Domenica XXVIIIa t.o. ’25 – C

Dal Vangelo secondo Luca 17,11-19

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. 
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. 
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. 
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Ma come, Gesùùùbbbeeello…. e che… domenica ci hai detto di far pace con la sensazione di essere “servi inutili”, di non preoccuparci, stare “scialli” e adesso sei permaloso perché solo uno su dieci è tornato a dirti “bravo, grazie, bella lì”? Come la mettiamo? Ci sei o ci fai? Calma: effettivamente siamo portati a ricordare questo racconto pensando a quanto fosse stato ben educato il samaritano tornato a ringraziare. Ma Gesù è più fine… dice infatti “a rendere gloria a Dio“: cioè il samaritano (quindi un pagano ateo miscredente maledetto…) è l’unico che ha capito che Gesù è il mediatore della salvezza da parte di Dio e non lui un guru da ringraziare. Non è cosa da poco: gli altri 9, comunque obbedienti, hanno continuato a credere che la salvezza venga da pratiche religiose legate al tempio e alla tradizione, sono andati dai sacerdoti per la verifica di rito e a posto così. Dieci poi è il numero della totalità ed è impossibile che fossero nel villaggio: i lebbrosi, considerati maledetti e castigati da Dio per chissà quale peccato interiore, in genere vivevano soli e isolati, chiamati a urlare di non avvicinarsi a nessuno perché contagiosi. Forse qui Luca in questa pagina simbolica di catechesi ci dice che nel villaggio… ci sono tutti quelli che vi abitano naturalmente, tutti noi… che abbiamo qualche lebbra che ci consuma, allontana, stravolge, anestetizza. Aggiungo al volo: non chiedono guarigione ma compassione, tenerezza, di non essere scarti, di venire trattati da esseri umani. Infine Gesù non è puro fariseo che allontanava i peccatori e i lebbrosi per paura di contaminarsi ed essere impuro, no! Li tocca, li frequenta, li incontra ben sapendo che gli costerà cara, questa scelta di solidarietà e vicinanza ad oltranza… aggiungendo un altro increscioso tassello a quanto poco venisse considerato credibile come maestro e messia. Ma Lui sceglie di stare dalla parte degli esclusi e dei reietti, prende la rincorsa perché nell’itinerario delle nostre vite, nessuno resti indietro, dopo o ultimo. All’ultimo posto c’è lui e tutti noi veniamo, per fortuna e per dono gratuito…dopo!

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.