La domenica del coniglio con le olive…

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( Sottofondo De Andreiano ..ho sempre adorato questo non voluto gioco di parole.)

La signora Lina oggi ha fatto il coniglio con le olive. Buonissimo! Profetica prelibatezza pasquale. Immagino senza saperlo. La nostra settimana santa è tutta qua, suvvia, nell’equilibrio saporito tra le olive di oggi e il coniglio di domenica prossima.

“Che c’entra?” sbotterà qualcuno scandalizzandosi, spero senza strapparsi la tutona da quarantena… C’entra! Stamattina mi ero fatto una promessa: se arrivo a 10, lo faccio. E mi son arrivati ben più di 10 messaggi con gli auguri di “Buona domenica delle Palme” con i ramoscelli di ulivo e tutto. Sono stati messaggi ovviamente graditissimi e ringrazio, ma il discorso è un altro.

(Tranquilli non mi è andato il coniglio con le olive di traverso, non son inacidito ma forse solo in cattività come voi, agli arresti domiciliari.)

Che c’entra il coniglio? nulla, sia ben chiaro: ma sappiamo bene che nel dolciastro stereotipo commerciale, assieme alle uova di cioccolato, alle rondini primaverili, ai fiocchetti, ai piante in fiore…insomma, fa tanto pasqua, il tenero coniglietto, soffice batuffolo di simpatia coi dentini sporgenti, per cui (forse perché si sa che si riproduce a iosa), nessuno si smazza come per i (DELIZIOSI!) capretti e agnellini pasquali o gli ubertosi suini gigliati a pasquetta circa il suo martirio gastronomico. Mi hanno segnalato tra l’altro che compariva come animale pasquale in alcuni siti para religiosi di attività per bambini della scuola dell’infanzia. Una sorta di invasione della “teoria gender..”  Insomma il coniglio è anche segno di Pasqua? Nein. O meglio, non con quella cristiana!

E le olive? nulla, come sopra: anche perché noi la chiamiamo “delle palme” ma abbiamo ramoscelli di ulivo. Son due piante diverse. Ci avevate mai fatto caso? Ben venga insomma questa inconscia e tradizionale traslazione di significati. Coniglietti e olive, come renne e folletti, neve e babbi natale, come ferragosto invece dell’assunta o ponti invece di immacolata, befane che si fumano l’epifania, ecc. ecc…

Mi ero riproposto di rigurgitare qualcosa oltre i dieci sms per la sensazione che ci stessero fregando da sotto il naso ANCHE la domenica delle palme… lentamente.

Messaggi gentili e genuini a base di ramoscelli di ulivo per la domenica delle palme e coniglietti per Pasqua. E un bell’augurio di serenità e pace. Ed il gioco è fatto.

Viene in mente Gesssuùùùbbbello che dice di essere venuto mica a portare la pace ma la spada. Il fuoco, la divisione (cfr. Luca 12, 49-53) Non la serenità (applicazione mia) ma il caos tra maritomogliefigliopadrefigliamadrenuosasuocera…. du iu rimember?

Lo addomestichiamo ai nostri bisogni sociali e umani. Ma poi queste cose si sedimentano in noi, diventando attese col quale poi fatichiamo ad inquadrarlo, per quello che è e ha detto di voler essere. Tra le olive e il coniglietto in mezzo ci sta la croce ed il sepolcro vuoto. Guai a togliere uno di questi elementi, altrimenti crolla tutto. Non ci serve né una fede splatter tutta sangue, chiodi e lacrime di dolore…né una troppo leggera, con solo il sepolcro vuoto e le campane a festa. Non vale. Il pacchetto è completo. Altrimenti facciamolo scendere dal musso.

Chissà cosa pensava, sornione, il nostro bell’uomo, su quel somarello entrando a Gerusalemme, ben sapendo di Pietro e Giuda, laverà loro i piedi lo stesso (!) come pure degli altri eroi fuggitivi e contrariati, delusi, o di tutti quei cazzoni che poi diranno “Barabba” o se ne staranno a casa, perché avevano da fare. Chissà come li guardava intuendo che poi se ne sarebbero andati tutti… o l’avrebbero guardati svogliati e presi dai loro affari, coi loro criteri e giudizi. La folla è sempre cialtrona… erano gli antesignani dei leoni da tastiera del web o simili… di chi abbocca alle fake news, di chi specula … nihil novo sub sole, insomma… qualcuno vorrà forse come Pietro mangiarsi il gallo con le patate ma…per non potersi mangiare le mani….

Benvenuto Gesù, osanna, viva viva…ci hai portato la fine della quarantena o solo della quaresima? ci hai portato il vaccino per il covid? No? e allora? torna casa col musso!

Quello è il volto di Dio che ci è stato rivelato e donato, in cui tutto si è compiuto. Con Lui dobbiamo avere a che fare, litigando, godendo, ringraziando o sbuffando. Il resto è solo centrato su di noi. E’ una nostra idea, bisogno, proiezione, umanissima necessità.

Ci sta portando “solo” sé stesso, su un somaro. Credo…che il vangelo, sia tutto qui. Nessuna idea, nessuna convinzione, nessuna ideologia o cosa da capire, meritare, comprendere, intuire…ma solo una relazione a cui rispondere, uno sguardo da cui lasciarsi addomesticare, un rapporto a cui aderire, una mano da prendere, una persona viva, vivente, vivificante. Che sale su un musso: non arriva con libri sotto il braccio o col mantello di superman o con tutte le risposte, soluzioni, forte, figo, (quello un po’ si, dai!), risoluto, cazzutissimo, sul pezzo. Nessuna ricetta, solo ingredienti: via, verità e vita.

Quella stessa vita che già ci abita dentro dal giorno del battesimo. Lui vive già in me. Quindi il sacro non esiste più. Non servono le “cose religiose…” Lui abita già la mia vita, mi cresce dentro, mi riempie traboccando della comunione con la Trinità, nel cui nome ci segniamo. Lasciamola emergere da dentro. Nulla è “fuori” di noi da inseguire.

L’anno scorso nella introduzione alle messe dissi che “oggi Osanna fa rima con Barabba.”

Eppure non mi è mancato l’accalcarsi compulsivo ai banchetti dei ramoscelli di ulivo per accaparrarsi il ramo più bello, l’orpello devozionistico pasquale? Quante volte ho sentito preti e laici belare rabbiosi tra i denti di gente che a messa non ci viene ma il ramoscello di ulivo ….lo vengono a prendere, magari da attorcigliare alla candela della candelora.

Che ne è stato del ramoscello dell’anno scorso? di quello che, (ben facendo!), abbiamo portato a nonni infermi o a vicini di casa pigri…

Non mi è mancata questa devota caccia alla domestica decorazione religiosa, perché poi…la forma conta, mica posso portarmi un ramoscello sgualcito o senza le foglioline al posto giusto, anche l’occhio vuole la sua parte. Penso a Gesù che fa su le cordicelle e prende a frustrate i mercanti del tempio…

Mi sono goduto una messa semplicissima, in 6, in cui il nostro Gesù aveva accento brasiliano e Pilato e la moglie (finalmente!) parlavano davvero romano schietto, ‘aò!

E ieri sera ho rivisto per l’ennesima volta, in silenzio e spesso commosso con le lacrime, il “Vangelo secondo Matteo” del geniale Pasolini, ben visibile qui su you tube (film).. il suo bianconero (❤), i volti brutti, ordinari, tipici di Pasolini (quasi come in Fellini), gli sguardi eterni ed evocativi, gli occhi rumorosi, i dettagli fondamentali… Giuseppe sfasciato che vedendo bambini giocare si butta su un sasso, l’angelo…e non capisce più che succede alla propria vita che sembra essere crollata. E tanto altro.

Forse il sepolcro vuoto è iniziato prima quest’anno, in queste settimane che mi piacerebbe potessero essere vissute in modo più “giubilare” assaporando davvero il vuoto e le sue vertigini, senza l’horror vacui compulsivo del riempire con il format religioso scontato…. mi piacerebbe si potessero permettere le condizioni per sentire davvero la nostalgia attraverso una vera rimbombante assenza…senza anestetizzarci o distrarci in streaming per sentirci bravi e sul pezzo, attenti e appassionati, insomma cristiani senza i soliti mezzi per esserlo o dimostrarlo, preti o laici non importa… solo perché battezzati, imbevuti, inzuppati, impotenti e incapaci di viverlo e dimostrarlo eppure, risorti. Ma non ci crediamo, la vita per noi resta fuori, cerchiamo altre devote sorgenti esterne e sacre o sacrileghe… e ci dimentichiamo (Ef 2,18; “Con 5,19; Rom 8, 11-16) che Lui è già in noi e siamo già come quel coniglio di Lina, riempiti di olive, di vita e risurrezione. E nulla, niente e nessuno ci toglierà mai tutto questo, musso compreso.

 

 

3 pensieri su “La domenica del coniglio con le olive…

  1. Davide

    a casa nostra niente coniglio con le olive, ma la “corona pasquale” da mettere fuori dalla porta si (chi mai ci verrà a trovare in sti giorni di ergastolo forzato??
    certo Don che ultimamente la tua goccia si era diradata, ma con questa hai recuperato alla grande!
    Sempre piccante e punzecchiante al punto giusto!

    grazie x la tua goccia dissetante!

    PS forse c’è un piccolo refuo o forse non ho capito io: quando rimandi ai sacri testi (Ef 2,18; “Con 5,19; Rom 8, 11-16), cosa intendi con CON 5,19???

  2. alberto

    Ciao TeoVolpe, mannaggia a te, trovi sempre le parole per stuzzicarmi… e questo tempo strano lo sto cogliendo come “un’occhiatina”, un’occasione per mettere da parte tutta la mia sicurezza, per uscire dalla mia comfort zone, per vedere come potrebbe essere la mia vita vista sotto una luce nuova, senza dubbio diversa. Oserei dire più pulita, più chiara (anche se l’orizzonte non è per nulla chiaro). Mi sto dedicando del tempo, ed è lì che quel Bell’Uomo mi sta parlando, non capisco molto di quello che mi sta dicendo, forse perché in fondo in fondo faccio fatica a mollare la guardia (grazie nordest #testabassaelavorar…), forse perché ho paura, forse perché sono pigro, ma ci sto provando cazzo. C’è una parte di me, molto profonda, che è tranquilla, serena, mi dice: “fidati di quel Bell’Uomo, sai che non ti frega e non ti fregherà mai. Mi ha già salvato e c’ho le prove)
    E in tutto questo la jozza c’è, mi dà (ancora) qualche scrollatina, a volte un ceffone, e una carezza.
    Grazie Matteo, Via – Verità – Vita.
    What else?

    Un strucon.

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