(Tempo di lettura previsto: 6 minuti)
(L’indimenticabile Damiel, l’angelo de “Il cielo sopra Berlino” di W. Wenders, 1987)
Un applicazione concreta e bellissima da ascoltare a tutto volume..
In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 1,26-38
Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Scommetto che appena hai iniziato a leggere hai detto tipo..”ah, il vangelo dell’Immacolata.. me lo ricordo” oppure..”ah, ecco, l’Annunciazione.. la conosco a memoria”.. e magari ti sei messo subito a leggere il commento.. Male! No! Nein!
Torna subito a leggere l’unica Parola che ha precedenza su tutto.. Parola che è vita e appello diretto di Dio se la accogliamo con fede e invocando in noi il dono dello Spirito Santo come compagno di lettura e ascolto. La Parola va ascoltata.. non letta come un raccontino edificante. C’è potenza nel testo biblico.. c’è vita, da lasciar entrare in noi.
Detto e chiarito questo, veniamo a noi.
Ci troviamo davanti ad una delle pagine più belle della storia sacra. L’abbiamo probabilmente vista rappresentata dai più grandi artisti del mondo e abbiamo certo presente qualche opera.. i più longevi tra voi “gocciolati” magari ricordano anche un fenomenale sketch tra Lello Arena e Massimo Troisi..
Ma io oggi vorrei capovolgere l’attenzione e mettermi nei panni dell’angelo; di questo Gabriele che ad un certo punto si è dovuto organizzare e scender giù a Nazareth.
E’ uno dei due angeli che la Bibbia chiama per nome. Il significato di “Gabriele” infatti è “(l’uomo) forte di Dio” o “Dio è forte”.
Qualche autore ne parla perfino come “la mano sinistra di Dio”. (Maradona non ne abbia a male..)
E’ uno dei messaggeri preferiti da Dio stesso: a lui infatti l’incarico di annunciare a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista, a Maria che sarà madre di Gesù e qualcos’altro nell’Antico Testamento.
Un messaggero forte di Dio insomma. Di un Dio che ha qualcosa da dire a qualcuno.
Vediamo allora di fare due ragionamenti veloci: Dio ha qualcosa da dire. Interessante.. anche perchè in caso contrario, poteva starsene con Gesù e lo Spirito e la loro bella Trinità tra le nuvole. Ha qualcosa da dire a qualcuno. Quindi anche a me. Ma ci credo?
Credo che la mia vita può essere destinataria di un annuncio? Non subito di cose da fare o reclamare ma di buone notizie.. (che, guarda caso, è la traduzione, pur al singolare, di Vangelo.. ”buona notizia”).. La vita cristiana prima che qualcosa di morale da fare o meno è un vivere in ascolto!
La mia vita è destinata a ricevere una buona notizia: ad essere buona notizia.
La mia vita, buona notizia, perchè in ascolto di Dio, può diventare buona notizia per gli altri.. e la buona notizia è la prima testimonianza.. che posso dare.. come fosse un profumo che non posso fare a meno di far percepire agli altri. Magari sarà un sorriso di pace, una serenità diffusa, un abbandono fiducioso, una speranza concreta, un incoraggiamento fraterno, una spinta a rialzarsi, un favore spontaneo, un gesto gentile, un’attenzione cortese..
La mia vitabuonanotizia.. mi rende angelo per gli altri. Persona che sa cercare, fare i primi passi.. come fa Gabriele.
Che sa intercettare il vissuto dell’altro, con empatia e concretezza..
Che sa dargli prospettive nuove su cui incamminarsi ed investire..
Che sa rassicurare e guidare..
Ognuno di noi è chiamato a diventare un angelo.. non solo perchè “buono” e premuroso.. che già sarebbe..
Ma in quanto messaggero di buona notizia.
Chi attorno a noi, avrebbe bisogno di sentire che la propria vita può essere una buona notizia?
Perchè ora non prendo il cellulare e glielo dico?
Forse qualcuno sta aspettando che un angelo stile Lucio Dalla.. glielo faccia presente..
Che fai ancora qua davanti al pc?
Il Natale magari, comincia da qui..

