XXVII° – A

dylan_Stones

 http://www.youtube.com/watch?v=4F0ytNzHDj8

In ascolto del Vangelo secondo San Matteo 21,33-43

In quel tempo Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi?”
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

 

Non ci vuol poi molto a capire che quel mattacchione di Gesù stava parlando di sè stesso..
Mi pare interessante far notare due cose:
la prima è che la vite non è infeconda; non è scarsa, ma sta dando frutti abbondanti. Allora siamo invitati, fuor di metafora (e che metafora) a riconoscere che il famoso regno di Dio è già all’opera, che questo mondo non è tutto marcio ne il bicchiere sempre e solo mezzo vuoto e che non è proprio vero che si stava meglio quando si stava peggio.
Forse siam cambiati un poco anche noi. La vite sta dando frutti ma c’è chi ostacola la raccolta. I contadini si dimenticano di raccogliere l’uva, pensano solo al guadagno facile del rapimento.
Non fanno più i contadini, vogliono guadagnare facile per sè stessi.
Gesù racconta questa parabola a capi dei sacerdoti e anziani.. ai pii e ai devoti: strano, vero? Non lo fa mai..
Sono loro, quelli che si sentono dalla parte della ragione e della verità.. i veri destinatari. Sono quelli che pensano di aver capito tutto su Dio, sulla fede e sulla chiesa. Ovviamente anche sulla vita.
La seconda cosa è che la Pietra scartata è Cristo:
quante volte nelle nostre parrocchia scartiamo Cristo.
Dalle nostre attività e catechesi, sostituito da canzoni, poesie, aforismi o sistemato alla bell’ e meglio in una paraboletta posticcia..
Dalle nostre associazioni educative, educanti.. ma educate?
Dalle nostre energie pastorali.. prima la sagra, la pesca, la costicina, i fiori, i cori, le nostre cose.. chi se ne frega del Vangelo..
Dalle nostre coscienze.. perchè la cosa più importante è che io mi senta cristiano a modo mio..
Dai nostri sacramenti.. perchè il matrimonio è una benedizione e il funerale uno spettacolo, mi servono chiesa grande e piena, commossa e un microfono ben amplificato..
Lui è la pietra scartata.. che viene a fare strike o “striche”.. con tutte le nostre idee e necessità: scagliata da Dio stesso per abbattere le nostre false idee su di Lui, sulla religione, sui meriti pastorali
Dio ci ha buttato addosso Gesù per farci rimescolare la coscienza, per farci sentire che siamo creati per amare e dare un senso di dono e servizio alla nostra vita.
Ci ha lapidato dolcemente per farci smettere di riempirci la bocca di tante belle parole e frasi (sul servizio, la preghiera, la fede..) sbattendoci in faccia cose tipo..
la lavanda dei piedi come punto imprescindibile di partenza..
raccolti abbondanti e ceste traboccanti di pesce, pane, uva..
di acqua ordinaria per le abluzioni e la devozione supina.. trasformata in Primitivo di Manduria..
prostitute e pubblicani in “pole position”..
operai dell’ultima ora premiati..
banchi dei cambiavalute e mercanti vari del tempo mandati via..
ecc. ecc.
Ecco: Dio ci ha raggiunto con Gesù per demolire e ricostruire, ma sul serio la nostra vita di figli..
Ci ha donato un fratello.. perchè nessuno si possa più sentire figlio unico e solo.. magari abbandonato.
Lasciamoci stupire da questa pietra. Chiediamo il dono di saperci meravigliare di tutto..
Di tutte le pietre che sembrano banale ghiaia attorno a noi e invece sono marmo prezioso col quale Dio stesso vuole stupire la nostra esistenza e farci godere della sua bellezza..
Penso allora agli ultimi, a quelli che nessuno caga, a quelli che abbiamo già etichettato e spento.. persone, esperienze, proposte..
Lasciamoci prendere a sassate.. certe pietre che rotolano, fanno un gran bene.
Strike!

 

 

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2 pensieri su “XXVII° – A

  1. Roberta

    I vignaioli mi fanno pensare che spesso produciamo frutti, ma poi ci chiudiamo, vogliamo ottenere sempre di più non sappiamo stare al nostro posto che è quello di costruire, avere cura, non quello di possedere e basta.L’uomo che possedeva il terreno e che dà tutti gli strumenti perchè questo terreno porti frutto, perchè chi ci lavora possa avere gli strumenti necessari è come il Padre che ci affida dei doni, gratuitamente e che…andando lontano, ci lascia liberi e si fida. Questi contadini che vengono uccisi, ma non si fermano, tornano più numerosi e subiscono la stessa sorte. Il figlio, neanche il figlio non ha paura, non proferisce parola e va dove gli è chiesto di andare. Allo stesso modo noi non dovremmo aver paura di andare, sentiamoci sempre nella condizione di figli, anche se siamo genitori, zii, nonni,non lasciamoci rubare l’essere sempre figli di un Padre che ci ama. Come faccio a dare frutti se per prima cosa non sento necessario, nella preghiera, nei sacramenti, nella carità, il mio legame di figlio con il Signore? I contadini del Vangelo questo legame l’avevano sciolto, incuranti della fiducia riposta. Forse non volevano si scoprisse che in realtà non avevano prodotto niente, il nulla?
    Mi piace Gesù che si allontana dalle nostre logiche:” quei malvagi li farà morire miseramente…”. Lui, non elimina, ma mi dice che a qualcuno sarà tolto, perchè altri che non hanno “scartato” gli ultimi, non hanno scartato anche le proprie mancanze, le proprie debolezze, che si riconoscono peccatori e per questo bisognosi di perdono, questo popolo dalle mani vuote saprà riempirle della presenza del Signore e con Lui far rifiorire il deserto.
    Grazie
    Roberta

  2. M.

    E quando nemmeno dando un senso di dono e di amore alla nostra vita riusciamo a rialzarsi? E quando si desidera l’amore dalle persone cui si vuole bene come dono (non materiale ma concreto) indispensabile per continuare a vivere come possiamo andare avanti? Ho provato a mettere al centro Cristo, il servirlo (attraverso il servizio associativo, attraverso il tentativo di trasmettere i Suoi valori alle persone che incontravo e allo stesso tempo di mettere in pratica questi valori per esserne testimone credibile) rinunciando a tante cose “per me” in questi anni ma il risultato è lo smarrimento più assoluto. Come se l’impalcatura stesse crollando. Che fare?

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