Il mio alleato – Omelia IIa T.O. – Anno C

C’è una parola che mi emoziona sempre quando la dico celebrando la messa. Mi ci perdo…perchè la colgo ricca ed evocativa. Viene detta durante la consacrazione del vino ed é la parola ALLEANZA.
Mentre metto giù il calice la lascio espandersi in me: alleanza.
Gesù vuole essere mio alleato, cioè stare dalla mia parte.
Sceglie di restare con noi e di rendersi presente come cibo per allearsi con noi, con ciascuno di noi. Verremo alla comunione per dissetarci del nostro alleato.
Possiamo uscire da questa celebrazione, ogni domenica, dopo ogni messa…avendo rinnovato questo patto di alleanza.
Lo ha sancito con noi, offrendoci la sua Parola e la sua eucaristia.
Cioè sè stesso. Il nostro alleato. Il vino che si trasforma in sangue ……siamo dissetati dal nostro alleato.
Già, é interessante. Non nutrirci!…del pane non viene detto altro se non che é corpo offerto per noi. Ma del vino …che diventa sangue…dice che é alleanza.
Nuova ed eterna. Sembra un paradosso. Se é eterna mica può esser nuova. Sempre nuova eppure sempre eterna.
Nuova… perchè poi i rapporti si sfilacciano, siamo pigri, infedeli, volubili, insicuri, dubbiosi…non ci va di dover vivere da figli di Dio o di sentirci cristiani… vorremmo sempre farlo “a modo nostro” magari o come ci fa più comodo.
Lui rinnova con noi…propone, offre senza misura ne sconti, ci cerca instancabile, paziente, discreto, senza rimarcare o rimproverare, senza chiederci se la rovineremo ancora o la tradiremo. Nuova alleanza…fa rima con oltranza!
Non ci salviamo e non stiamo in piedi per la nostra fede ma per la Sua fedeltà.
Infatti questa é anche eterna. Cioè infinita. Nuova ed eterna alleanza. Oggi sarai con me in paradiso, si sente promettere il buon ladrone…
Tutte le volte che nella nostra vita cerchiamo di sfamarci da soli… abbiamo ancora fame. Perchè mangiamo schifezze che ne ci nutrono ne ci danno gusto.
Pensate a tutte le volte in cui rischiamo di inseguire la nostra libertà impazzita, ebbra di orgoglio o autosufficienza. Cerchiamo di trovare da soli quel che ci sembra il cibo migliore facendo come vogliamo…. ma poi..ci intossichiamo di solitudine e presunzione, di mille dipendenze, ci stordiamo di giudizi e buoni propositi
Tutte le volte che cerchiamo di dissetarci da soli… abbiamo ancora sete…cercando un’acqua che non disseta..come quella del pozzo della samaritana nel vangelo di Giovanni.
Come l’acqua sporca delle 6 giare nel vangelo… che cercava di purificare e rendere degni nella ritualità ebraica del tempo.
Gesù dà avvio alla salvezza partendo da una festa di nozze. colmando le coppe di vino. Sembra quasi sprecare la sua potenza a servizio di una causa banale, un po’ di vino in più, eppure il Vangelo chiama questo l’inizio dei segni. La forza e la follia dell’inutile. Solo questo fa si che nessuno possa sentirsi tale davanti a lui..forse il valore della vita, sacro e inappellabile, lo possiamo percepire perfino da questa prospettiva!
A Cana Gesù vuole trasmettere il principio decisivo della relazione che unisce Dio e l’umanità. Tra uomo e Dio corre un rapporto nuziale, con tutta la sua gamma di emozioni forti e buone: amore, festa, gioco, dono, eccesso, gioia. Un legame sponsale, non un rapporto di scambio, giudiziario o penitenziale, lega Dio e noi.
Gesù partecipa con tutti i suoi alla celebrazione, e proclama così il suo atto di fede nell’amore tra uomo e donna, lui crede nell’amore, lo ratifica con il suo primo miracolo.
Perché l’amore umano è una forza dove è custodita la passione per la vita, dove l’altro ha tutta la tua attenzione, dove la persona viene prima della legge, dove la speranza batte la rassegnazione. Dove nascono i sogni.
In questo modo vive e nasce quell’alleanza.
Egli manifestò la sua gloria, nota ancora Giovanni… li dove ci verrebbe da sorridere, acqua in vino, uno dei miracoli più simpatici e originali..soprattutto per noi veneti… troviamo il segno più grande… il rapporto d’amore che Dio vuole sancire con noi, nell’alleanza.
Ricordate la prima lettura. La città di Gerusalemme viene resa persona … Isaia ne parla come una donna di cui il SIgnore si fa alleato, la sua sposa…“nessuno ti chiamerà più abbandonata ne la tua terra sarà detta devastata..ma sari chiamata mia gioia e la tua terra Sposata!… il Signore troverà in te la sua delizia…e la tua terra avrà uno sposo.”
Magari potessimo pregare rientrando nel nostro cuore, facendovi rimbombare queste parole..abbandonato..devastato…e poi..sposata..gioia…delizia….che bello pregare con queste immagini e sentirle benefiche, per noi.
Gesù arriva a riassumere e spiegare a Cana ciò che tutto l’antico testamento aveva annunciato…un Dio sposo..a volte perfino geloso.
Ma si spingerà ben oltre..diventando, col suo stesso sacrificio della vita, pane e vino spezzati per noi…facendosi alleato, sposo per tutti noi, per sempre…permettendoci di vivere e celebrare assieme la sua nuova ed eterna alleanza.

2 pensieri su “Il mio alleato – Omelia IIa T.O. – Anno C

  1. cester edda

    CHIARO IL COMMENTO,IMPEGNATIVO AD OGNI PASSO, GESU’ è LI’ CHE SI OFFRE …QUANTO è SEMPLICE EA PORTATA DI MANO TRAMUTARE ACQUA SPORCA IN VINO!….MA COSA MANCA SPESSO X AFFIDARSI, X CREDERE PIENAMENTE IN QUELL’ACCORDO ,STRINGERSI LE MANI IN ALLEANZA CONCRETA DI CUORE E DI SPIRITO? MILLE VOLTE TRADIAMO ….MA A OGNI APERTURA LUI è LI’ CHE CI SOCORRE ,STA SOLO ASPETTANDO CHE NOI RICONOSCIAMO IL SUO AMORE E NEL SUO PERDONO CONFIDIAMO.. GRAZIE. EDDA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.