VIIIa Domenica T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 6 minuti)

Justice

Un po’ di musica ad hoc.. https://youtu.be/mSScV6Rt_6s

 

In Ascolto del Vangelo secondo San Matteo 6,24-34
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno. Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena.”
Mica ci gira attorno, Gesùbbbello. La mette giù schietta e cruda: non si riesce a servire due padroni. Cioè non riesci a dividerti interiormente. O ti esponi da una parte o dall’altra. L’alternativa è la ricchezza. Ricordiamo tutti credo che il termine, nelle precedenti traduzioni della Bibbia era il famoso Mammona…che derivava da aman… (sicurezza, protezione, conforto, stabilità…)
Potremmo parafrasare un po’ liberamente…o accogli Dio come Padre e ti fidi di Lui o scegli i “schei” come mamma. E ti fidi di loro. In entrambe i casi…sei chiamato a donare loro tutto. Tutto te stesso.
Ciascuno dei due vorrebbe essere un punto di riferimento per tutta la vita. Di tutte e due le prospettive conosciamo alcune cose…ma dei discepoli di mammona conosciamo i rischi.
E’ vero che qualcuno dice sempre…”i soldi non fanno la felicità” e c’è chi chiosa..”figuriamoci la miseria”.
Io credo che siamo tutti fin troppo a posto per parlare seriamente di ricchezza: questa pagina dovremmo provare a leggerla da qualche realtà ben peggiore della nostra. Ma non vorrei ci portasse fuori…
Sicuramente l’idolatria del denaro, è sotto gli occhi di tutti, è la radice mi verrebbe da dire di quasi tutti i mali. Posso provare a stare davanti al telegiornale di Studio Aperto (il trionfo supremo dell’elenco delle tragedie del mondo)
e chiedermi se non ci siano sempre i schei dietro. Spaccio di droga, traffico di armi, organi, reperti archeologici, ludopatia, scempi e abusi edilizi, sprechi, appalti corrotti, ingiustizie, furti, rapine, omicidi ecc. ecc.
Sotto sotto ci son sempre i soldi: avere come mamma devota e morbosamente attaccarci a lei..ci fa avere di famiglia dei fratelli precisi: accumulo, affanno, espediente, imbroglio, alibi e scusa…
Quel a cui ci vuole richiamare Gesù è ad un rapporto diverso non solo coi soldi ma coi beni. La capacità di vivere distaccati non senza di essi! Non ci suggerisce certo ne ozio ne disimpegno o disinteresse.
Ma di saper dare altre priorità. Certo…stiamo scivolando inevitabilmente sul retorico forse: leggiamo questa pagina a dei disoccupati che vengono di nascosto alla Caritas… e non solo certo i “mori”…
Ci richiama alla condivisione, non all’accumulo, alla fiducia nella Provvidenza, che non vuol dire la giusta e necessaria attenzione al quotidiana. Al supermercato e in posta per le bollette ci dobbiamo andare…
Ma per quando, se non gestita, questa cosa ci porta all’affanno patologico: quando per i “schei” io distrugga la mia famiglia, il rapporto con parenti e amici, non sappia più gestire il mio tempo, mi faccia il secondo o terzo lavoro per arrotondare (cioè forse per non rinunciare ad un certo trend di vita oltre le mie consuete e normali possibilità..)
Ma soprattutto Gesù ci chiede di ricordare che Dio sa di cosa abbiamo bisogno, di questo dobbiamo fidarci. IL resto per noi è l’annuncio del Regno e la sua giustizia.
Dobbiamo essere i giustizieri del regno di Dio!! Cercare quello, farlo venire, giorno per giorno, attraverso il nostro stile. Esso è già venuto. Continua a venire e crescere attraverso di noi.
Dedichiamoci a questo, a profumare di vangelo, condividendo, non accumulando, avendo spirito critico, scegliendo alternative, accontentandoci, non continuando ad aspettare che la famosa crisi passi e si torni come prima, educando/ci a questo… questo sia il nostro oggi da vivere con speranza e fiducia, contro le pene quotidiane e inevitabili. Non una di meno ma soprattutto non una di più!

VIIa Domenica T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

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Su YouTube potete trovare una bella canzone italiana di Anna Tatangelo che si intitola “Occhio per occhio”…ma non so perché il mio 
computer non riesce a scaricarvela…

In Ascolto del Vangelo secondo San Matteo 5, 38-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. 
Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, 
e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, 
tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici 
e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; 
egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.”
Lo so, mi sto mordendo un po’ le dita… qualcuno di voi affezionati “gocciolati” settimanali…forse più di una volta mi ha sentito tuonare dal “pulpito” e non solo che Gesù non ci chiede mai di essere perfetti, che nel vangelo non è scritto che dobbiamo essere perfetti ecc. ecc.
Ma qui c’è scritto… lo so, so leggere. E allora, potrebbe rimbeccarmi qualcuno dalle ultime file? come la mettiamo? ci hai detto balle?
no, calma. Per essere scritto è scritto, ci mancherebbe. Ma non confondiamo le cose… e non è per farne una questione di “lana caprina”!
La perfezione per gli ebrei del tempo…era quella a cui ancora oggi siamo legati: una perfezione psicologica, tipo “assenza di difetti” o al limite moralistico-religiosa..cioè non ho commesso peccati; in questo senso la perfezione…è un “essere a posto”. Questo perché sento che Dio mi controlla e quindi…devo avere i conti in regola. Dio come la GdF! (Guardia di Finanza)
Qui l’unica perfezione a cui siamo chiamati è quella dell’amore. Come un Padre che ci ama. Così noi dobbiamo amare.
Che senso ha la nostra vita? Per quale motivo siamo stati creati da Dio? qual’è il significato e la direzione delle nostre esistenze? l’amore.
L’unica perfezione a cui siamo chiamati è quella dell’amore. Capite che è il più grande dei desideri allora.. una cosa non che temiamo (se no arriva la GdF) ma che non vedremmo l’ora di realizzare.
Durante la messa, dopo la consacrazione…viene citata… “rendici perfetti nell’amore”…in comunione con papavescovopreti ecc. ecc…. ricordiamo? sono parole che ci sentiamo dire ogni santa messa.
L’unica perfezione è quella di portare al massimo nostro possibile la nostra capacità di amare…. il resto non conta.
Questa è la cosa magnetica verso cui tendere e per il quale sforzarsi. Amare.
E per spiegarcelo Gesù fa la differenza tra i pagani…che, come noi ed il nostro buon senso vivono una logica di reciprocità (do ut des), dare avere, fare, ricevere in cambio….e i cristiani…che sono chiamati ad un’altra giustizia… rappresentata dalla gratuità e non dalla riconoscenza reciproca. La gratuità è quando riesco dire..prima tu… cerchi cioè di vivere relativizzandoti e vivendo sbilanciato su/per gli altri.
Immaginiamo un mondo così? almeno una chiesa..almeno una parrocchia…la immaginiamo così?
esattamente l’opposto di quel che sentiamo dire ultimamente… Ma che dicano… dicano pure…ma che non si sentano cristiani, almeno quello.

VIa Domenica T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

07022017

In Ascolto del Vangelo secondo San Matteo 5,17 –  37 ca.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «17Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. 18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
29Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
31Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno.

Il testo di oggi è molto lungo, concreto, scomodo: non va colto in maniera letterale, ma con l’audacia di un “Motivatore”. Tutt’altro che populista.
pesco dal mucchio…
“ma io vi dico”: questa avversativa…si lo so, sei abituato, ti hanno insegnato, ti va bene, ti andrebbe meglio, ti fa comodo…
ma io ti dico…. io, atto di fede e abbandono in Lui, caparra di fiducia, “rinuncia” a sapere quale è il mio bene, fidarsi di Chi magari può conoscere il meglio e promettendomelo…mi salva…mentre accogliendolo, lo vivo..
“dare pieno compimento”.. bellissimo… come mi sento di fronte a chi desidera la mia vita giunga a pieno compimento? potrei trasformare i desideri in preghiera, richiesta. Magari anche di strumenti utili a..
“superare scribi e farisei”: no comment…. se no mi si dice… del resto i manifesti a papa Francesco, chi li avrà scritti?
“tuo fratello ha qualcosa contro di te”… bellissimo: noi in genere diremmo che se ha problemi, venga qui che ne parliamo… no! questo è buon senso, correttezza. Se pensi che lui abbia qualcosa, vai incontro, non permettere che quel qualcosa fermenti male in lui…
“guardare…occhio”:  che forza ha lo sguardo. Ci tradisce spesso, quando “ci cade l’occhio lì” dove per curiosità o desiderio non volevamo o dovevamo guardare… la fede è un gioco di sguardi, sentirsi guardare da Dio con misericordia e tenerezza, lasciarsi addomesticare da questo sguardo, vivere e viverlo di conseguenza…
Visto poi che il nostro parlare è bene sia “SI, SI, NO, NO”..mi fermo qui, con la speranza di saper dire sempre robusti si e sani no.