IV° Domenica di Avvento – B

(Tempo di lettura previsto: 6 minuti)

161214

(L’indimenticabile Damiel, l’angelo de “Il cielo sopra Berlino” di W. Wenders, 1987)

Un applicazione concreta e bellissima da ascoltare a tutto volume..

In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 1,26-38

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Scommetto che appena hai iniziato a leggere hai detto tipo..”ah, il vangelo dell’Immacolata.. me lo ricordo” oppure..”ah, ecco, l’Annunciazione.. la conosco a memoria”.. e magari ti sei messo subito a leggere il commento.. Male! No! Nein!
Torna subito a leggere l’unica Parola che ha precedenza su tutto.. Parola che è vita e appello diretto di Dio se la accogliamo con fede e invocando in noi il dono dello Spirito Santo come compagno di lettura e ascolto. La Parola va ascoltata.. non letta come un raccontino edificante. C’è potenza nel testo biblico.. c’è vita, da lasciar entrare in noi.
Detto e chiarito questo, veniamo a noi.
Ci troviamo davanti ad una delle pagine più belle della storia sacra. L’abbiamo probabilmente vista rappresentata dai più grandi artisti del mondo e abbiamo certo presente qualche opera.. i più longevi tra voi “gocciolati” magari ricordano anche un fenomenale sketch tra Lello Arena e Massimo Troisi..
Ma io oggi vorrei capovolgere l’attenzione e mettermi nei panni dell’angelo; di questo Gabriele che ad un certo punto si è dovuto organizzare e scender giù a Nazareth.
E’ uno dei due angeli che la Bibbia chiama per nome. Il significato di “Gabriele” infatti è “(l’uomo) forte di Dio” o “Dio è forte”.
Qualche autore ne parla perfino come “la mano sinistra di Dio”. (Maradona non ne abbia a male..)
E’ uno dei messaggeri preferiti da Dio stesso: a lui infatti l’incarico di annunciare a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista, a Maria che sarà madre di Gesù e qualcos’altro nell’Antico Testamento.
Un messaggero forte di Dio insomma. Di un Dio che ha qualcosa da dire a qualcuno.
Vediamo allora di fare due ragionamenti veloci: Dio ha qualcosa da dire. Interessante.. anche perchè in caso contrario, poteva starsene con Gesù e lo Spirito e la loro bella Trinità tra le nuvole. Ha qualcosa da dire a qualcuno. Quindi anche a me. Ma ci credo?
Credo che la mia vita può essere destinataria di un annuncio? Non subito di cose da fare o reclamare ma di buone notizie.. (che, guarda caso, è la traduzione, pur al singolare, di Vangelo.. ”buona notizia”).. La vita cristiana prima che qualcosa di morale da fare o meno è un vivere in ascolto!
La mia vita è destinata a ricevere una buona notizia: ad essere buona notizia.
La mia vita, buona notizia, perchè in ascolto di Dio, può diventare buona notizia per gli altri.. e la buona notizia è la prima testimonianza.. che posso dare.. come fosse un profumo che non posso fare a meno di far percepire agli altri. Magari sarà un sorriso di pace, una serenità diffusa, un abbandono fiducioso, una speranza concreta, un incoraggiamento fraterno, una spinta a rialzarsi, un favore spontaneo, un gesto gentile, un’attenzione cortese..
La mia vitabuonanotizia.. mi rende angelo per gli altri. Persona che sa cercare, fare i primi passi.. come fa Gabriele.
Che sa intercettare il vissuto dell’altro, con empatia e concretezza..
Che sa dargli prospettive nuove su cui incamminarsi ed investire..
Che sa rassicurare e guidare..
Ognuno di noi è chiamato a diventare un angelo.. non solo perchè “buono” e premuroso.. che già sarebbe..
Ma in quanto messaggero di buona notizia.
Chi attorno a noi, avrebbe bisogno di sentire che la propria vita può essere una buona notizia?
Perchè ora non prendo il cellulare e glielo dico?
Forse qualcuno sta aspettando che un angelo stile Lucio Dalla.. glielo faccia presente..
Che fai ancora qua davanti al pc?
Il Natale magari, comincia da qui..

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2 pensieri su “IV° Domenica di Avvento – B

  1. Roberta

    Leggendo il vangelo di oggi giovedì 18 dicembre, trovo che anche a Giuseppe è apparso un angelo, quando voleva ripudiare Maria. E anche Maria ha il suo angelo in questo Vangelo. Così penso che gli angeli nella coppia sono indispensabili, angeli sacerdoti, angeli genitori, angeli amici; sono quelli che ti fanno fare la strada che tu non avresti pensato mai di fare. Mi piace queso “Rallegrati”, l’angelo porta gioia le porta quel punto fermo dal quale partire e ripartire ogni volta: “Il Signore è con te”. Me lo ripeto anche per me: “Il Signore è con me”. Nel colloquio di Maria e l’angelo c’è affidamento e Maria non dice:”Ma guarda che ti sbagli,non posso essere io, oppure non voglio” ma semplicemente, senza nascondere i suoi timori i suoi dubbi, ascolta, cerca e chiede la strada da percorrere. Quanti dialoghi tra uomini riusciamo ad avere così limpidi? Quante volte riesco a dire quel che penso, senza aver paura di abbattere orgogli e pregiudizi?
    Maria, la prima cosa che fa, che afferma è quella di essere serva.”Ecco la serva del Signore”. Maria parte da qui, dal servizio, dalla consapevolezza che la volontà del Signore parta dal servire. In queste settimane nelle nostre parrocchie sono morte diverse persone, chi per incidente, chi poco prima di un’operazione che poteva portare la guarigione. Ci si chiede PERCHE’? Come Maria domanda: “Come?” e ci si rende conto che l’unica risposta siamo noi, noi che seppur senza parole davanti ad un evento tragico, sappiamo ascoltare, sappiamo abbracciare, sappiamo partecipare e dire semplicemente: “Sono qui”.
    Vieni Signore Gesù.
    Grazie
    Roberta

  2. Bruna

    <>.Quelle parole dette dall’ angelo suonano come un’arpeggio, sembrano versi di un poeta mai udite da animo umano.Sono parole che calano dall’alto,per lei, ragazza di Nazzaret oggi si è mosso il cielo.Anch’io mi affido al padre perché mi aiuti ad essere(come l’angelo) testimone della buona notizia con quella luce che solo la fede può trasmettere.

    Chi crede,vede,vede con una luce che
    illumina tutto il percorso della strada.
    Perché viene a noi da Cristo risorto,
    Stella mattutina che non tramonta.
    Papa Francesco.

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