Domenica XXXa to C-2019

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Sbagliarci su Dio è il peggio che ci possa capitare, perché poi ci si sbaglia su tutto, sull’uomo, su noi stessi, sulla storia, sul mondo (D. M. Turoldo).

Tempo lettura previsto: 4 minuti

In ascolto del Santo Vangelo secondo Luca 18, 9-14

Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo». Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore». Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

“Intima presunzione”… “Essere giusti”… “disprezzare gli altri”: mi fa morire, Gesssùùùbbello! Credo siano tre passaggi del suo discorso parabolico ai più che ci fanno così bene. Non servirebbe nemmeno leggerla, la parabola. Fermarsi al motivo per cui la inventa e proclama credo sia ben più che sufficiente. Ci riguarda? ci è mai successo di sentire dolciastra nel fondo del cuore o sulla punta delle labbra questa sensazione? Disprezzare poi si può coniugare in tanti modi: basta anche uno sguardo o un sorriso beffardo, un pensiero rapido, un movimento inconsulto delle labbra o del naso che si arriccia. Con che consapevolezza ci mettiamo a pregare? che volto di Dio sentiamo (non pensiamo) di avere davanti – dentro? Cosa vuole  dire per me essere giusto? rispetto a cosa? dove è scritto nel vangelo di doverlo essere?

Quanto ci farebbe bene credo sostare su queste espressioni e sul volto misericordioso di Gesù che ha bisogno di ricordarci, pur con una carezza contropelo, che così non va, non si va da nessuna parte e non si incontrerà mai il volto del Padre. Forse si sentirà addosso il volto di dio ma non del Padre.

Un pensiero su “Domenica XXXa to C-2019

  1. Clod

    …solo il Signore sa quanto volte lo ho incrociato senza degnarlo di uno sguardo o di un pensiero neanche lontanamente fraterno… senza degnarlo neanche di uno sfuggente sorriso di umana solidarietà… e adesso solo Lui mi potrà perdonare… se lo meriterò.

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