IVa di Quaresima, detta “Laetare”= “essere lieti” – Anno A

Siamo nella gioia perchè la Pasqua di Risurrezione si sta avvicinando

italia_campione_del_mondo

L’importanza di chiedere a Dio di ritornare a vedere la cosa giusta: http://www.youtube.com/watch?v=Tp-KoSRV4Pw

Ricordo che sono molto graditi commenti sulla Parola ascoltata: mi permetteranno un ascolto sinfonico della stessa per preparare un’omelia più aderente alla realtà! Cerca di crearti un attimo di silenzio per preparare il cuore.. per lasciarti incontrare da Gesù.
INVOCA LO SPIRITO SANTO perchè sia Lui ad aiutarti a sintonizzarti con la Parola.
Altrimenti sarà come leggere dei bei fumetti..
Prova a ripetere a mente alcune volte l’invocazione allo Spirito Santo “Vieni Santo Spirito.. prega in me”
Leggi almeno un paio di volte il brano e chiediti alla fine cosa ti colpisca, quale volto di Gesù ti offra, come tocchi la tua vita.. come questo messaggio possa diventare attuale nella tua esistenza.. come appello, impegno, speranza, conforto..

In ascolto del Vangelo secondo S. Giovanni 9, 1-41

Passando, vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?».
Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio.Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire.
Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe» – che significa Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

 

Siamo martellati di brutte notizie; non ci si fa più nemmeno caso.
Stragi, disastri, tragedie, macelli.
Giornalisti avvoltoi e cronisti sfrontati, interviste violente, incursioni indiscrete, invadenze emotive..
Noto un’ insistente e compulsiva ricerca del “perché?”.
Perché è successo.. è accaduto.. come mai?
Perché l’ha fatto, perché è crollato, perché nessuno sapeva che.. o ha fatto nulla per.. era una così brava persona..
Si cercano sempre cause, motivi, mandanti, scopi, connessioni..
A volte forse non c’è nessun perché.
Forse trovando cause, colpevoli o “perché” si pensa cambierà qualcosa?
La gente deve sapere, si deve fare giustizia, si vuol capire, comprendere, scoprire.
Come se questo facesse tornare indietro il tempo, appagasse gli animi, cicatrizzasse le ferite o placasse le coscienze (collettive!).
Tutto giusto, legittimo, sacrosanto. Ovvio.
Quanto anche il misterioso spazio per un.. bo! Chissà perché.
Forse a volte non ci sono motivi; facciamo solo una tremenda fatica ad accettare il mistero. L’impotenza fisiologica del non poter dir nulla senza sentirci vuoti e inutili.
Che la realtà non si lasci dominare e ci sfugga; che la persona, mistero per eccellenza.. sia totalmente ben più libera (drammaticamente libera)
di essere, fare, agire come crede. Più e diversamente dei nostri schemi mentali, delle nostre curiosità pruriginose e delle etichette sovrapposte.
E così quell’uomo esemplare, quella madre solo un po’ stressata, oppure la natura, l’acqua, il mare, il terreno, il cemento, l’asfalto..
Facciamo verità, per carità.. ma forse la prima verità a volte è anche che non ci sia alcun “perché”, ne abbia senso cercarlo.
Si potrebbe scegliere la discrezione, il rispetto, l’educazione, il silenzio. Togliersi i sandali, come Mosè di fronte al roveto ardente. A qualcosa di sacro, di “oltre”.
Rinunciare a interpretare, trovare un colpevole o un capro espiatorio.. anche se ci disturberà, facendoci indignare..
Magari alla lunga ci potrà anche far rientrare in noi stessi, riflettere e cambiare. Abituarci ad un approccio nuovo, più umile e reale con noi stessi, con gli altri, col tempo e la realtà.
Per non passare da scandalo a scandalo, in una continua e inutile caccia alle streghe.. per capire, per sfamare la nostra sete di reale e rientrare rabboniti in un’anestetica, rassicurante, ma fittizia normalità.
Forse è solo colpa del mistero e della libertà.
Non certo di Dio.
Ti sei mai lasciato aprire gli occhi da Lui? Lo desideri? Cosa fai per.. ?

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Donati un po’ di tempo PER TE STESSO, per fare silenzio, per staccare, per lasciarti raggiungere Una buona volta, senza scuse.. per la bellezza, per “gli ultimi”, per DIO.. un abbraccio e.. prega per me!
Grazie, don mt

barca1x

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2 pensieri su “IVa di Quaresima, detta “Laetare”= “essere lieti” – Anno A

  1. cester edda

    si.faccio poco…ma quel poco è carico di emozioni, di sentimenti che ti portano a ricordare la sofferenza vissuta e a vederla nella persona che ti guarda.si ,faccio poco…ma questo poco è il mio limite,e a mia volta lo dono. grazie sempre,don.

  2. Pingback: Va di Quaresima – Anno A | 29febbraio

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