IIa Domenica di Pasqua – B

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

In Ascolto del Santo Vangelo secondo San Giovanni 20, 19-31
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.


I prossimi vangeli ci portano da punti di vista e momenti diversi allo stesso momento: a contemplare in maniera differente lo stesso mistero della risurrezione.
Come se volessero trattenere ancora per un po’ il nostro sguardo e la nostra fede, non farci correre oltre, indaffarati e affannati pensando alle prossime vacanze o al ponte del 25 aprile, del 1 maggio ecc.
La paura, ricorda Giovanni per ben due volte, chiude porte e cuori. Certe porte non hanno la maniglia da fuori e si possono aprire solo da dentro…senza paura…
Eppure Gesù viene a porte chiuse… ribadito, cioè dentro, ad abitare quasi le nostre paure, viene nell’ottavo giorno, viene sempre, la domenica, nella mediazione della comunità.
E’ assieme agli altri che Tommaso riceve questa seconda comunicazione. Mi pare un dettaglio interessante. Non da solo, in disparte, per ripetergli meglio la lezione, ma dentro la comunità sua di riferimento, dalla quale forse si stava allontanando.
Lui ovviamente il dito non lo mette, basta lo sguardo di Gesù e ne nasce una spontanea e meravigliosa dichiarazione di fede…
Mio Signore… Signore della mia vita, …riferimento, centro di gravità, confronto…
Credendo abbiate la vita nel suo nome. Quanto è presente in ciascuno di noi tale consapevolezza? tale diritto? crediamo per avere vita… Vita..
meditiamo..gente, meditiamo…

Domenica delle Palme e della Passione del Signore – B

(Tempo di lettura previsto: 2 minuti)

In Ascolto del Santo Vangelo secondo San Marco
Come forse sappiamo, in questa domenica, la liturgia propone la lunga lettura della Passione, per intero, di uno dei tre evangelisti “sinottici” (Marco, Luca, Matteo)
Non ha senso riportarla qui perché molto lunga e non credo nessuno possa mettersi a leggerla davanti al pc, un po’ per il tempo, un po’ per non mancarle di rispetto.
E’ facilmente reperibile nei nostri vangeli…
In genere l’omelia si limita, anche per motivi di orario, a qualche spunto velocissimo o ad una suggestione per vivere meglio la Settimana Santa…
Mi limiterei a segnalare a mio avviso, qualche spunto particolarmente interessante su cui poter sostare… la possibilità di masticare un versetto, come un filo d’erba, o un bastoncino di liquirizia saporito, dolce e amaro, per entrare nella Settimana delle Settimane…….

La Parola non ci risponde ma ci descrive..

Mc 14

6Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me. 7I poveri infatti li avete sempre con voi e potete far loro del bene quando volete, ma non sempre avete me. 8Ella ha fatto ciò che era in suo potere, ha unto in anticipo il mio corpo per la sepoltura. 9In verità io vi dico: dovunque sarà proclamato il Vangelo, per il mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche quello che ha fatto».

29Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!». 30Gesù gli disse: «In verità io ti dico: proprio tu, oggi, questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai». 31Ma egli, con grande insistenza, diceva: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri.

36E diceva: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». 37Poi venne, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare una sola ora? 

50Allora tutti lo abbandonarono e fuggirono.

8La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. 9Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». 10Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. 11Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. 12Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». 13Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». 14Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». 15Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

31Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! 32Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.

39Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

Domenica Va Quaresima – B

(Tempo di lettura previsto: 2 minuti)

 

In Ascolto del Santo Vangelo secondo San Giovanni 12, 20-33
Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù». Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire. 
Non so da dove cominciare: qui c’é di tutto. Mi pare bello notare che questi greci, quindi pagani, si siano convertiti se sono saliti per il culto… siano quindi persone in ricerca.
Vanno da Andrea e Filippo, gli unici due nomi greci dei 12. Non vanno direttamente da Gesù: chissà perché … o chissà cosa stia cercando di dirci Giovanni.
Si va a Gesù solo attraverso i discepoli, la mediazione. I greci mica sappiamo poi che hanno fatto. Ma Giovanni ci dice che hanno fatto quel passaggio. Forse rappresenta la chiesa.. le comunità, mettendo in guardia dal fai da te.
Gloria di Dio è cadere in terra e seppellirsi, sprecarsi per generare vita. Morire a sé stessi per vivere: al proprio orgoglio, all’autosufficienza, al bastare a sé stessi, darsi sempre ragione, accecati da diritti meriti desideri capricci bisogni…. pensare di dovercela sempre fare da solo, sentirsi bravi, indispensabili, importanti; lasciarsi voler bene, lavare i piedi, accettare per quel che si è.
Siamo più umani nella misura in cui ci sbilanciamo verso l’esterno di noi stessi. Il baricentro è fuori. Se non ti fidi non ci provi ma non lo vivrai mai.
Avendo il baricentro fuori di noi, restiamo meravigliosamente in equilibrio.
L’ho glorificato…Dio continua a riconoscersi nello stile di suo figlio Gesù, Suo ultimo biglietto da visita, Sua ultima parola.