Gesù, lo Spirito, la voce del Padre. Ecco la trinità, la famiglia “Dio”. Pochi versetti, asciutti, questi di Matteo. Ma densi di senso.
La prima azione pubblica che Gesù compie. In fila con gli ultimi, i peccatori. Nessuna corsia preferenziale.
Questo brano andrebbe letto ogni mattina, per ri-orientarsi. Gesù è partito dalla fine, dagli ultimi. Lui, si è spogliato di tutto…identità, incarico, ruolo, potere.
Per non saper ne leggere ne scrivere, si è messo così indietro. Perchè nessuno dovesse “doverlo seguire”…o inseguire. Ma tutti si sentissero a proprio agio. Nessuno ultimo, dietro di lui. Questo è il volto di Dio, ecco la password, il codice di entrata, il Suo biglietto da visita, parola definitiva.
La chiesa e la fede, ripartano da qui. Ci doni la consapevolezza di poter lasciar perdere le false umiltà, la voglia di riconoscimenti, titoli, gratitudini (pur umane e necessarie, ma..), le ipocrisie del non sentirsi degni, meritevoli, perfetti…basta… basta. Questa pagina la ascoltiamo da decenni… e ancora continuiamo a far finta di niente e non sentirci degni, a non saperci comportare, a dire che non sappiamo, non abbiamo studiato, siamo abituati, ci hanno insegnato… che palle! Ma basta…
Quando cominceremo a prendere sul serio il vangelo? se non la nostra fede..almeno il vangelo!
Quelli che dicono di non sapersi comportare in chiesa, che si giustificano sempre, che poverini loro non hanno, sanno, possono….che chiedono permesso e se possono entrare in sacrestia, che sbavano per avere il monsignore, che son felici perchè hanno marcato il territorio col capitello, o hanno il prete che passa a presenziare e garantire… quelli che cercano visibilità, fama, onori, meriti, che confondono il sociale col religioso, il “pan e vin” con l’eucaristia, la proloco con la parrocchia, la fede con il religioso, la superstizione con la devozione, l’annuncio con la propaganda, lo stare assieme con la chiesa, la carità con l’elemosina…
Questa pagina di vangelo mi commuove sempre: mi fa venir voglia di tornare in fabbrica anonimo, di non apparire, di non differenziarmi se non il minimo, di ricordare che la distinzione materiale/spirituale, sacro/profano…son tutte sciocchezze, da superare e integrare.
E poi non posso non ricordare come Dio confermi questa scelta di Gesù. E se la conferma per il figlio significa che lo fa anche per la chiesa…
Mi rigioco una battuta già fatta… è come se Dio, guardando stupito come Gesù abbia voluto iniziare il suo ministero publico, grattandosi stupito il barbone bianco, avesse sogghignato dicendo…”niente, ciò..l’è tuto so Pàre”.. (per i non veneti: è tutto suo padre!)
E noi da che parte staremo?