Sulla preghiera…Omelia XXIXa to C’22

-Ahh…io dico le mie preghiere, mattina e sera…

-Io prego per conto mio, sto da solo, cammino, penso, rifletto…

-Faccio un segno di + appena sveglio, ci parlo durante il giorno

-Prego tutto il giorno, dico 2 rosari…tutto alla tv, radio…

-Ho pregato tanto perché non succeda che…perché mi faccia…

-Ah, io prego la Madonna ma quella di Med o padre pio… resto…

-Dovrei pregare di più, meglio, prego male…

Com’è la nostra vita di preghiera? È viva, intanto?? Quando? Quante volte? In quali occasioni? Come?… ma soprattutto perché? ottenere, ringraziare, lodare, affidare, chiedere perdono…

  Tutto buono, è il modo in cui siamo abituati, ma c’è una direzione? C’è innanzitutto un rischio: quello di stancarsi. Magari perché ci si senta inascoltati o delusi perché…

Vangelo:“Necessità di pregare sempre senza stancarsi…”

Ma come si fa? Intanto che ci si può stancare. Distrarre, addormentare… Ma pregare sempre? Un continuo elenco diPaterAveGloria ? Ma poi Gesù non aveva detto di non sprecare parole come i pagani, e che bastava dire padre nostro. E non aveva anche rassicurato i discepoli che il Padre sa già di cosa abbiamo bisogno? e poi che comunque chiedete, bussate, cercate… ricordiamo? proviamo a mettere un po’ d’ordine.

     A tutte queste normali modalità manca una cosa, in genere: ?? >>l’ascolto, il fare spazio perché mi percepisco alla presenza. In 2

Imparo a mettermi in ascolto di chi abbia una buona notizia. Fede.

Pregare non è pensare a Dio. Quando siamo con gli amici non pensiamo a loro, stiamo con loro. Pregare è stare con Dio.

>> la seconda lettura…conosci le Scritture, possono istruirti per la salvezza. Interessante: preghiamo per la nostra salvezza? perché Gesù il salvatore, ci sostenga e ci salvi? da cosa? spesso anche da noi stessi, ascolto quel che Dio ha da annunciarmi attraverso la sua parola da frequentare (cellulare, mail, vangelo, messa, qualche minuto prima leggo le letture…) una parola che, continua va ascoltata perché  insegna, convince, corregge, educa.. davvero??? Credo che il Padre mi voglia bene e mi indichi il meglio possibile per me. Ne siamo sicuri? lo desideriamo? ci crediamo? Stuzzica, Gesù: troverà la fede sulla terra? Si chiede alla fine della parabola: ma come..con tutte le preghiere che diciamo? Eppure sembra proprio provocarci sapendo che si rischia di pregare ma senza fede. Senza fiducia. Prego per fargli cambiare idea o perché io possa cambiare accogliendo il suo punto di vista su di me?

E poi >> prima lettura: Mosè sostenuto dai due ci ricorda che preghiamo sempre in comunione, dentro ad una comunità che ci sostiene. Magari non abbiamo voglia di venire a messa, ma ci veniamo e grazie ad una comunità che prega, ti disponi in maniera migliore e ti lasci come addomesticare. Quindi…

1-In ascolto di un Suo per primo e 2- in comunione.. due colonne. 

Nasce la responsabilità: Fare come se tutto dipendesse da noi e pregare come se tutto dipendesse da Dio. Niente di soltanto privato, individualista, intimistico..

Diceva Madre Teresa di Calcutta: Prima pensavo che la preghiera cambiasse le cose; ora ho capito che la preghiera cambia noi e noi cambiamo le cose.

A partire da questo mi piace fare presente una cosa: entrando forse avete notato 2 nuovi pannelli di benvenuto: molto tecnici per aiutare chiunque a sentirsi accolto e accompagnato per quanto stia cercando.  Ci sono 2 frasi da ricordare…

-Papa Francesco e una chiesa chiamata ad essere casa aperta del Padre  dove sentirsi figli. Quando preghiamo ci sentiamo figli prima di tutto? e perché no? entrando ci sentiamo a casa, qui in chiesa?   (cfr statua…si, sono davvero qui…! marmo )

Come comunità aiuteremo i foresti a sentirsi accolti??

-Paolo agli Ef: non stranieri, né ospiti ma concittadini dei santi e 

famigliari di Dio.. entra pure in chiesa ma ricordati questo desiderio… fallo tuo… sei qui per rinforzare la comunione coi santi, cfr. Credo, e per riconoscerti dimora di Dio, abitato da Lui..la Parola e l’eucaristia lo rinforzeranno dentro di te. Non prendere le distanze, non trovare scuse, accetta, come primo atto di fede, che sei abitato da una presenza e questa è già la salvezza di cui prender coscienza, per cui ringraziare e da custodire nella preghiera. La tua vita va già bene così, è un dono prezioso, sacro, univo. Ogni volta che verremo in chiesa attraverso le porte possiamo rileggere questi messaggi fondamentali e trasformarli già in preghiera, in desiderio…

ci farà credo e spero tanto bene.. come singoli e come comunità parrocchiale. Preghiamo gli uni gli altri proprio per questo.

 Ci doni il Signore la fede sufficiente almeno a provarci!

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