XXIII a T.O. – Anno B

Il dolore è il megafono di Dio che risveglia un mondo sordo! Noi? siamo come blocchi di pietra da cui lo scultore ricava? le forme degli uomini, i colpi del suo scalpello,così dolorosi per noi,sono ciò che ci rende perfetti!
(tratto dal film “Viaggio in Inghilterra”, C.S. Lewis)



Lettura dal Vangelo di MARCO 7,31-37

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua;
guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!»

Ogni miracolo è diverso. Non è mai un tanto al chilo.
Non è mai gesto consueto e abituale, dato tanto per fare, urbi et orbi…
ma attenzione personale, precisa, aderente alla realtà, con la creatività e la fedeltà dell’artigiano
che sa interpretare e decifrare quel singolo…per tirarne fuori il meglio.
Non prodotti preconfezionati e fatti in serie ma attenzioni particolari.
Relazioni particolari, personali, da figli.
Gesù si relazionava così…volendo conoscere perfino chi gli avesse sfiorato il lembo del mantello con particolare trasporto.
Bella la discrezione con cui sceglie di uscire di scena, dal facile consenso, dal plauso dei presenti e se ne va in disparte…con la delicatezza e la riservatezza
probabilmente ben gradita a chi soffre e si sente umiliato, diverso.
E’ un miracolo molto plastico e concreto, questo…infila le dita nelle sue zone di sofferenza, la saliva come il più immediato e genuino dei medicamenti,
come un balsamo naturale da porre per ridare freschezza e vita, quante volte anche noi vi cerchiamo, nella nostra saliva, un po’ di ristoro veloce quanto “tradizionale”
alla piccola botta o ferita..
Il miracolo di oggi è quello che si ripete ogni volta in cui si celebri un battesimo. Ciascuno di noi lo ha ricevuto. Il sacerdote ha fatto un segno di croce
sugli orecchi e sulle labbra, sospirando la stessa parola..apriti
Apritevi orecchie, siete fatte per ascoltare e non per sentire. Restate in ascolto del vostro Padre dei cieli, sintonizzatevi con Lui, per comprendere ogni giorno, come un indicatore
le cose belle e utili per equipaggiare la vostra vita al senso e al gusto della stessa…
Apritevi labbra…imparate a dargli del Tu, a chiedere, domandare, ringraziare, intercedere, affidare, sostenere, svuotare, criticare, scusare, lodare, innalzare….
tutto quello che scaturisce dai vostri cuori…che vi appartiene e di cui è assurdo vergognarsi. Si trasformi attraverso il vostro articolarsi, in confidente preghiera e abbandono…
Apritevi e vivete nell’ascolto e nel dialogo…imparate senza vergogna o falsi pudori a vivere la vostra fede, cioè la confidenza…la preghiera come il respiro della nostra fede
cioè atti in cui ti fidi… la fede non esiste: esiste la possibilità continua di riconoscere e vivere atti infiniti di fede…dare del tu… preghiera, fede…per vivere in diretta la nostra figliolanza.
Abbiamo ricevuto un tesoro…non tratteniamolo banalmente, se no si atrofizzerà e spegnerà..dietro i “non so cosa dire, non so come si fa, sono in cammino, sono in ricerca, dovrei, vorrei, farò, mi piacerebbe….non lo vedo, non lo tocco…ecc. ecc.”
impariamo a gestire e superare il nostro mal scontato mutismo…analfabetismo emotivo …che ci fa dire sempre le solite cose,…senza portarle ne farle risuonare in profondità..
effata….ognuno di noi viva come un pc attaccato a internet… wifi… adsl…24 su 24 ore sempre connesso al mio DIo Padre…
da cui attingo di continuo gli antivirus e gli aggiornamenti per vivere aggiornato e senza paura…

Chirurgo – Omelia XXIII a T.O. – Anno B

Tu che hai pronunciato queste parole che mi appaiono dure, esigenti,
donami di comprendere l’amore con cui le hai dette,
la forza potente di carità che te le ha ispirate per me, qui e adesso.
Aiutami a capire le tue intenzioni, i tuoi desideri su di me;
Mi è servita spesso questa preghiera del c. Martini. Tutte le volte, appunto, in cui restare in ascolto del messaggio evangelico mi sembrava troppo difficile.
Da un lato essa riconosce che la Parola di Dio spesso non é immediata e richiede un piccolo sforzo di attenzione e comprensione…per sintonizzarcisi.. Dall’altro fa un atto di fede profonda ed indispensabile… “comprendere l’amore con cui le hai dette e la carità che te le ha ispirate per me”….quasi a dire…”allora sono per il mio bene… mi fido…”
Come dicevamo domenica scorsa..guai se non lo sentiamo un po’ indigesto, sto Cristo, ogni tanto….
Pensate al vangelo appena accolto: Gesù é… bellissimo!
Scribi e farisei han camminato minimo 5 giorni da Gerusalemme…per andare a interrogarlo: vuol dire che la sua vita stava rivoluzionando o minacciando l’intero sistema religioso del tempo.
Dovunque arrivava gli portavano malati, mendicanti, lo cercavano i peccatori pubblici, ripudiati da tutti, le donne e i non credenti. E questi che fanno?
Gli chiedono conto di tradizioni, di mani lavate o no, di abluzioni, di stoviglie, di formalismi vuoti! Non sanno stupirsi, ma solo scandalizzarsi…perchè sono solo essi il metro con cui misurare tutto. E Lui allora inaugura la religione del cuore, la linea dell’interiorità. «Non c’è nulla fuori dall’uomo che entrando in lui possa renderlo impuro. Sono le cose che escono dal cuore dell’uomo a renderlo impuro».
Con quale schiettezza e lucidità lui tiene loro testa, smascherandone l’ipocrisia di chi si sente sempre dalla parte della ragione…sembra un paladino della giustizia, pronto a liberare quelli schiacciati dalla tradizione, dagli “abbiamo sempre fatto così”, da schemi mentali o da rigide norme bigotte e senza spessore…ne profondità….
Gesù scardina ogni pregiudizio circa il puro e l’impuro, quei pregiudizi così duri a morire. Rivendica la purezza di ogni realtà vivente. Il cielo, la terra, ogni specie di cibo, la gioia e la sofferenza, il corpo dell’uomo e della donna sono puri, come è scritto «Dio vide e tutto era cosa buona».
E attribuisce al cuore, e solo al cuore, la possibilità di rendere pure o impure le cose, di sporcarle o di illuminarle. Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.. citando il profeta Isaia…
Il grande pericolo è vivere una religione di pratiche esteriori, emozionarsi per i grandi numeri, i milioni di pellegrini, le transumanze spirituali all’ultima moda verso il più gettonato dei santuari, dove vanno magari anche i vip….o ancora amare la liturgia (penso a qualche funerale o matrimonio vuoti) per lo spettacolo, la musica, i fiori, recitare formule con le labbra, ma avere «il cuore lontano» da Dio e dai poveri. Fare le battaglie per i crocifissi o i presepi ma dimenticare i nuovi poveri cristi di oggi…

Dio non è presente dove è assente il cuore.

E noi sembriamo avere imparato bene questa lezione. Il cuore: quante volte lo citiamo come fonte inappellabile…va dove ti porta il cuore, come il più genuino e naturale dei consiglieri, come il più autentico specchio di noi stessi…Sembra garantirci così, la totale verità di noi e l’utilità delle nostre scelte…faccio quello che mi sento e come….
Eppure poi…proprio sul più bello, Gesù insiste e ci porta di colpo dentro a questo cuore, al nostro cuore, come il più fine ed esperto dei cardiologi…anzi..dei cardiochirurghi…
Ognuno di noi abbassa lo sguardo e mette le mani in tasca imbarazzato…. Il ritorno al cuore non basta. Ci guardiamo dentro e vi troviamo di tutto, anche cose delle quali ci vergogniamo: dal cuore vengono le intenzioni cattive, avidità, omicidi, adulteri, furti, malvagità... un elenco impressionante di dodici cose cattive, che rendono impura la vita. Riesce a sezionare con cura il nostro cuore facendo l’inventario di tutte quelle cose che nessun medico potrà mai trovarvi…e che però… sentiamo ugualmente presenti.
Vi troviamo la nostalgia del bene, il bisogno di amare fino in fondo, di dare senso e sapore alle nostre vite ed essere felici ma anche la possibilità di compiere il male, in tanti modi e a tanti livelli.
Una delle cose a mio avviso più belle dette dal card. Martini é che in ognuno di noi convive anche un non credente…
Questo ci garantisce libertà di agire, ma soprattutto responsabilità di scelta. Solo scegliendo l’umiltà di sentire che nel nostro cuore possiamo anche compiere il male potremo scegliere chi vogliamo diventare, se persone esteriori o ben radicate interiormente. le 12 cose, sono 12 scelte, 12 modi di vivere le relazioni, pro o contro la persona.
Allora C’è bisogno di purificare la sorgente, di evangelizzare le nostre zone di durezza e di egoismo, guardandoci con lo sguardo di Gesù. Non sono le pratiche esteriori che purificano, è più facile lavare le mani che lavare le intenzioni. Occorre lo sguardo di Gesù. Allora cadono le sovrastrutture, le esteriorità, le disquisizioni vuote, tutto ciò che è ipocrisia culturale, o «tradizione di uomini». E’ solo un cuore purificato dall’incontro con Lui nella preghiera fiduciosa, dalla sua misericordia accolta nel sacramento della riconciliazione, nel confronto con un padre spirituale, illuminato dalla Parola di Dio che può custodire e allenare un cuore desideroso d’amore…
Lo sentiamo in noi, tale sguardo? lo desideriamo almeno? cosa facciamo per incontrarlo e farlo nostro?
Non dobbiamo chiedere perdono al Signore di quello che ci ritroviamo nel cuore ma del motivo per cui ce lo vogliamo lasciare….
Affidiamo a te Gesù, i nostri cuori e le nostre vite
Tu che hai pronunciato queste parole che mi appaiono dure, esigenti,
donami di comprendere l’amore con cui le hai dette,
la forza potente di carità che te le ha ispirate per me, qui e adesso.
Aiutami a capire le tue intenzioni, i tuoi desideri su di me;
fa, o Signore, che io riesca a compiere un piccolo tratto
di quel cammino faticoso verso l’appropriazione della radicalità della fede
che mi hai proposto fin dal giorno del mio battesimo.

XXII a T.O. – Anno B


Giorgio Gaber: “L’odore”
http://www.youtube.com/watch?v=Nw3BrtWfMAY

Sdraiati sull’erba
Soltanto un attimo prima
Di fare l’amore.
Un grillo che canta,
C’è una aria bellissima intorno…
Che odore!
Pian piano riprendo a sfiorare la sua sottana…
Sarà la zona!

Cerchiamo un posto migliore
E allora ritrovo di nuovo
La mia tenerezza.
E’ una cara ragazza,
Comincio a sentirmi eccitato…
Più che un odore è una puzza!
Io tento un abbraccio per chiuderle il setto nasale…
E’ micidiale!

Non ce la faccio,
M’è venuta anche un po’ di nausea,
Mi gira la testa.
In citt? non mi sento mai male,
L’aria ? pi? giusta.
Un bar d’alluminio
Mi siedo e mi sento un signore…
C’è ancora l’odore, l’odore mi insegue, oramai è dappertutto,
Non posso, non posso oramai ce l’ho addosso!

Vado a casa, mi siedo sul letto, mi sdraio, mi distendo,
Ma c’è ancora!
Io mi annuso, lo sento pi? forte, un odore tremendo,
Mi tolgo i vestiti oramai sono nudo….
Odore mio, odore mio…
Vuoi vedere che sono io, vuoi vedere che sono io, vuoi vedere che sono io!
Calma, un momento, ragioniamo!

Mi faccio un bel bagno,
Mi lavo da tutte le parti
Con molta attenzione.
Mi metto anche il talco,
Son candido come un bambino…
Maledizione!
Adesso però non mi devo suggestionare…
Da vomitare!

Non ce la faccio,
E’ un odore che non si distrugge
Con una lavata.
Ci vorrebbe un programma in risciacquo,
La schiuma frenata!
Mi spalmo le creme, i profumi,
Dai piedi alla testa…
Il puzzo sovrasta, ce l’ho nella pelle, che schifo mi faccio,
Che corpo ignorante così puzzolente!

Come faccio con tutta la gente che mi ama e mi stima,
Come faccio?
Non c’è niente da fare la puzza è più forte di prima,
Che schifo!

Io che c’avevo tanti amici, sono uno che lavora, mi son fatto una carriera,
Non è giusto che la perda, mi son fatto tutto da me,
Mi son fatto tutto da me!
Io che conosco tanta gente, son venuto su dal niente,
C’ho una bella posizione, non è giusto che la perda,
Mi son fatto tutto da me, mi son fatto tutto da me,
Mi son fatto tutto da me…
Mi son fatto tutto di merda!



Lettura dal Vangelo di MARCO 7,1-8.14-15.21-23

Si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate ( i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come  lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti ),
quei farisei e scribi lo interrogarono:
“Perchè i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?”.
Ed egli rispose loro: “Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini”.
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: “Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro.
Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro”.
E diceva: “Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri,  avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.
Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo”.

Mi piace questo Gesù: me lo vedo li…a sbuffare spazientito e un po’ incazzato…proprio poco prima che gli girino i 5 minuti
a dire ai perbenisti e detentori del potere e dell’apparire religioso…quel che pensa, quel che sente…
A scardinare un po’ l’apparato pubblico ed effervescente..eppure cos? rassicurante…di quello che sta bene o non bene…
sempre pronto a dividere e mettere in scala i buoni e i cattivi…
Non c’è gran che da commentare, suvvia…siamo seri… non è tutto veneto il proverbio
“pitosto de perdar ‘na tradision, xè mejo brusar un paese?”
Quanto potentemente positivo è il messaggio di Gesù sull’uomo?
Quanto liberante e responsabilizzante ??
siamo noi a decidere e rendere impuro il nostro cuore, con le nostre scelte….
e già esempi fin troppo scomodi…il buon vecchio Gesù?..
E’ quello che ritrovo nella mia vita..che dovremmo avere il coraggio di chiamare peccato nelle nostre vite..
tutte le volte che usiamo male il nostro sguardo sull’altro
la nostra lingua, il nostro giudizio,
la nostra intelligenza,
le nostre pseudo sicurezze
la nostra carità e il nostro servizio
il nostro silenzio e connivenza,
l’uso dei beni, delle persone,
i 7 vizi capitali e le virtù che troppo spesso dimentichiamo di essere chiamati a diffondere…..
siamo noi a scegliere, decidere, fregarcene, restare imbarazzanti…
siamo noi a cercare l’invidia, la gelosia, l’onnipotenza, la vendetta, la chiusura, il giudizio, il facile schierarsi dalla parte della ragione e mai coi vinti…
siamo
solo
noi!
drammaticamente tragico e bello.
siamo fragili. che odore…?