Domenica XXa t.o. B-2018

 

 

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(Discepoli di Emmaus, Caravaggio)

Tempo lettura previsto: 2 minuti

In ascolto del Vangelo secondo San Giovanni 6, 51-58

In quel tempo Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

 

Lo so… c’ho pensato anche io, che credete? E’ la terza domenica che stiamo fermi su questo capitolo 6 di Giovanni. Non vorrei ci impantanassimo. Pane, vino, carne, sangue, vita eterna, vita che muore, manna, vero cibo e vera bevanda. Credete sia facile? Mi pare di aver già balbettato abbastanza. Eppure la liturgia ci tiene per la manica…ci trattiene dall’impazienza, dalla compulsione frivola alla novità a tutti i costi, ci spinge a sempre qualcos’altro perché tanto questo l’ho già sentito, so come va a finire, lo spoiler è già bello e servito. Eppure siamo ancora qua: come se quel pane fosse vecchio, di ieri l’altro e per questo destinato ad essere masticato con pazienza, determinazione, umiltà caparbia e abnegazione. Quasi a volerne spremere ancora energia, forza, succo. Per certi versi, se posso, la goccia scava la roccia. Continua a bere, continua a mangiare, mordi forte, fino a farti dolere le mascelle… perché questa parola merita ed è centrale. Ne va della nostra vita ma in primis della nostra fede. Altrimenti la fede della domenica sarà solo un cabaret nemmeno tanto divertente a cui partecipo poco convinto. Altrimenti quel pane, se non lo mastico bene, lo sputerò in fretta, magari senza farmi vedere, cercando altri zuccherini… E’ tremendamente chiaro, Gesùùbbellllo…si vivrà attraverso di Lui: altrimenti non avremo in noi la vita. Andremo a messa e diremo le preghiere, religiosi devoti , meritevoli convinti …ma senza vita. Cioè morti. Amen.

 

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Un pensiero su “Domenica XXa t.o. B-2018

  1. Maria G

    Festa dell’assunzione di Maria. La Madre di Gesù è stata assunta in cielo con il suo corpo, Gesù è salito al Padre con il suo Corpo glorioso… e noi risorgeremo, forse con il nostro corpo o forse no, che importa? Ma saremo vivi per sempre. E potremo godere della presenza di Dio. Questa è la nostra
    speranza.

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