Natale del Signore – C

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

 

natale2002

 

In Ascolto del Vangelo secondo San Giovanni 1-18
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

 

Non vi dirò ne un neutrale ed effervescente tiepido “Buone Feste” ne il prezzemolato “Auguri” ne altro.
L’augurio più bello ce lo fa il Prologo di Giovanni, cioè questo primo capitolo misterioso e affascinante, evocativo, del suo vangelo.
Non perdete tempo con il commento della Goccia. Fate un giro in una chiesa e state seduti in silenzio qualche minuto, accostatevi al sacramento della riconciliazione senza fretta e con grande pazienza.. Passate qualche minuto davanti ad un presepio non solo come a cosa “universalmente tradizionale per la nostra cultura occidentale” (come spiegano le circolari scolastiche per giustificarne la presenza), ma solo per stupirvene e pregare. Che ci sia il muschio fresco o il vellutino verde di plastica, l’acqua vera o la stagnola per fare il laghetto, le lucette o le statuine fatte coi tappi…
lasciamoci stupire da questo prodigioso e inimmaginabile biglietto da visita di Dio.. che da allora e ogni giorno.. si è fatto per noi Padre donandoci quel fratello avvolto in fasce nella mangiatoia.
Natale significa cominciare a sentire Gesù come mio fratello.

 

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