuro, dopo la morte ma che inizia giù qui. Conservare vuol dire che è già in cantina e li resterà anche se ti sembra che tu la stia perdendo… ti sembrava, ti ha fatto soffrire, spaventato, umiliato, fatto tremare…ma la stai conservando. E magari, come i vini o i formaggi buoni, col tempo migliora, si stagiona, invecchia acquisendo non solo sapore ma valore. Quali sono le piccole grandi azioni d’amore disinteressato ma quotidiano, nascosto e anonimo magari, che scegliamo di mettere in atto per imbrogliare il meccanismo che, mentre mi fa sentire perso o smarrita perché non mi va…poi alla fine mi ritrovo…conservato, nuovo e vivo?Ecco forse oggi l’annuncio legato al “cosa serva essere cristiani” e perché magari (ri)avvicinarsi e credere: un’esperienza di salvezza da quanto in me mi impedisce di vivere la mia vita da protagonista, non secondo me ma secondo il Padre, che mi vuole Figlio, capace di amare e dare con l’amore senso, gusto e orizzonte a…

Ma che è successo giovedì scorso? Era il 29 febbraio e….

Abbiamo fatto una di quelle cose che in genere, nel buon senso comune, non si fa. Come Gesù nel Vangelo di domenica scorsa ha rovesciato tavoli, preso a frustate animali per farli scappare e fatto una piazzata al tempio contro chi faceva di Dio uno con cui contrattare e mercanteggiare… anche qualche matto si è ritrovato a Treviso. Per provare, anche solo per una sera, a dire: “ma chi sssene frega se non è una festa comandata, se è solo giovedì, se devo fare un po’ di macchina e piove e domani devo andare a lavorare…“. Ma che è successo? Abbiamo cercato di dare un significato diverso al tempo, a quello che può essere solo orologio e cronaca ma anche evento…e libertà. Un giorno in più. Direi che si è potuta celebrare, nel tempo, la vita. C’erano giochi da fare o far fare ai più piccoli, travestimenti e foto spiritose in compagnia, un po’ di sfogo artistico sul tema; e poi leggere cosa pensino del tempo da vivere decine e decine di bambine e bambini, studenti e studentesse delle medie e delle superiori che sono stati provocati sul tema da amici e amiche insengnanti; un video composto da tanti video arrivati sul giorno in più, un paio di poesie, le canzoni della cantautrice Erica Boschiero, il brindisi al prosecco con musica del dj e poi don Ivan che aizza la folla a battere le mani e ballare, camminando placido mentra suona il suo organetto, arriva sul palco e si sintonizza subito con il gruppo Sonabbash che inizia a suonare dal vivo la pizzica pugliese e la taranta…mentre alcune ragazze coinvolgono gli astanti a ballare sulle note della musica che avvolge… e poi ancora Mash Dj che continua a stuzzicare… Eravamo quasi in 300, da nonna Isetta di 89 anni al piccolo Leonardo di 10 mesi sul passeggino. Era bello vedere gente che non si conosceva o si rivedeva dopo tanto tempo, come pure leggere qualche sorriso di stupore, qualche dubbio sospettoso, o la gente in giro col lecca lecca in bocca…. La gestione del tempo non era facile, abbiamo tagliato alcune persone che avevano scritto dei brevi testi sul tema (e quanto me ne dispiace…ma li sto per mettere nel blog stesso); l’acustica, come dicevo nel mio saluto introduttivo, non sarebbe stata delle migliori ma non c’erano alternative. È stato un crescendo, come speravo, di gente che si è via via coinvolta e fatta coinvolgere…chi nelle settimane precedenti (video, poesie, testi, lavori a scuola…) chi la sera stessa. Impossibile piacere a tutti, coinvilgere ciascuno, sbagliare nulla o competere con Sanremo…ma volevo solo fare da volano perchè più gente possibile avesse la possibilità di fermarsi a riflettere e celebrare la propria vita…il tempo presente cioè dono, che abbiamo -e non solo- ogni 4 anni, no? Ci rivedremo nel 2028? Chissà…

Lo vuoi Dio come alleato per la tua vita? Omelia 1a Quaresima ’24 -B

Secondo un’antica leggenda irlandese, alla fine dell’arcobaleno è sepolta una pentola piena di monete d’oro su cui veglia uno gnomo a cui spetta il compito di consegnarla o meno a chi la merita davvero. Non so se qualcuno si sia mai messo a cercarla ma sta di fatto che questo meraviglioso fenomeno luminoso, in cui le lacrime della pioggia si incontrano coi raggi del sole, lascia sempre a bocca aperta. Tale immagine è al centro del testo di Genesi nella 1a lettura. Per come si realizza sa proprio di perdono accolto gratuitamente tra le lacrime. Un arco con cui Dio chiude il diluvio e pone il segno di una nuova alleanza. Il testo lo ripete 5 volte. Dio vuole essere nostro alleato. Vuole vivere cioè al nostro fianco, legato assieme, quasi geloso del fatto lo si possa lasciare.

  Mi domando quanto possa farci bene questa pagina se le permettiamo di mettere in discussione le nostre idee di Dio.

E come ci comportiamo di conseguenza? Vogliamo questa alleanza con Dio? Se ci pensiamo è quello che nella consacrazione del vino diciamo Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati.

Ciascuno è stato oggetto di questo sacrificio di Cristo, il cui sangue sparso per i nostri peccati, inizia una nuova ed eterna alleanza. Significa una relazione nuova. Non più con un Dio da servire ma che ti serve: ti lava i piedi, ti parla della misericordia, ti accoglie sempre, ti vuole figlio felice e libero. Non siamo noi a servirlo con le nostre azioni ma Lui che vuole servirci a qualcosa.

Abbiamo il coraggio di chiederci: a cosa mi serve Dio? a cosa mi serve oggi essere cristiano? cosa da di diverso o in più alla mia vita ordinaria?

Gesù, in questa pagina di Marco, si proclama vangelo di Dio, sua buona notizia. Non solo per quello che dice e nemmeno per come lo dice ma perché lo è.

La sua vita è il modo in cui Dio ci ha raggiunto, la mediazione irrinunciabile e inevitabile per farne esperienza.

Per vivere quell’alleanza. All’inizio del tempo di quaresima siamo chiamati a comprendere questo punto di vista, altrimenti saranno solo pratiche sterili da fare per abitudine. Scegliamo invece delle strategie che ci permettano in maniera inedita di accogliere la risurrezione. Provare a pregare in modo diverso, a leggere libri diversi, a consultare siti diversi, a venire a messa qualche minuto prima e prepararci ad accogliere le letture o celebrare in maniera diversa, a confrontarci con qualcuno o vivere la riconciliazione in maniera diversa. Avere il desiderio di organizzare il nostro modo di pensare, sentire, riflettere e vivere orientati da questo versante di un incontro con Lui.

(benedizione dei fidanzati, innamorati… per il sacramento del matrimonio Cristo garantisce la sua grazia, recita la formula, per permettere agli sposi di accogliersi, amarsi per sempre… lui si fa alleato di questo desiderio d’amore eterno…infinito per garantire strumenti e strategie …

Gesù è il modo in cui Dio Padre si è fatto nostro alleato. Ad ogni messa, in ascolto della sua parola, alla sua presenza di risorto, nel suo corpo sangue offerti per noi, tale alleanza si rinnova.

L’apostolo Pietro della 2a lettura riprende quelle che chiama anime prigioniere che si rifiutano di credere al Dio di Gesù Cristo. Pensiamo ai fatti di cronaca di questa settimana tra Palermo e Bari: citavano la Bibbia a memoria, la volontà di Gesù, la salvezza, il purificarsi…sono almeno 500 in Italia, recensite e monitorate, le sette pseudo-religiose, ambigue e più di 2 milioni le persone che pur inconsapevolmente vi fanno parte senza accorgercene e magari frequentando lo stesso la messa o la parrocchia.

Per questo le ceneri di mercoledì possono aiutarci a convertire il nostro punto di vista e credere nella buona notizia di un Dio nostro alleato, che ci chiede fiducia prima che fede. L’arco dell’alleanza non so se alla fine ha una pentola di monete d’oro…ma so che siamo tutti destinatari di un tesoro ben più prezioso.

Chiediamo al Padre la misericordia di ricordarlo come un diritto per cui vivere questa quaresima e attendere con speranza la Pasqua di risurrezione per noi.