Omelia XIX a T.O. – Anno B

Stasera siamo come a teatro…scene diverse… imprevisti…colpi di scena inattesi… innanzitutto un prologo: la seconda lettura…
la Parola di DIO è viva… cioè sempre attuale…più di un proverbio.
efficace… deve servire a qualcosa per la mia vita! consola, illumina, sostiene…
tagliente… scomoda.. divide dentro..fa tremare…mette in crisi…insomma é viva, non é una favola….

lo diamo per scontato?
cosa siamo venuti a fare? Dio ci vuole ristorare e incontrare anche nella sua Parola. Glielo permetteremo?
Dopo l’introduzione …si apre la scena..
un tale di corsa, ansia, fretta, in ginocchio..maestro buono..
scena veloce e vorticosa….
vita eterna… mica come essere bravi…corretti o giusti…
Gesù risponde… addita i comandamenti… la tradizione…
son le solite cose…sbuffa….fantastico…
quanti giovani…e adulti… quanti cristiani lasciano la chiesa e si allontanano da Dio perchè pensano siano sempre le solite cose…per noia… per tradizione stancanti…ammuffite… perchè sentono che non serve a nulla essere cristiani… non c’entra con la vita reale e concreta.
quanti…lo faranno….perchè continuano a frequentare la messa e i sacramenti per inerzia…senza scegliere, senza sentirsi a casa… senza aver mai fatto esperienza effettiva ed affettiva di DIO!!

allora la Parola comincia a mantenere la promessa…2 lettura…

il giovane infatti sbuffa… “l’ho sempre fatto”…. vengo a messa… da una vita…da una vita ho fatto tutte queste cose… ma aveva forse recitato una parte… quella del bravo praticante…ma non credente….son magari anche animatorecatechistacaposcout…ma…

Gesù fissatolo lo amò..uno dei vertici del vangelo… lo sguardo di Gesù lo deve aver cappottato… come si guarda con amore? come ci si sente quando qualcuno ti guarda con amore? quanto schifo fa la vita quando nessuno ti ha mai guardato..o non ti guarda cosi?
ci si sente..liberi, preziosi, voluti, accolti, unici, perdonati…sognati, desiderati…vivi! felici!

Eppure…colpo di scena!
il giovane se ne va… Gesù ha sbagliato…ha puntato troppo in alto!????
va-vendi     —vieni seguimi
4 verbi..imperativi… un colpo d’ali, un’impennata… un giro di vite…

Gesù gli fa capire che la fede non è una serie di cose da fare e norme da rispettare…ma un rapporto da vivere… una persona da seguire… perchè ci si fida…e si è intuito  e percepito che con Lui vale la pena…

Per noi abituati a decine di film a lieto fine, ci saremmo aspettati da Gesù… che non ne sbagliava una, che faceva ballare gli storpi, cantare i muti, rivivere i peccatori… ma come? mi cade proprio sulla cosa più facile e fallisce miseramente…
quel tale se ne va… lo lascia li coi suoi bei discorsi davanti ai suoi apostoli in silenzio, forse a bocca aperta…a scuotere le mani sbalordito…
E non importa se il volto di quel tale andando via si è fatto scuro ed è diventato triste. Non importa. Ha scelto altro. Gesù Cristo si é fatto scegliere e scartare.
Ha rispettato la sua scelta, la sua libertà. La fede non è mai imposta…ma sempre proposta… è un cammino da intraprendere tutti i giorni, riconoscendo che Lui cammina con noi…al nostro fianco. Non é un timbro da imprimersi in fronte
Quel tale voleva ereditare la vita eterna… voleva gli cadesse tra le mani dall’alto….la richiesta era bella, voleva qualcosa in più, non si accontentava di giocare a fare il cristiano…fin da piccolo…voleva la vita eterna, cioè bella, piena, liberata e liberante….il bisogno era sincero e urgente..magari lo avessimo tutti….
Gesù gli indica il modo per conquistarla… per diventare Lui il protagonista della propria vita.            Colpo di scena. se ne va triste… mi chiedo…
Cosa ha sconfitto Gesù? cosa l’ha reso impotente? cosa l’ha fatto scartare dal cuore del tale…pur avendolo raggiunto di corsa, tutto affannato, dicendo maestro buono e gettandosi ai suoi piedi? era ricco… la ricchezza.   Ma non la ricchezza in sè.. ci mancherebbe altro, Gesù non era così stupido.
Ma la paura a condividerla…a perderla…direi a relativizzarla.
tutta la scrittura lo ricorda…
Nel cuore dell’uomo ..o Dio o mammona…ricorda bene il vangelo cioè la ricchezza…o meglio un uso scorretto della ricchezza…
un uso che te ne renda schiavo…schiavo del superlavoro, dell’accumulare, dell’arricchire, del mettere via..del trovarvi esclusiva sicurezza… del non condividerla…
l’uomo nella prosperità non comprende, é come gli animali che periscono…tuona secco il salmo 49..
Gesù era amico di tutti …anche dei ricchi…Zaccheo il pubblicano…Giuseppe di Arimatea, ma condanna l’uso errato della ricchezza… che fa riporre in essa tutte le sicurezze e la ricerca della felicità.
Fede e speranza son messi nei soldi e non più in Dio..procurando una micidiale inversione dei valori…il cielo si chiude. l’orizzonte di fa però mancare l’aria.
tanto coi soldi compero tutto…persone, salute, potere…rovino sport, persone, famiglie…dignità, arte, spettacolo… verità…
alla fine forse è solo sete di potere… di sentirsi qualcuno, sicuro…
Tutti sappiamo che i soldi non danno la felicità…ci mancherebbe altro…vorremmo insistere…però…peròòò…
Però quanti soldi stiamo dando allo stato con le scommesse? con lotto e quant’altro? solo nel 2011 il nostro stato ha intascato 14 miliardi (+1 rispetto al 2010) tra gratta e vinci, poker e macchinette nei bar …..in cosa si spera di più…in 4000 euro al mese per 20 anni col win for life o…nella vita eterna?
Son discorsi fin troppo facili…eppure essenziali, nevralgici!!!!.
Avarizia, persone inacidite, lo scandalo di famiglie che si sfasciano per l’eredità, persone che diventano meschine e doppie per ottenere denaro che non vedono l’ora che muoia il parente…fratelli, sorelle, genitori in lotta …per denaro…per il campo, per la casa……
persone in ostaggio…del denaro stesso… addio dignità addio affetti…     cosa stiamo respirando? ci si potrebbe chiedere……
Accaparrare da sicurezza…basti pensare a volte a quanto tanta gente ne approfitti…tanto é gratis…ci si giustifica..sia anche solo un rinfresco offerto da qualcuno, sia una gestione poco trasparente di risorse..magari pubbliche…accaparrare, riempire, non si sa mai…cosa vuoi che sia, lo fanno tutti, gli altri lo fanno di più..
la sazietà fisica ed economica ci da sempre la sensazione quasi corporea di essere a posto, intoccabili e immortali…sicuri… ma forse ci fa pensare e riflettere meno….

Ma considerando tutte queste cose..davvero sentiamo che la Parola di Dio è tagliente e provoca… come abbiamo sentito nella seconda lettura…
in chi confidi? dove trovi sicurezza e serenità durature e affidabili? che fine faccio io, ci dice il Signore… se sei in pace da solo coi soldi?  a che serve alla fine credere?
La relazione di fede con Lui prevede di poter saziare i nostri bisogni più umani di senso e appartenenza, relativizzando le mille paure che ci affollano il cuore…. e in forza di questo la libertà e la serenità di gestire i beni e le proprie ricchezze materiali…in modo più libero.
Dio non condanna la ricchezza ma vuole svegliarci dal riporre in essa (soldi, potere, apparire, accaparrare, ..) sicurezze e soddisfazioni di bisogni che sono infiniti, come una voragine. Solo una relazione colma certi bisogni. Ma con le persone, non con le cose soprattutto quelle che spariscono così presto. Lui si pone in relazione con noi, ci offre una parola pronta sempre a scuoterci e riscaldarci, la sua eucaristia per ristorarci, il perdono sacramentale dopo la riconciliazione per rimetterci in sesto e tante persone con cui camminare e condividere ciò che siamo. E forse mette al nostro fianco anche i poveri…di tutti i tipi, perchè possano ammonirci o ricordarci l’essenziale e poter magari condividere non sempre e solo il superfluo (come quando svuotiamo l’armadio della roba vecchia per la caritas!) ma anche il necessario!
L’amore é l’unica realtà che mentre la dividi si moltiplica…e una coppia di genitori che ha diversi figli…lo sa bene…

Ma i colpi di scena mica finiscono qui…
Ci si mettono pure gli apostoli…che hanno probabilmente assistito sbigottiti a questa scena tanto improvvisa..
Pietro se ne esce con una chicca…giusto per tenere alto il clima… la tensione in scena…
Sbotta con un…” noi abbiamo lasciato tutto…ti abbiamo seguito…cosa ne guadagniamo?”
il tono devi essere stato pesante..esigente, da resa dei conti…tipo…”ou, Gesù..ci prendi in giro?”
cioè..la domanda di fondo…a che serve? perchè fidarmi di te Signore? perchè vivere le ricchezze in modo diverso, perchè condividerle..perchè seguirti?
perchè non basta venire a messa…dire qualche preghiera a memoria… evitare qualche peccato grave?  perchè non ci basta?
che non riceva già ora…..100 volte tanto.. addirittura…
io mi sento interpellato… a volte ho fatto miei questi sentimenti di pietro
e credo che se un cristiano prima o poi …almeno qualche volta… non li ha sperimentati… se almeno qualche volta non vorrebbe spiegazioni… chiedere conto a DIO in persona…
allora non stiamo prendendo sul serio la nostra fede ed il vangelo.
su le mani chi può dire questo!?
Ecco che ancora la Parola di Dio ci mette in discussione
come aveva promesso… è vero? non è vero? siamo contenti di essere cristiani?
ma cosa abbiamo lasciato, noi per il vangelo?  abbiamo lasciato case, lavori.. no..     che significa allora?
tutte le volte che ho sperato, ho perdonato, ho collaborato, ho condiviso, ho offerto.. ho fatto il primo passo…mi son fidato della sua parola…. allora.. si! questo intanto…..

non ne è valsa la pena?
tutte le volte in cui siamo usciti da noi stessi e dalle nostre sicurezze e ci siamo affidati a lui…abbiamo sentito che ne valeva la pena.
Non serve sentirlo sempre..di continuo…ma posso garantire che basta e avanza per essere felici e motivati ad andare avanti…

Ecco…abbiamo assistito a dialoghi fn troppo scomodi per essere inventati…
facciamo nostre queste provocazioni e questi inviti…la Parola, come annunciato e promesso..ci ha scossi..
Affidiamo la nostra vita al Signore Gesù..perchè aumenti in noi la forza di lasciare le nostre sicurezze…e condividere le nostre ricchezze..quello che siamo… come misura, termometro della nostra fede concreta.
Non lasciamoci travolgere dal facile… è impossibile.. è impraticabile..non offendamo il vangelo…che ci ricorda, per bocca di cristo stesso
che nulla è impossibile, per chi crede
tutto è possibile a DIO
Chiediamo al Signore Gesù almeno di desiderare di sentirci guardare come quel tale… “fissatolò lo amò”..proviamo a pensare a che significa..
Che devono aver visto gli evangelisti per scrivere una frase così, per raccontare l’accaduto? devono essersi sentiti amorevolmente rabbrividire… uno sguardo che fa sentire amati…anzi no…uno sguardo che ama. Gesù amava con una occhiata…non si imponeva, é vero, non costringeva..ma spalancava il cuore, facendo forse sentiti compresi, accolti, rassicurati, a posto, non giudicati ne etichettati.
Non so voi ma io ho bisogno di sentirmi guardare così ogni tanto.
Lo volete anche voi? Lasciarmi guardare da Cristo così…gratuitamente…
per abbassare la guardia, per ricentrarmi, per arrendermi a me stesso, per far pace con me stesso e volermi più bene, per ripartire. Per non andarmene triste.

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