Battesimo del Signore – C

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

 

050116

Sordi e De Sica: pagina mitica del cinema italiano. DA NON PERDERE!

 

In Ascolto del Vangelo secondo Luca 3,15-16.21-22
In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

 

“il popolo era in attesa”.. chiedendosi “se fosse quello là il Cristo che doveva venire”: immagine suggestiva.
Non li aveva convinti, il Battista: troppo austero, integralista, spartano. Non secondo i loro gusti o attese.
Noi come riprenderemo la vita ordinaria? Magari questa mezza settimana dopo l’Epifania ci ha visto tornare a scuola o in ufficio, al lavoro e a catechismo.. per tutti quindi da lunedì prossimo si torna definitivamente a regime, colore ordinario verde, vita normale, ritmi serrati, magia finita.
Spero almeno vi siate riposati. Chiuderemo presto le pratiche natalizie rimettendo presepi e alberi nelle scatole con la solita mestizia?
Pronti a fumarci o a farci la tisana col muschio del presepio, la sensazione che con la neve sarebbe stato tutto più suggestivo, che avremmo potuto mangiare meno, con la tuta nuova per andare a correre e l’abbonamento in piscina o palestra pronti?
Anche noi in attesa? Davvero? Di cosa.. di quel che non è accaduto o che ci saremmo aspettati? Magari..
La sensazione come gli ebrei del tempo che non ci sia piaciuto ne quel Battista ne questo Bambin Gesù. Il rischio di riporre tra le palline del Natale e le lucette.. anche altre “palline” più personali, cadute perché ci ritroviamo uguali a prima dell’Avvento.
Abbiamo atteso invano? Avevamo atteso? E’ cambiato qualcosa nella nostra vita cristiana, dopo questo ennesimo AvventoNatale? Avrebbe dovuto, avrebbe potuto?
Proviamo a ritagliarci un attimo e chiederci.. da queste feste mi porto a casa.. una convinzione, un desiderio, un impegno.. legati a qualche scoperta fatta tra le messe, le preghiere, le omelie e le devozioni.. ho scoperto che? Ho sentito che? Ho percepito, ho gustato, ho sentito.. e me lo porterò con me fino.. a Quaresima!
Gesù si mette in fila coi peccatori: questa pagina mi butta sempre via. Nessuna corsia preferenziale. La gavetta.. tutta, dall’inizio.
Quel bambino è diventato grande, ma lo stile è chiaro. Dal basso, dagli ultimi, come tutti. Parte da in fondo perché nessuno possa prendersi indietro e restare solo. Nessuno possa pensare di essere rimasto escluso, emarginato, ignorato.
Dio si compiace. Chissà cosa è accaduto veramente. Eppure ne parlano tutti i vangeli. La voce di DIO.. compiaciuto.
Umano, soddisfatto. Dice.. “l’è tutto so pare” (in italiano: Assomiglia tutto al papà”!)
Ecco lo stile di Dio. Che la nostra vita cristiana, che la nostra chiesa possa tornare di continuo a tale umiltà, a tale antipatia per i primi posti, per gli sconti e i “lei non sa chi sono io”.
Che la nostra chiesa sappia farsi piccola, anonima, debole, quotidiana, mai appariscente ne invadente. Sale e luce della terra.
Come ha fatto Gesù, come ci ha chiesto.. solo col suo stile, di fare.. senza tante parole, ma col suo esempio.

 

IIa dopo Natale – c

(Tempo di lettura previsto: 3 minuti)

 

“Cristo nella mangiatoia: Dio non si vergogna della bassezza dell’uomo, vi entra dentro.
Dio è vicino alla bassezza, ama ciò che è perduto, ama ciò che non è considerato, l’insignificante, ciò che è emarginato, debole e affranto.
Dove gli uomini dicono “perduto”, lì egli dice “salvato”.
Dove gli uomini dicono “no”, lì egli dice “sì”.
Dove gli uomini dicono “spregevole”, lì Dio esclama “beato”..!
(D. Bonhoeffer)

281215

 

In Ascolto del Vangelo secondo San Giovanni 1,1-18
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

 

Masaccio qui ritrae magnificamente Dio che offre indica mostra suo figlio Gesù. Miglior commento artistico a questa pagina immensa di Giovanni non c’è.
Il Suo sguardo è assorto, austero, compìto; non ha altro da dire.
Il resto da secoli, lo abbiamo messo noi.. oppio dei popoli, giudice, controllore, triangolo, finanziere, riscossore di tributi e meriti parrocchiali o fioretti, giardiniere che chiama a sé i fiori più belli, inquisitore, motore immobile, essere perfettissimo e sacrosante balle varie.
Dobbiamo continuamente a questo versetto per risciacquare le nostre continue idee infette di dio in noi, alla luce del vangelo di Gesù.
E’ Lui che lo ha rivelato. Dio mostra Gesù: il suo biglietto da visita. E ora fate i bravi, siate responsabili, comportatevi bene e accoglietelo.
Gesù come la didascalia di Dio, che viene a distruggere i nostri schemi mentali, le abitudini logiche, gli sguardi tradizionali, le attese scontate, le idee magiche, le paure ancestrali, i timori reverenziali, alibi, giustificazioni e bojate varie.
Non so perchè ma anche oggi il Prologo di Giovanni: una bella inclusione tra Natale e la prima domenica. Ci siamo dentro. E’ così ricco che ci si perde.
Mi piace vedere il positivo. La parola è ricchissima. Una volta non basta. Nemmeno tutta la vita. Ci inebria, ci perdiamo li dentro di lei, la possiamo mordicchiare come un bastoncino di liquirizia da portare con noi.. una pipa da accendere ogni tanto.. il prologo e non solo è così.. Gesù reperibile in esso 24/24.
Lasciamolo stare sto Dio una buona volta.. concentriamoci sul Figlio, come ci ha chiesto Dio stesso.. tutto il resto è noia.

 

 

Natale del Signore – C

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

 

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In Ascolto del Vangelo secondo San Giovanni 1-18
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

 

Non vi dirò ne un neutrale ed effervescente tiepido “Buone Feste” ne il prezzemolato “Auguri” ne altro.
L’augurio più bello ce lo fa il Prologo di Giovanni, cioè questo primo capitolo misterioso e affascinante, evocativo, del suo vangelo.
Non perdete tempo con il commento della Goccia. Fate un giro in una chiesa e state seduti in silenzio qualche minuto, accostatevi al sacramento della riconciliazione senza fretta e con grande pazienza.. Passate qualche minuto davanti ad un presepio non solo come a cosa “universalmente tradizionale per la nostra cultura occidentale” (come spiegano le circolari scolastiche per giustificarne la presenza), ma solo per stupirvene e pregare. Che ci sia il muschio fresco o il vellutino verde di plastica, l’acqua vera o la stagnola per fare il laghetto, le lucette o le statuine fatte coi tappi…
lasciamoci stupire da questo prodigioso e inimmaginabile biglietto da visita di Dio.. che da allora e ogni giorno.. si è fatto per noi Padre donandoci quel fratello avvolto in fasce nella mangiatoia.
Natale significa cominciare a sentire Gesù come mio fratello.