XXIIa Domenica T.O. – C

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

atleta_cade_aiuta_avversaria

Nikki Hamblin e Abbey D’Agostino sono le protagoniste del video più sportivo delle Olimpiadi di Rio 2016. 
La neozelandese Hamblin soccorre l‘atleta Usa D’Agostino finita a terra dopo uno scontro in pista. 
E le due si accompagnano fino al traguardo, aiutandosi a vicenda. 
In Ascolto del Vangelo secondo San Luca 14,1.7-14
Un sabato si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
E’ un aspetto molto pratico quello a cui ci richiama Gesùbbbello.. pratico, concreto, verificabile. Che percezione ho di me stesso? Ne il solitario che cammina rasente al muro, mani in tasca, testa bassa e postura da condannato a morte, ne il “cummenda “ che fa lo “sborone” parla a voce alta, saluta tutti con la mano e cerca visibilità e conferme.
C’è un certo bellissimo pudore, in questa pagina, umiltà e tranquillità.. credo sia capitato a tutti di arrivare in un posto e non sapere dove ti devi sedere (penso ai pannelli coi nomi e i tavoli ai matrimoni..) e quel vago imbarazzo.. forse a Gesù coi discepoli era accaduto proprio questo. Credo al di là del fatto contingente che il messaggio sia ad una vita tra le righe, che non significa non degna o simili, anzi, ma nella piena consapevolezza sapiente di sé stessi..
Per la seconda parte.. che dire?
Siamo stati tutti a quelle cene infinite in cui ci si mette a parlare solo di cibo, di “la prossima volta pago io, tocca a me”, oppure si continua a raccontare di dove si è andati a mangiare (siete mai stati da..) o dove si dovrà assolutamente andare (ti devo portare da..)..
Non hanno da ricambiarti. Bello. Questo è il cuore. Fare gesti gratuiti. Portiamo a cena chi ci pare.. ma qualche “amico povero” da sostenere nel nascondimento.. male non fa.. qualcuno che non ha ne soprattutto sa.. ricambiare.. se non con un sorriso.. e ce lo faremo per una volta bastare.
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4 pensieri su “XXIIa Domenica T.O. – C

  1. Maria G.

    Quando un gesto è buono,fatto con le migliori intenzioni,senza pensare ad alcun tornaconto,
    non starei tanto a filosofarci su…E’ buono e basta.
    Comunque è vero che talvolta non ci si rende conto di essere stati buoni,o….cattivi.
    C’è più merito o demerito?
    Penso che dobbiamo fare i conti con la nostra coscienza,e quindi…essere consapevoli di
    quello che facciamo,nel bene e nel male.
    Piacere di aver fatto la tua conoscenza,Fiore.
    Maria G.

  2. Che percezione ho di me stesso?: Tante persone non riescono a osservarsi…… credono di saperlo fare….qualcuno prova ad suggerirlo sottovoce ma….chi si sente a posto vive sereno, non si accorge..se c’è la buona fede…qual’è il problema tutti abbiamo difetti…. Un certo bellissimo pudore, umiltà e tranquillità.. una vita tra le righe, che non significa non degna o simili, anzi, ma nella piena consapevolezza sapiente di sé stessi…:.magari desidero,credo di essere così ma come averne conferma? Dal mio esame di coscienza? (potrei dirmi ciò che voglio) Dagli altri? (e chi ti conosce dentro..).

  3. Maria G.

    Il mio papà(mi piace ancora chiamarlo così…tanto il suo ricordo è vivo in me…),quand’ero
    piccola,volendo mettere in pratica questa pagina del Vangelo,pensò di invitare a casa nostra,
    per la vigilia di non so quale grande festa,una bambina povera.Ben preparate,le mie sorelle ed io,la accogliemmo con gioia,pronte a giocare assieme a lei,appena finito il pranzo.
    Ma lei era a disagio,penso che si sentisse come un pesce fuor d’acqua…
    Credo che forse papà avrebbe dovuto invitare con lei anche i suoi genitori,o un altro parente…
    però questo episodio è servito a noi bambine per capire che è importante e bello,… farsi prossimo,
    che l’amicizia non deve essere selettiva ,che quello dell’accoglienza è un valore,come la generosità….e che il nostro papà era proprio buono..
    Grazie Maria G.

    1. E’ vero Maria G. è splendido aiutare essere generosi ma credo che questi gesti siano solamente illuminati perchè si riceve in cambio benessere (un tornaconto anche se non materiale, ecco l’illuminazione …va bene comunque anche così) ma fare il bene assume il suo valore più alto quando non ci si rende conto di essere stati buoni ….è un pensiero che io condivido …mah..forse un po’ contorto…

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