“Buona settimana di stupore e cambiamento..” – Domenica delle Palme A-2017

Era mercoledì 1 marzo; ci siamo fatti cospargere la testa di cenere ed è iniziata la quaresima: il colore viola, basta con gloria e alleluja, pochi fiori, confessioni, l’animazione dei bambini e ragazzi del catechismo nelle varie domeniche; 
la liturgia della Parola ci ha portato nel deserto, dove Gesù è stato tentato dal diavolo…per riflettere su chi comandi davvero nei nostri cuori; siamo poi saliti sul monte: Pietro, rapito dalla bellezza, voleva fare tre tende, mentre Gesù si trasfigurava nella luce di un nuovo mondo e Dio gongolava felice. Davvero la fede cristiana rende bella e convincente la nostra vita? Siamo quindi scesi anche noi, stanchi, arrivando ad un pozzo, dove assetati come la samaritana, ci siamo sentiti assicurare che è Lui l’acqua viva e buona per noi. Abbiamo l’umiltà di riconoscere che spesso stiamo continuando a bere bevande che non ci disseteranno mai? Siamo poi entrati a Gerusalemme scoprendo che un cieco aveva recuperato la vista…sconvolgendo persone che pur sane non sapevano vedere oltre il loro naso; come è il nostro sguardo su noi stessi, su Dio, sugli altri? infine siamo usciti verso Betània, accostando con rispetto il lutto di Marta e Maria, mentre Gesù stesso in lacrime piangeva per Lazzaro, dandoci poi il segno straordinario della sua rianimazione, perché chi crede in Lui non morirà in eterno. Ci crediamo davvero o è solo tradizione?
Ora siamo qui: la Passione di Matteo, il ramoscello di ulivo più bello da scegliere, la lavanda dei piedi, processione e via crucis, la veglia solenne di sabato, se ho tempo mi vado a confessare, la messa perché almeno a Natale e Pasqua! (finché dura), il pranzo coi parenti, gli auguri da fare, la gita di Pasquetta, le sorprese dell’uovo di Pasqua, il cioccolato e la colomba, qualche giorno di vacanza … 
Chiediamo al Signore di saper rallentare e vivere intensamente questa settimana santa, vero cuore e centro della nostra fede: non sia solo un’abitudine religiosa, non ci trovi spettatori annoiati ne zombie affannati di cose morte da recitare. 
Forse anche noi come Pietro potremmo dire che non conosciamo quell’uomo..Gesù… perché lo frequentiamo troppo poco o male. Forse anche noi come Giuda lo abbiamo già venduto cioè messo da parte perché in realtà ci interessa tutto tranne l’essenziale.
Lo Spirito Santo questa settimana ci faccia ricordare che il primo credente in Gesù Cristo, il primo convertito non è stato ne un suo discepolo ne un sacerdote ne un super devoto;  ma un centurione, un soldato romano, pagano, che sapeva niente di religione ma che ha colto che “davvero costui era figlio di Dio”. Dal suo stupore commosso è nata la fede, la capacità di credere in un cambiamento possibile e bello. La morte è già stata sconfitta, la vita eterna è già in corso, la risurrezione è già realtà. Nulla può più essere come prima.
Buona settimana santa.

“Il fine o la fine del nostro mondo?” – Omelia Va Quaresima A-2017

Una cosa che facciamo sempre prima di entrare in chiesa? guardare velocemente le epigrafi…
Controllare “chi xè morto”: scuotendo la testa…troppi, troppo giovane… felici solo di non essersi visti li appesi, diciamo. Ma..riflettiamo: davvero il problema è la nostra morte? Io no, non lo penso. Magari nemmeno ce ne accorgeremo…
La cosa che sento più atroce e disumana è l’impotenza di fronte all’inevitabile morte dei nostri cari: saper di dover partecipare al loro funerale, doverlo inevitabilmente attenderlo, immaginarlo e riprendere poi a vivere senza quel genitore, un figlio, l’amico… ci devasta  dentro. Come Marta e Maria.
Il problema non è la nostra morte ma il dover accogliere e attraversare quella delle persone che amiamo. E reinventarci una vita senza di loro, se non con la lancinante nostalgia di essi….rimorsi e magari rimpianti…Cosa ha da dire la fede cristiana di fronte a tutto ciò? Gesù non ha impedito la morte di Lazzaro. Sosta misteriosamente altri giorni…quasi ad aspettare che muoia davvero.
“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.
Non è sua intenzione impedire la morte biologica, ne interferire col decorso naturale della vita. Siamo chiamati a comprenderlo.
Non è venuto per rendere eterna questa vita ma per introdurci in quella che non ha fine, il compimento di tutto. La vita terrena è destinata a finire. E’ l’unica cosa che sappiamo ma facciamo finta di niente…poi durante la messa, al credo diremo meccanicamente: credo la comunione dei santi, la risurrezione della carne, la vita eterna amen… ma poi ci tremano le gambe…
   Il cristiano non crede in una morte e poi in una risurrezione che avrà luogo alla fine del mondo. Crede che l’uomo redento da Cristo non muore. Questo è quello che Gesù ci ha assicurato. A noi resta solo la sospensione da attendere prima di vivere in modo definitivo nell’al di là; la vita qui è continuamente soggetta a limiti, dolori, malattie, fallimenti, cattiverie, abbandoni, sofferenze, solitudini, incomprensioni. Questo non è definitivo. Invoca pienezza e compimento. Dobbiamo uscire da questo mondo per vivere in maniere piena e definitiva. Restiamo vivi solo nell’amore che seminiamo e col quale costruiamo. Noi siamo l’amore che viviamo. Noi siamo i nostri gesti d’amore. Solo questi ci rendono eterni, di buona qualità… vanno oltre. Solo questo ci da un anticipo del paradiso in terra, cosa che abbiamo diritto di reclamare e costruire. Ecco il suo regno.. Vivere già qui un anticipo dell’amore in cui il Signore ci riempirà incontrandolo.
La morte non ha vinto che una battaglia. La guerra l’ha vinta per noi Gesù Cristo con la risurrezione. La vita può proseguire. Un secondo tempo, ma definitivo.
Liberaci Signore da tutti i mali…
sicuri da ogni turbamento, nell’attesa che si compia la beata speranza…e venga il nostro salvatore GC
Molto di più non lo sappiamo, nessuno è mai tornato a raccontarci nulla, no? e se appunto….non fossero tornati a posta? da quanto bene si stanno trovando??
Si vive una volta sola? Sbagliato. Si vive tutti i giorni, una volta sola si muore.
Credere la vita eterna, comincia proprio così!
“Ciò che per il bruco è la fine del mondo, per il resto del mondo è una farfalla” (Lao – Tze)

“L’essenziale è invisibile.. agli occhi.” – Omelia IVa Quaresima A-2017

Pensiamo alle 3 chiese della nostra collaborazione: hanno una cosa in comune, anche a tante chiese vecchie o antiche: sono orientate a est, dove nasce il sole, secondo un senso di fede, la luce che è Cristo nuovo giorno. Venire alla luce, nascere. Oriente, nasce il sole, la luce del mondo, Cristo. Orientarsi, orientamento vorrebbe dire quindi indirizzare la propria vita nella giusta direzione, non perdersi più, vedere la luce del risorto. Bello.
“...passando vide un uomo cieco dalla nascita”, la cecità non era considerata un’infermità, ma un castigo, una maledizione inviata da Dio per le colpe degli uomini. Per non incolpare Dio dei mali, (mica si poteva dirgli di essere cattivo)…si accusava l’uomo. 
  Perché esiste il male? Perché l’uomo è cattivo, ha commesso un peccato, e il Signore lo castiga. E gli sta bene…
“…e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?»”, quindi che la cecità fosse una conseguenza del peccato, era indubbio, il problema era sapere se avesse peccato già l’individuo, o i suoi genitori. 
Il vangelo, la buona notizia di Gesù è tutta qua: dove loro, discepoli e poi scribi e farisei vedono colpe, peccati e castighi…Lui vede la persona. Vide un uomo. Gesù guarda sempre prima alla persona, poi a quel che è: samaritana, adultera, ladro, indemoniato, pubblicano…Esclude tassativamente alcun rapporto tra il male, il peccato e il castigo divino. 
 Che effetto fa a noi che ancora abbiamo voglia di dire che “abbiamo meritato i tuoi castighi…” questa frase?
Dice: non “ha peccato né lui, né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio”. Altroché castighi…
  Gesù continua l’azione creatrice del Padre e, a quest’uomo, dopo aver detto che lui è la luce del mondo, “fece del fango con la saliva, lo spalmò sugli occhi”, sono gli stessi gesti che ha fatto Dio in Genesi, nella creazione del primo uomo; Gesù continua quell’azione creatrice. Poi lo manda nella piscina di Siloe, famosa a Gerusalemme, significa, sottolinea l’evangelista, l’“Inviato”, perché? Andando verso l’inviato, Gesù, che ha detto di sé: sono la luce del mondo, si recupera la vista. Infatti “Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva”.
Rileggiamo la vita di Gesù e della chiesa in questi duemila anni: una continua e appassionata opera di creazione e redenzione. Continua…con tanti limiti, infedeltà e tradimenti ma è questa. 
Lui è stato inviato a noi da Dio proprio solo per questo. Recuperare vista. Gesù combatte contro la prima causa di cecità, che è il peccato: quando uno pretende di sapere e quindi si rifiuta di cercare … 
Tutto questo vangelo, strepitoso nella sua struttura narrativa, vuole evidenziare che non basta avere occhi buoni…per vedere correttamente; si rischia di presumere di vedere bene..
Solo se la nostra vita è illuminata da Gesù, luce del mondo, noi vedremo bene, vedremo cioè come Dio; la 1a lettura, lo ricorda: l’uomo vede l’apparenza, il Signore vede il cuore. Bellissimo.
Quando stiamo pregando o veniamo alla comunione, sentiamo che Lui guarda al nostro cuore e ci conosce e ama come siamo?
Gesù lo ha dimostrato, guardando all’essenziale di quella persona. Non servono occhi ma cuore. Come quando ne “Il piccolo principe” famoso libro del francese Saint’Exupèry …la volpe dice al protagonista: “non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”.
Gesù sole e luce del mondo ci insegni a guardare la realtà e a noi stessi dal suo punto di vista, con il suo sguardo: orientando a Lui le nostre vite ci dia nuova consapevolezza e speranza. Per non essere ottusi e ciechi come quei farisei. 
Ci faccia sentire che chi volta le spalle al sole, non vede che la propria ombra.