Domenica IVa Quaresima – B

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

(VVG, Notte stellata)

youtu.be

 

In Ascolto del Santo Vangelo secondo San Giovani 3, 14-21

In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo,
perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo,
ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie.
Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio”.

Essere salvato… non condannato..nè perduto…abbia la vita eterna…
Giovanni non è mai facile come vangelo… Nicodemo è un’autorità religiosa ebraica, uno che ne sa a pacchi, insomma… e va da Gesù di notte.
Per non farsi vedere, non disturbare, non dare nell’occhio…
Che bello fare tardi: la notte, il buio, tentare di trattenere il tempo… non aver voglia di andare a casa, non pensare a domani, gustare l’attimo
la notte, la macchina magari, un posteggio, il piazzale..finire la serata li, su quelle panchine… per parlare, salutarsi, …salta fuori l’ultimo discorso
la notte aiuta a rientrare in sé stessi e tirar fuori le domande della vita, che non cercano risposte ma solo eco, risonanza, tempo condiviso, sguardi offerti, che domande portiamo a Gesù? le domande di una vita, i “perché” foresti, che vengono da lontano, quelli che pulsano, i dubbi, le recriminazioni, le fatiche…
i chissà che battono e fanno battere, nostalgie, rammarichi, rimpianti e rimorsi… come ci mettiamo davanti a Gesù bello nelle notti delle nostre esistenze? sia nella fatica sia nel prendersi tempo per scendere giù nelle nostre cantine facendo emergere …cosa….volti, storie, ricordi…. offerte….

buone donne a tutti….

Domenica IIIa Quaresima – B

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

(Gesù scaccia i mercanti – Luca Giordano, Napoli, 1700 ca.)

Gli spari…sopra…   youtu.be

 

In Ascolto del Santo Vangelo secondo San Giovani 2,13-25

 Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divorerà.
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

Pazzesco: bellissimo… all’ingresso del tempio, sul sagrato c’erano, per legge religioso-civile, i cambiavalute, perché il popolo non portasse dentro al tempio sacro i soldi romani impuri… e coi soldi cambiati giusti, in comune uso tra gli ebrei, andavano alle bancarelle di candele, santini, coroncine e..ops, scusate…animali, buoi, colombe, capre…. la dimensione di ogni animale ed il suo valore corrispondeva alla grazia da chiedere (come le candele da noi insomma, suvvia, non è ancora cambiato nulla miodddddio)..e facevano shopping prima di mettersi a pregare ben facendo notare a dddddiioragioniere quanto grosso era l’animale che gli offrivano…..Insomma per quel tempo e per loro andava bene così era un loro diritto.    E questo hippye anarchico e pacifista cosa si mette a fare? la piazzata?
Il vangelo di Giovanni, poche volte coincide coi sinottici: oggi si. Che significa? che tutti e quattro gli evangelisti riportano tale brano. Uno dei pochi episodi.
Significa che è stato una cosa grossa e storicamente importante. Con quale precisione incalzante e dettagliata, l’evangelista descrive la cronaca dei fatti…la frusta, gettare a terra, rovesciare i banchi… me lo immagino con gli occhi fuori dalle orbite, tutto rosso e sudato, i capelli incollati alla fronte, le mani ad artiglio, il piglio feroce, la voce rauca, lo sforzo nel prendere i tavolini e buttarli giù mentre le gente avrà pensato “questo è impazzito, chiamate le guardie”…
Cosa c’entra con la nostra fede? mi fa venire in mente il vento freddo che sta scuotendo l’Italia.. che spazza via, disturba, abbatte, pulisce…burian… mi piace pensare ci faccia bene ogni tanto lasciarci scuotere, raffreddare, disturbare…Gesù fa un gesto enorme; di una umanità pazzesca. Non serve banalizzarlo per giustificare i propri scatti di ira e rabbia.
Il motivo per cui lo fa è bellissimo; non ne può più. Pagine così pienamente umane sono davvero sacre come lo è la nostra umanità e ci riconsegnano un Cristo pienamente uomo… non buono, bravo e devoto.
Quello fa parte del pacchetto. La sua umanità è il luogo migliore che Dio ha scelto per mostrarsi a noi. Le loro due volontà si incontrano nell’umanità del figlio e noi siamo chiamati a fare altrettanto con la nostra.
Evangelizzare la nostra umanità! Viverla a pieno, senza censurarla ma offrendola al Signore. Con le sue fragilità, desideri, bisogni bellezze e miserie, cicatrici e ferite, voragini e maestosità…
Quello stesso corpo che dopo 3 giorni risorgerà..e noi con Lui. Grazie a Lui.
Per questo continuiamo a vivere la quaresima.
Manderei un Gesù così a far vedere a chi usa il vangelo il rosario e la costituzione per farsi becera pubblicità…cosa significhi essere cristiani
come pure per chi ci voglia ammaestrare con le solite panzane in questi scampoli di campagna elettorale.

Domenica IIa Quaresima – B

(Tempo di lettura previsto: 4 minuti)

 

In Ascolto del Santo Vangelo secondo San Marco 9, 2-10

Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

E così, dopo il lago e il deserto, Gesùbbbello va in gita in montagna. E chi si porta per la scampagnata? gli eletti? i preferiti? i migliori? non lo so: porta Giacomo e Giovanni, detti “figli del tuono” probabilmente per un carattere un tantino permaloso e appassionato; quelli che dopo il primo annuncio della passione, sei giorni prima (ecco perché “sei giorni dopo”), non avendo capito nulla, gli chiedono comunque di sedere ai primi posti, grazie alla loro mamma invadente.
Si porta Pietro, di cui sappiamo tante cose, invitato ad andare dietro di Lui perché ragionava da satana, quello che lo rinnegherà con la serva…
Insomma…forse si porta i più mal ridotti…o semplicemente quelli che ne avevano maggior bisogno. Pagina sempre magnifica e suggestiva, pur avvolta di mistero.
Dio per la seconda volta nel vangelo, dopo il battesimo di Gesù al Giordano, fa sentire il suo vocione. Mi piace immaginarlo come Gassman.
Ci offre il “come” vivere: in ascolto… Lo ascolti perché viene dall’amore. Sarà un sacrificio d’amore. Una priorità manifesta.
Allora è si bello vivere qualcosa di speciale magari nella fede: ma non serve trattenerlo, cercando come di fermare il tempo e la storia e facendone eccezione.
Personalmente mi piace una sottolineatura a cui io do un significato preciso: dopo i fuochi d’artificio di visioni, voci, trasfigurazioni, luci, vesti candide..ecc. ecc. Marco sottolinea che non videro più nessuno “se non Gesù solo, con loro.”
Solo? con gli altri tre non era solo. Forse “solo” in senso di soltanto? mi piace. Quasi a dire…”accontentatevi, che se non vi basta, lasciamo stare tutto, perché non avete capito nulla.”
Abbiamo soltanto Gesù per fare esperienza di Dio, viver da figli, gustarci fratelli e sorelle. CI piaccia o no. Dio non vuol più essere disturbato. Ne santi ne madonne..verrebbe da chiosare. Solo Lui. Le sue maledette beatitudini, il suo giudizio universale sulla carità, le sue parabole del servo dell’ultima ora che prende tutto lo stipendio, il suo scrivere sulla sabbia con l’adultera, la sua mitezza e capacità di indignarsi, il lavare i piedi…  continuo? Solo Lui.Se non ci basta troveremo senz’altro alibi e scuse, deleghe e giustificazioni.
 Tutto il resto è noia.