Lo ascolterò davvero? – Omelia IIIa T.O. – Anno C

Poco più di un anno fa in quella chiesa eravamo tutti emozionati e commossi dalla gioia per quel matrimonio. Guardavamo con soddisfazione quella coppia di nostri amici che finalmente avevano ceduto, mettendosi assieme e sposandosi.
Tre giorni fa eravamo ancora lì, la stessa chiesa, le stesse persone se non di più, la coppia di amici. La commozione e le stesse lacrime..non di gioia ma di dolore. Perchè tra loro c’era la piccola bara bianca della loro bambina, a lungo attesa ma morta durante il parto.
Per il funerale hanno scelto le stesse letture del loro matrimonio: il libro del Qohelet…quella pagina famosa in cui l’autore fa l’elenco dei tempi che la vita ci offre..un tempo per amare e per soffrire, per la gioia e il dolore, per parlare e tacere.
Indimenticabile riascoltare quella stessa pagina, assieme..e sentirla già così drammaticamente vera. Era già cambiato il tempo da vivere.
Quella pagina della Bibbia aveva dimostrato tutta la sua attualità in così poco tempo.
Quant’è vicina la prima lettura…parla esattamente di questo.
“tutto il popolo piangeva mentre ascoltava le parole della legge”
Il libro di Neemia, nell’AT, 700 ca. anni prima di Cristo testimoia una liturgia ebraica del tempo che, se leggiamo con attenzione, ci ricorda proprio la messa che stiamo celebrando; in particolare la prima parte, quella che chiamiamo Liturgia della Parola.
Sono riuniti assieme e viene loro letta e commentata la Parola di Dio. E il popolo, abbiamo sentito ..piangeva. Cos’è il pianto se non una reazione emotiva..di gioia o dolore, di gratitudine o sofferenza… é il modo in cui reagiamo all’attrito tra la nostra vita e qualcosa che le accade…bello o brutto non importa.
E’ quello che accade ogni volta che ascoltiamo la Parola. Anche se non piangiamo…non possiamo certo restarne indifferenti.
Facciamo l’esperienza che Dio attraverso quella Parola, quei testi, esempi, immagini…con quelle parabole e racconti, ci vuole raggiungere, toccare il cuore, liberare la vita.
Non so se abbiate mai versato una lacrima leggendo la Bibbia. Io si…ho alcune pagine che mi hanno toccato particolarmente in alcuni precisi momenti della mia vita. Vi hanno portato liberazione, hanno sciolto una tensione che vivevo, mi hanno consolato o fatto tremendamente arrabbiare. Insomma l’ho sentita viva, utile, scomoda, dolce, liberante. E posso testimoniare certo di non essere l’unico.
Quante persone continuano ad innamorarsi di questo modo con cui Dio ci parla. Magari dopo aver ascoltato per caso un brano di vangelo a un funerale o in un altro momento.
E’ l’esperienza innanzitutto di un Dio che ha fatto storia con le persone, in luoghi, modi e tempi precisi.
E’ il bisogno di alcuni, ad un certo punto, come Luca nel vangelo, di mettersi a scrivere perchè quanto vissuto non vada sprecato ed una precisa comunità possa vivere quanto annunciato.
E allora questa realtà continua: penso a quanti, nel silenzio, scelgono di venire in chiesa alcuni minuti prima per leggere per conto proprio le letture dal foglietto…o che a casa, in tanti modi diversi, lo fanno volentieri, grazie a internet, a tanti libri e sussidi di preghiera. Alle tante iniziative che la nostra parrocchia o la città mette a disposizione, penso alla finestra biblica.
Più noi conosciamo, frequentiamo, gustiamo la Parola…più faremo esperienza vera reale, effettiva ed affettiva del volto di Dio.
L’ignoranza della Parola é ignoranza di Cristo, diceva san Girolamo, che nel 400 tradusse tutta la bibbia in latino per portarla fino a noi. Non possiamo riconoscerci cristiani se non frequentiamo un po’ la parola, se non vi incontriamo il desiderio di Dio per noi, desiderio di rivolgerci un messaggio per la nostra esistenza, una risposta alle nostre preghiere, un sentimento o una emozione su cui lavorare nella nostra vita spirituale.
Posso testimoniare che più uno la conosce più Dio la fa traboccare in noi al momento giusto.
Il semplice citarla in una occasione, non é forse segno che ti sia venuta in mente proprio quella pagina? in cui magari Gesù, in una situazione simile a quella che stai ora concretamente vivendo..si é comportato in un certo modo.
Allora tu, mentre sei in un situazione, con una persona, con un sentimento nel cuore nato dall’attrito tra la tua vita e la realtà..ti viene in mente un brano, una espressione di Gesù..ti puoi chiedere…Tu Gesù adesso cosa avresti fatto? cosa diresti?
Ecco come Dio ci raggiunge.
Ecco come può portare pace, sollievo, luce, direzione, gioia.
QUella gioia di cui la prima lettura dice che Esdra
E’ una frase che conosciamo bene, perchè compone una delle formule con cui si conclude la messa e saluta l’assemblea.
Nella lettura poi ad un certo punto la gente viene invitata a mangiare e stare serena. vini dolci, carni grasse, porzioni abbondannti per tutti…
cioè imparare a confidare nella provvidenza in un Dio che ora interverrà e consolerà
in una comunità che sostiene e accompagna con una rete di relazioni concrete
nella preghiera fiduciosa.
Allora la forza di Dio, in tanti modi diversi, dopo averci raggiunto ci darà la sua gioia.
Abbiamo questo desiderio nel cuore? Ascoltare. Il cristiano non ascolta se stesso, i propri gusti e criteri ma ascolta lui. Il cristiano é tale se sceglie di vivere in ascolto.
Affidiamo al Signore questo nostro desiderio, aumenta in noi la fede nella tua parola, la voglia di nutrircene, per farla traboccare sugli altri e per leggere la nostra esistenza con un sapore nuovo.
Donaci il desiderio di quella gioia, la tua forza, la tua pace.
il dono delle lacrime come quel popolo, cioè di una esperienza bella e reale della tua presenza nelle nostre vite.


2 pensieri su “Lo ascolterò davvero? – Omelia IIIa T.O. – Anno C

  1. chiara

    “Era già cambiato il tempo da vivere…”

    Cambia il modo di vivere,
    si perde il gusto di vivere.
    Poi si guarda l’altro negli occhi, lui c’è, in lui un pò di lei.

  2. Mr. Luigina

    E’ proprio vero, la Parola di Dio letta, ascoltata, meditata, rimeditata….., perché è sempre nuova, scende nell’anima come balsamo che lenisce e alcune volte anche guarisce le ferite di qualsiasi genere….. questa è gioia: scoprire la presenza di Gesù nella nostra vita! Grazie don Matteo tu con la “goccia” e con le omelie sei un “intermediario”

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