“Qual’è la tua vera sete?” – Omelia IIIa Quaresima A-2017

Questo vangelo è molto lungo ma mi pareva bello accoglierlo per intero; pagina intensa, che andrebbe analizzata con calma per comprenderla bene nella sua potenza. Si, potenza: questa è una pagina potente. Non è cronaca ma annuncio! Gesù attraverso la Parola a messa, tocca le nostre vite, le vuole liberare e rinvigorire. Vediamo allora di pescare qualche perla preziosa: è un dialogo denso, sottile, psicologico, per certi versi erotico. Un uomo e una donna, da soli, ad un’ora in cui non si andava al pozzo per l’acqua ma, lei è li; cosa cerca?  Gesù riconosce la situazione ambigua.

Qui ci mostra innanzitutto lo stile con cui Dio ci vuole incontrare e raggiungere: vediamo…

-provoca: dammi da bere…Gesù ha sete, è nel bisogno. Ci annuncia un Dio assetato di noi. Ho sete di te, della relazione che con te, figlio mio, cristiano, con te qui a messa o per strada.

Mi manca poterti raggiungere e servire. Noi pensiamo che essere cristiani sia fare delle cose per Dio o per la parrocchia? no, è innanzitutto permettere a Dio di amarci come vorrebbe, cioè dando luce, pace, forza, qualità alle nostre vite quotidiane. Lasciare sia lui a lavarci i piedi, a prendersi cura di noi. Uscire da questa messa ristorati e rinvigoriti. Felici. Di questo lui ha sete…di esser per noi quell’acqua viva: la sua parola da accogliere, l’eucaristia per rinfrancarci, la preghiera assieme per confermarci nell’unità e nella collaborazione. Un padre non desidera che la felicità di un figlio, no?? La dice a ciascuno di noi qui, questa sete.

educa…invita cioè a riconoscere non il bene o il male ma..se ci fa bene o male: se quel di cui stiamo vivendo è un’acqua che disseta o qualcosa di effervescente come certe bibite scadenti, che poi ti lascia assetato. Dimostra alla donna che in certi pozzi non c’è acqua vera che ci fa vivere: certi peccati, compromessi, resistenze, tiepidezze. Sappiamo tutti riconoscere cosa stiamo facendo ma che non ci è utile e ne dà vera pace, vera gioia o libertà. Non ci fa vivere in maniera autentica. Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che  io gli darò non avrà più sete…

-suscita desiderio: se tu sapessi… Gesù vuol far rendere conto alla donna di cosa ha veramente sete, quale è il suo bisogno essenziale, cosa sta cercando. Noi siamo i nostri desideri: di senso, amore,

misericordia, autenticità. Abbiamo desideri profondi in noi che non possiamo ignorare, bisogni importanti a cui dare risposte urgenti non scadenti…basta vivere al ribasso e con fragili anestesie.. Signore dammi quest’acqua perché nn abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere  acqua… sentiamo crescere in noi, con onestà, liberante, il bisogno di autenticità?

valorizza il positivo di chi ha davanti: questa donna, la sua storia ferita, i 5 mariti, possiamo pensare di tutto…e va bene. E’ come noi fragile e sola, forse si sente sbagliata e infelice, sempre mendicante di affetto e nuove storie, in balia di desideri spenti…

lo sguardo creatore di Gesù cerca il positivo in lei e lo mette in luce per due volte: hai detto bene; e alla fine della frase: in questo hai detto il vero. Trova verità e bene, il buono e il vero anche in quella vita accidentata. Vede la sincerità di un cuore vivo ed è su questo frammento d’oro che si appoggia il resto del dialogo. Non ci sono rimproveri, né giudizi o consigli, Gesù invece fa di quella donna un tempio. Gli domanda dove adorare Dio, su quale monte? Ma è lei, in spirito e verità, il monte; tu il tempio in cui Dio viene. Ciascuno di noi, lo dirà S. Paolo è un tempio. Nella 2a lettura: l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo (battesimo e cresima!). (…) Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Quanto distanti siamo da questa consapevolezza? e perché non ci crediamo? Dio non vuole aspettarci: ne ci chiede di cambiare per essere degni di lui. Nessuno allora sarà MAI sbagliato, indegno, irrecuperabile ai suoi occhi. Lui ci vine e prendere dove siamo, dove a noi facciamo magari anche schifo e ci porta su..Pensate a quando verremo alla comunione. Ciascuno sarà tabernacolo. Non perché perfetto ma perché assetato e bisognoso. Li dove siamo il Signore ci annuncia di volerci venire a prendere e soccorrere per condurci alla verità di noi, della nostra sete: non ci giudica ma ci accompagna. Non dobbiamo prima convertirci e poi ..no.. da peccatori fragili e feriti ci lasciamo raggiungere. Questa è la buona notizia. Sia la nostra invocazione e preghiera. Sia questa la nostra sete.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.