VIIa Domenica T.O. – A

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

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Su YouTube potete trovare una bella canzone italiana di Anna Tatangelo che si intitola “Occhio per occhio”…ma non so perché il mio 
computer non riesce a scaricarvela…

In Ascolto del Vangelo secondo San Matteo 5, 38-48
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. 
Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, 
e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, 
tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici 
e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; 
egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? 
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? 
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.”
Lo so, mi sto mordendo un po’ le dita… qualcuno di voi affezionati “gocciolati” settimanali…forse più di una volta mi ha sentito tuonare dal “pulpito” e non solo che Gesù non ci chiede mai di essere perfetti, che nel vangelo non è scritto che dobbiamo essere perfetti ecc. ecc.
Ma qui c’è scritto… lo so, so leggere. E allora, potrebbe rimbeccarmi qualcuno dalle ultime file? come la mettiamo? ci hai detto balle?
no, calma. Per essere scritto è scritto, ci mancherebbe. Ma non confondiamo le cose… e non è per farne una questione di “lana caprina”!
La perfezione per gli ebrei del tempo…era quella a cui ancora oggi siamo legati: una perfezione psicologica, tipo “assenza di difetti” o al limite moralistico-religiosa..cioè non ho commesso peccati; in questo senso la perfezione…è un “essere a posto”. Questo perché sento che Dio mi controlla e quindi…devo avere i conti in regola. Dio come la GdF! (Guardia di Finanza)
Qui l’unica perfezione a cui siamo chiamati è quella dell’amore. Come un Padre che ci ama. Così noi dobbiamo amare.
Che senso ha la nostra vita? Per quale motivo siamo stati creati da Dio? qual’è il significato e la direzione delle nostre esistenze? l’amore.
L’unica perfezione a cui siamo chiamati è quella dell’amore. Capite che è il più grande dei desideri allora.. una cosa non che temiamo (se no arriva la GdF) ma che non vedremmo l’ora di realizzare.
Durante la messa, dopo la consacrazione…viene citata… “rendici perfetti nell’amore”…in comunione con papavescovopreti ecc. ecc…. ricordiamo? sono parole che ci sentiamo dire ogni santa messa.
L’unica perfezione è quella di portare al massimo nostro possibile la nostra capacità di amare…. il resto non conta.
Questa è la cosa magnetica verso cui tendere e per il quale sforzarsi. Amare.
E per spiegarcelo Gesù fa la differenza tra i pagani…che, come noi ed il nostro buon senso vivono una logica di reciprocità (do ut des), dare avere, fare, ricevere in cambio….e i cristiani…che sono chiamati ad un’altra giustizia… rappresentata dalla gratuità e non dalla riconoscenza reciproca. La gratuità è quando riesco dire..prima tu… cerchi cioè di vivere relativizzandoti e vivendo sbilanciato su/per gli altri.
Immaginiamo un mondo così? almeno una chiesa..almeno una parrocchia…la immaginiamo così?
esattamente l’opposto di quel che sentiamo dire ultimamente… Ma che dicano… dicano pure…ma che non si sentano cristiani, almeno quello.
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5 pensieri su “VIIa Domenica T.O. – A

  1. daniela

    Cito una frase che mi viene in mente sempre quando si parla d amore “la misura dell amore è amare senza misura”. Che bella sfida! È facile amare per essere amati! Perché abbiamo bisogno di sentirci amati fin dal momento in cui siamo tra le braccia di nostra madre quando veniamo alla vita. E l amore è la cura (e qua mi viene in mente Battiato!) che abbiamo per la vita, anche la nostra, per la natura, per il nostro cane, per il nostro gatto, per il nostro lavoro ecc.. ma prima di tutto per chi ci accompagna nel viaggio di ogni giorno: i genitori, gli amici, il compagno, i figli ma anche tutti coloro che incrociamo soltanto per donare un sorriso, un ascolto, una parola, un gesto semplice o importante. Io lo so, l amore ritorna sempre..soprattutto se non te lo aspetti….decuplicato….centuplicato ed è sempre un regalo della vita

  2. e se l’amore fosse qualcosa che non possiamo avere/dare se prima non siamo consapevoli che deve essere l’amore a possedere noi… allora amare potrebbe voler dire vedere una persona per quello che è ….non pretendere che cambi perchè io ho fatto il gesto…. vorremmo essere testimoni del miracolo ma…
    grazie

  3. PS
    Certo,però,che se tutti si sforzassero di andar d’accordo e magari anche di aiutarsi,
    seppur controvoglia,non è certo …”amatevi come Io ho amato voi..” di Gesù ,
    ma il mondo sarebbe certamente migliore.

  4. Riprendo le sue parole:”..ecco la cosa per cui “sforzarsi”,(l’amore per il prossimo ).
    Per me,spesso,l’amore per alcuni (,o in qualche caso…),è frutto di uno sforzo .
    E’ molto bello e occasione di gioia, quando l’amore è frutto di sentimento,dato gratuitamente,
    che non si aspetta di essere ricambiato,che può arrecare anche sofferenza…,.ma è
    il sale della vita…
    Ma quando è frutto di uno sforzo?Quando si fa qualcosa per il “fratello”,…un po’ di malavoglia, perché si deve…Perché si pensa che sia cosa “cosa buona “..E’ amore ugualmente?
    O è un’occasione sprecata per essere graditi a Dio?E umanamente parlando,è o no
    amore?
    Se dovesse capitare a me di ricevere un amore forzato,preferirei farne a meno.
    Sarà orgoglio ?

  5. Clod

    Enzo Bianchi l’ha definita “la differenza cristiana”…
    Non c’è che dire: mi sento proprio fregato (direi che è il termine giusto, anche se non elegantissimo).
    E ogni volta che cerco di farmi uno “sconticino” sul computo finale, torno a queste parole matteane e deglutisco e mi ripeto che sarà perchè “…ho scelto la parte migliore, che non ci sarà tolta…”.

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