III a Avvento – Anno C

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E’ natale da fine ottobre. Le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti. Io vorrei un dicembre a luci spente e con le persone accese. (Charles Bukowski)

RUGBY: TEST MATCH ITALIA-NUOVA ZELANDA

Lettura dal Vangelo di Luca 3,10-18

In quel tempo le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».

Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».   Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Folle, pubblicani, soldati…vanno tutti dal Battista a chiedergli cosa debbano fare.
Fare che? Sanno che forse è giunto loro il Messia, Cristo e che quindi il percorso del Battista stesso sta per concludersi: chiedono…che dobbiamo fare?
Sa di…come comportarci, cosa scegliere, come vivere, quali passi in avanti fare… hanno percepito che la loro esistenza è ad una svolta.
E lui che risponde? Il Battista, quello che se ne stava da solo a urlare nel deserto vestito di peli di cammello a mangiare locuste e miele selvatico ascetico e un po’ incazzoso…che risponde loro? di pregare? di andare a messa? di fare la catechesi ai gruppi? di dire un pateravegloria? di andare a confessarsi per Natale?
No, l’infame….. è ben più carogna: che va a dire a questa gente? ne cerimonie, ne devozioni, ne cose religiose…e nemmeno di essere coerenti coi valori e coi principi del vangelo (???)
Alle folle …chiede di essere solidali, disponibili, generosi: non si può certo accusare di essere poco chiaro e concreto. Pregare è più facile che accorgersi dell’altro, del dargli la mia tunica condividere magari il mio superfluo o la mia “tunica” ..quello che mi protegge, scalda, custodisce… cose importanti, bisogni essenziali..non da trattenere ma offrire…il collega di lavoro, il compagno di classe, la catechista che lavora con me, il caposcout che non mi va in staff…. il parente o l’amico…il vicino di casa…
Ai pubblicani ..odiati da tutti per il loro mestiere…chiede di non approfittare del loro lavoro per estorcere soldi ai più deboli e indifesi. Nessuno di noi lo fa di lavoro…ma ciascuno di noi è spesso tentato di approfittare della sua posizione per godere di alcuni privilegi a scapito di altri…di nascondersi ad es. dietro a…”queste sono le tariffe” o..fanno tutti così, che male c’è, tanto non cambia niente…pubblicano è chi usa il denaro con leggerezza e in modo disinvolto e imbroglia o se ne approfitta di ingenui o poveri per il proprio tornaconto…
Ai soldati…mica dice di mettere fiori nei loro cannoni…ma di comportarsi giustamente..di non abusare della loro posizione e del loro potere per sopraffare, essere violenti nell’atteggiamento o nello stile, di non abusare della loro forza, del loro ruolo, della loro immagine o intelligenza…. di non essere, per estensione, superbi, orgogliosi…
Sono spunti concreti e immediati, tentando di attualizzarli al nostro oggi per questo avvento: ecco cosa dovremmo fare per sistemare e mettere in ordine i nostri cuori, per far posto al bambino che viene per vivere davvero un natale cioè una nascita.
Qual è il desiderio che sento forte nel mio cuore per questo Natale? a partire da quale bisogno…sto “aspettando” che Lui abiti la mia vita? scalzando ciò che occupa posto prezioso?
Vi auguro di avere un attimo per assaporare la seconda lettura e gustarla con calma rileggendola un po’ di volte, come fosse un buon torbato da lasciarsi diffondere in bocca….
Filippesi 4,4-7.
La vostra amabilità sia nota a tutti!  Allora si noi cristiani saremo come un’unica squadra che attende e va..vince!

A presto, dmt

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2 pensieri su “III a Avvento – Anno C

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