Chirurgo – Omelia XXIII a T.O. – Anno B

Tu che hai pronunciato queste parole che mi appaiono dure, esigenti,
donami di comprendere l’amore con cui le hai dette,
la forza potente di carità che te le ha ispirate per me, qui e adesso.
Aiutami a capire le tue intenzioni, i tuoi desideri su di me;
Mi è servita spesso questa preghiera del c. Martini. Tutte le volte, appunto, in cui restare in ascolto del messaggio evangelico mi sembrava troppo difficile.
Da un lato essa riconosce che la Parola di Dio spesso non é immediata e richiede un piccolo sforzo di attenzione e comprensione…per sintonizzarcisi.. Dall’altro fa un atto di fede profonda ed indispensabile… “comprendere l’amore con cui le hai dette e la carità che te le ha ispirate per me”….quasi a dire…”allora sono per il mio bene… mi fido…”
Come dicevamo domenica scorsa..guai se non lo sentiamo un po’ indigesto, sto Cristo, ogni tanto….
Pensate al vangelo appena accolto: Gesù é… bellissimo!
Scribi e farisei han camminato minimo 5 giorni da Gerusalemme…per andare a interrogarlo: vuol dire che la sua vita stava rivoluzionando o minacciando l’intero sistema religioso del tempo.
Dovunque arrivava gli portavano malati, mendicanti, lo cercavano i peccatori pubblici, ripudiati da tutti, le donne e i non credenti. E questi che fanno?
Gli chiedono conto di tradizioni, di mani lavate o no, di abluzioni, di stoviglie, di formalismi vuoti! Non sanno stupirsi, ma solo scandalizzarsi…perchè sono solo essi il metro con cui misurare tutto. E Lui allora inaugura la religione del cuore, la linea dell’interiorità. «Non c’è nulla fuori dall’uomo che entrando in lui possa renderlo impuro. Sono le cose che escono dal cuore dell’uomo a renderlo impuro».
Con quale schiettezza e lucidità lui tiene loro testa, smascherandone l’ipocrisia di chi si sente sempre dalla parte della ragione…sembra un paladino della giustizia, pronto a liberare quelli schiacciati dalla tradizione, dagli “abbiamo sempre fatto così”, da schemi mentali o da rigide norme bigotte e senza spessore…ne profondità….
Gesù scardina ogni pregiudizio circa il puro e l’impuro, quei pregiudizi così duri a morire. Rivendica la purezza di ogni realtà vivente. Il cielo, la terra, ogni specie di cibo, la gioia e la sofferenza, il corpo dell’uomo e della donna sono puri, come è scritto «Dio vide e tutto era cosa buona».
E attribuisce al cuore, e solo al cuore, la possibilità di rendere pure o impure le cose, di sporcarle o di illuminarle. Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.. citando il profeta Isaia…
Il grande pericolo è vivere una religione di pratiche esteriori, emozionarsi per i grandi numeri, i milioni di pellegrini, le transumanze spirituali all’ultima moda verso il più gettonato dei santuari, dove vanno magari anche i vip….o ancora amare la liturgia (penso a qualche funerale o matrimonio vuoti) per lo spettacolo, la musica, i fiori, recitare formule con le labbra, ma avere «il cuore lontano» da Dio e dai poveri. Fare le battaglie per i crocifissi o i presepi ma dimenticare i nuovi poveri cristi di oggi…

Dio non è presente dove è assente il cuore.

E noi sembriamo avere imparato bene questa lezione. Il cuore: quante volte lo citiamo come fonte inappellabile…va dove ti porta il cuore, come il più genuino e naturale dei consiglieri, come il più autentico specchio di noi stessi…Sembra garantirci così, la totale verità di noi e l’utilità delle nostre scelte…faccio quello che mi sento e come….
Eppure poi…proprio sul più bello, Gesù insiste e ci porta di colpo dentro a questo cuore, al nostro cuore, come il più fine ed esperto dei cardiologi…anzi..dei cardiochirurghi…
Ognuno di noi abbassa lo sguardo e mette le mani in tasca imbarazzato…. Il ritorno al cuore non basta. Ci guardiamo dentro e vi troviamo di tutto, anche cose delle quali ci vergogniamo: dal cuore vengono le intenzioni cattive, avidità, omicidi, adulteri, furti, malvagità... un elenco impressionante di dodici cose cattive, che rendono impura la vita. Riesce a sezionare con cura il nostro cuore facendo l’inventario di tutte quelle cose che nessun medico potrà mai trovarvi…e che però… sentiamo ugualmente presenti.
Vi troviamo la nostalgia del bene, il bisogno di amare fino in fondo, di dare senso e sapore alle nostre vite ed essere felici ma anche la possibilità di compiere il male, in tanti modi e a tanti livelli.
Una delle cose a mio avviso più belle dette dal card. Martini é che in ognuno di noi convive anche un non credente…
Questo ci garantisce libertà di agire, ma soprattutto responsabilità di scelta. Solo scegliendo l’umiltà di sentire che nel nostro cuore possiamo anche compiere il male potremo scegliere chi vogliamo diventare, se persone esteriori o ben radicate interiormente. le 12 cose, sono 12 scelte, 12 modi di vivere le relazioni, pro o contro la persona.
Allora C’è bisogno di purificare la sorgente, di evangelizzare le nostre zone di durezza e di egoismo, guardandoci con lo sguardo di Gesù. Non sono le pratiche esteriori che purificano, è più facile lavare le mani che lavare le intenzioni. Occorre lo sguardo di Gesù. Allora cadono le sovrastrutture, le esteriorità, le disquisizioni vuote, tutto ciò che è ipocrisia culturale, o «tradizione di uomini». E’ solo un cuore purificato dall’incontro con Lui nella preghiera fiduciosa, dalla sua misericordia accolta nel sacramento della riconciliazione, nel confronto con un padre spirituale, illuminato dalla Parola di Dio che può custodire e allenare un cuore desideroso d’amore…
Lo sentiamo in noi, tale sguardo? lo desideriamo almeno? cosa facciamo per incontrarlo e farlo nostro?
Non dobbiamo chiedere perdono al Signore di quello che ci ritroviamo nel cuore ma del motivo per cui ce lo vogliamo lasciare….
Affidiamo a te Gesù, i nostri cuori e le nostre vite
Tu che hai pronunciato queste parole che mi appaiono dure, esigenti,
donami di comprendere l’amore con cui le hai dette,
la forza potente di carità che te le ha ispirate per me, qui e adesso.
Aiutami a capire le tue intenzioni, i tuoi desideri su di me;
fa, o Signore, che io riesca a compiere un piccolo tratto
di quel cammino faticoso verso l’appropriazione della radicalità della fede
che mi hai proposto fin dal giorno del mio battesimo.

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