Domenica XIIa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

“La quiete dopo la tempesta”
Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L’artigiano a mirar l’umido cielo,
Con l’opra in man, cantando,
Fassi in su l’uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell’acqua
Della novella piova;
E l’erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passegger che il suo cammin ripiglia.

Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand’è, com’or, la vita?
Quando con tanto amore
L’uomo a’ suoi studi intende?
O torna all’opre? o cosa nova imprende?
Quando de’ mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d’affanno;
Gioia vana, ch’è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.

O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
E’ diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D’alcun dolor: beata
Se te d’ogni dolor morte risana.
(G. Leopardi)

150615

“La Tempesta ” ( Giorgione, 1502-1503)

“Riders on the storm” (L. A. Woman, The Doors, 1971)

https://youtu.be/-MP_oMstjKs

In ascolto del Santo Vangelo secondo San Marco 4,35-41
In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
Mi immagino la scena: son tutti la.. l’evangelista Marco e altri del suo gruppo: stanno mettendo assieme tradizioni orali, racconti, stralci di ricordi..
Stanno componendo quello che sarà il vangelo.. generi letterari, aneddoti, fatti, parole, gesti.. un collage che si sta impastando mentre il buon Dio e il fedele Spirito Santo vigilano e ispirano. E mentre son li, tutti attorno a Marco davanti al pc a scrivere.. su un file nuovo di pakka.. ecco che salta fuori uno a dire.. ” e vi ricordate quella volta in barca, che ci siamo arrabbiati perchè aveva preso sonno?”. E giù tutti a sorridere e ricordare, con gli occhi all’infinito, guardando in basso a destra come quando si ricorda.. se ne stava, stravolto di fatica, a sonnecchiare sul cuscino, nota qualcuno.
Si ma lo scriviamo o no? Dice Marco muovendo nervosamente il mouse del suo Mac (Marco con che potrebbe scrivere?)..
La Parola di Dio è nata così nella Sacra Scrittura.. diventando poi “canonica” e non “apocrifa”.
Gesù che dorme. Fa quasi tenerezza. E loro, giustamente si spaventano ma gli sanno anche stare davanti indignati. Stiamo per affondare. Svegliati.
Quante volte abbiamo biascicato anche noi questo, tra i denti? Svegliati.. che cacchio stai facendo? Non ti accorgi della mia vita? Della mia sofferenza? Di quel che mi è accaduto? Basta impotenza, basta onnipotenza, basta.. fai qualcosa. Svegliati.. non dormire.
Lui è a bordo delle nostre barche, immerso nelle nostre vite: non sta dormendo. Non deve fare inchini schettineschi, ne inaugurazioni titaniche..
Eppure è una immagine così vera ed umana. Riassume tante nostre vite, tante pagine delle nostre esistenze segnate dal non senso, dal vuoto o dall’assurdo.
Ci sentiamo in balia delle onde, il nostro sguardo non vede nessun faro tra le nuvole basse della tempesta che ci ha colti all’improvviso.
Ma Lui è li, ai nostri piedi. Perchè avete ancora paura? .. già.. di cosa abbiamo paura? Che non cambi? Che non diventi come vorremmo noi?
Che sia questa e basta la realtà?
Non avete ancora fede? No, Jesus, non ne abbiamo poi molta. Ma non importa, tu ci sei, facci posto su quel cuscino, aiutaci a confidare il te.
Il sole, tornerà. Si è soltanto riparato dietro a quelle nuvole.

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3 pensieri su “Domenica XIIa T.O. – B

  1. “Maestro,non t’ importa che moriamo?”Gesù si alzò e comandò al mare di stare zitto e al vento di tacere.E’ il suo modo di rispondere, come quella notte per mè,mi ha offerto una risposta che non mi attendevo.Lui non fugge alle sue responsabilità.”Maestro,non t’importa che moriamo?”M’importa di tè e di ogni creatura sotto il cielo”.Grazie Bruna

  2. Maria G.

    Certamente il pessimismo degli ultimi versi di “La quiete dopo la tempesta” mal si accorda alla speranza che sostiene il cristiano durante le pene della sua vita ; per Leopardi l’unica speranza è che
    la morte ponga fine al dolore dell’uomo,ma la vita finisce così ,nel nulla.
    Per noi ,se abbiamo fede,c’è una certezza :dopo la morte la vita continua e saremo risanati di ogni nostra sofferenza .E in vita,invocando l’aiuto del Signore,possiamo avere la serenità data dall’accettazione della Sua volontà.
    Purtroppo il male esiste,sotto molte forme,e spesso è invincibile.
    Il problema di noi umani è, a volte la mancanza di fiducia
    Come si conquista la fiducia?Con le parole,con l’esempio,con le opere con l’onestà …in modo da
    avere credibilità
    Non so se il “miracolo” di questo episodio del Vangelo fosse il primo…In ogni caso non era bastato
    agli apostoli per fidarsi, fino all’ultimo istante…E poi la sorpresa “chi è costui per ordinare al vento…?”
    Abbiamo anche noi,spesso,bisogno di segni.
    Signore aumenta la nostra fede.
    Grazie.Maria
    …”…..

  3. Quella volta che ho litigato con Gesù,perchè secondo mè lui stava dormendo,nonostante io lo invocassi con tutte le mie forze lui continuava a sonnecchiare.Forse doveva accadere,lui mi stava mettendo alla prova per vedere fino a che punto sarei arrivata.Accadde una sera d’ inverno,quando dopo ripetuti controlli il medico mi disse che avrei dovuto sottopormi ad un intervento.Quella sera,mentre stavo nuovamente pregando, non so ancora cosa mi spinse a lanciare il vangelo contro il crocifisso appeso alla parete della cucina,che cadde a terra senza rompersi.Quella notte feci un sogno dove Gesù mi abbracciava.Dopo quelche mese tornai dal medico per l’ intervento e con mio grande stupore egli mi disse che ero guarita.E fu bonaccia ,la tempesta era passata Grezie don Matteo.Bruna.

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