Omelia Tutti i Santi ’20 – A

Foto mosaico. Si chiama così un simpatico regalo che ho ricevuto. Forse l’avete visto. Una immagine composta di tantissime altre piccole immagini che fungono da colore, potremmo dire da pixel. Proprio come uno di questi bellissimi mosaici. Pezzi diversi e unici che solo assieme rappresentano un tutto completo.    

 Per comprendere meglio bisogna allontanarsi un po’, uno zoom, allora la visione dell’intero dà senso ad ogni singolo frammento.  La santità me la immagino così: ciascun santo è come un pezzetto di pietra: a modo suo originale, unico. Al proprio posto e con tutti gli altri, crea un capolavoro. Non ne esistono due di uguali: santi per la carità o il servizio ai poveri, l’evangelizzazione o la difesa della fede, nel martirio o in famiglia, in clausura o in giro per il mondo, preti, laici, sposi, monaci o religiosi, analfabeti o dottori, ciascuno è diventato santo a modo proprio. Non c’è uno standard.

  Oggi nel ricordarli tutti, facciamo memoria di alcune cose importanti che speriamo aiutino la nostra vita spirituale.

   1-Dimentichiamoci i calendari e mettiamo un attimo da parte le devozioni personali, statue e immaginette. La santità non è solo quella certificata dalla chiesa e solennemente celebrata a San Pietro ma è il modo personale in cui ciascuno è chiamato a vivere la propria vita nella fede, lì dove si trovi; santità della porta accanto, la definì il Papa, santità della classe media, nell’Es. Ap. “Gaudete et exultate” del 2018. Il richiamo forte a fare della propria santità un desiderio non qualcosa da temere o di fronte al quale sentirsi esclusi o dispensati. Ce lo chiede il battesimo, il fatto che la nostra vita se non ama, perde di senso e sapore. E chi ama, vorrebbe farlo tutti i giorni e sempre più pienamente. Credo che ciascuno porti nel cuore esempi di persone sante accanto a noi… che ci colpiscono per qualche aspetto speciale, ci han fatto sentire migliori, la cui libertà profumava di vangelo vissuto, che spronano a evolvere, la cui gioia e pace magari ci provocano ad imitarli…ciascuno rientri in sé stesso e ricordi. Non credo che agli occhi di Dio padre un santo anonimo valga meno di Santa Rita o sant’Agostino, Egli ama ciascuno secondo il bisogno che ne ha…

2-Santità non significa perfezione: per favore, smettiamola di pensarlo e usarlo a volte come alibi o scusa. 

Non sono mica un santo…quindi..(posso comportarmi come mi viene!); la santità non è per me, quello la era speciale… posso essere cristiano lo stesso, a modo mio…

I santi non sono nati così, perfetti né lo erano. Avevano anche loro i propri limiti e fragilità, commettevano errori e peccati. E chi va oltre la devozione e ne legga la vita, (qualche buona agiografia fa bene), lo sa. San Paolo e San Padre Pio erano piuttosto burberi, ad esempio. Insomma…la vita dei santi non ci parla di perfezione morale, condotte ineccepibili, purezza totale…ma di gente che più che fare bene qualcosa si è lasciata fare. La santità quindi celebra innanzitutto la bontà e la misericordia di un Padre che con amore si è potuto occupare dei propri figli. I santi non son quelli che non sbagliano mai ma che hanno imparato a permettere a Dio padre di fare qualcosa di bello e utile attraverso l’argilla-sasso di cui erano composti, l’umanità santa e peccatrice, fragile e appassionata di ciascuno. A volte noi impediamo a Dio, per orgoglio, pigrizia, autosufficienza o superficialità, di esserci padre. E così pur facendo cose religiose non viviamo da figli in comunione con Lui. 

  Pensiamo alle beatitudini del vangelo: pagina sempre difficile e articolata. Nessuno spontaneamente le accoglierebbe volentieri. Eppure se meditate con calma vi scorgiamo A) la possibilità di accogliere una situazione difficile e guardarla dal punto di vista del Padre, non solo nostro e B) la capacità di viverla sempre più alla presenza del Signore. Ecco come il singolo sasso diventa parte di un mosaico, tra le mani di Dio. Nè facile né scontato, certo. Beato allora perché quello che stai vivendo paradossalmente non ti ostacolerà dall’accogliere su di te la forza e la creatività dello Spirito Santo. La risurrezione, comincia così, giorno per giorno. Crediamo di poter vivere adesso, da risorti?

 La sapienza di Dio si manifesta in ciascuno di noi nella misura in cui gli lasciamo l’iniziativa e aderiamo liberamente, anche se non sempre o con docilità: allora il pezzetto di pietra che ciascuno di noi è, troverà un senso inedito e più pieno; potrà imparare a riconoscersi in quel capolavoro di fragili umanità benedette dal Padre che è la chiesa. 

Il Signore, per intercessione dei santi e in comunione con loro, ci aiuti almeno a desiderare tale prospettiva; sentiamoci spronati a vivere la nostra santità quotidiana per far parte del mosaico del suo volto.

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