Domenica XVIIIa T.O. – B

(Tempo di lettura previsto: 5 minuti)

280715

https://www.youtube.com/watch?v=jyL5pCtPr8w

In ascolto del Santo Vangelo secondo San Giovanni 6, 24-35
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!

Lasciamolo stare, sto Dio..
Quante volte lo nominiamo invano, come avrebbe detto De Andrè ne “Il testamento di Tito”.
Invano cioè per cose inutili, troppo nostre, per miracoli che vogliamo Lui ci faccia pur di evitarci di accettare o ripartire; quando vogliamo la realtà a modo nostro e Lui come capro espiatorio dei nostri perché! Invano non è solo la bestemmia, ma tutte le volte che ci riempiamo la bocca di Dio, ne parliamo pro o contro con troppa confidenza o sicurezza e facciamo i gargarismi spirituali dimenticando il buon Gesù mentre ci sibila “.. non chi dice SIGNORE, SIGNORE!!!”
Cosa dobbiamo FARE chiedono le folle devote…vogliono fare le opere di Dio (audaci e sfacciati quanto basta!) E Lui risponde che la prima cosa da fare é Credere in Colui che Dio ha mandato e col quale sono in relazione: il figlio Gesù.
Credere in Lui è fare la volontà di Dio.
Come a dire.. Lasciate stare Lui, dice Gesù.. prendetevela con me,
Conoscete me, frequentate me, ascoltate me, imitate me, lasciatevi provocare da me, imparate da me, stupitevi di me, indignatevi e innamoratevi di me e di quel che dico e faccio.. lasciatelo stare Dio.. spesso trattato come una questione, un caso, un dovere, un idolo, un capro espiatorio o un mago..
Mai come oggi Dio viene dimenticato o ignorato con indifferenza.. il cancro più duro da estirpare.. ma forse un’onesto por aglio di luce e curiosità può nascere (scalfire) Oslo dalla figura del Cristo.
Son qua io! Sembra dire oggi a noi come a quelle folle furbastre è un po’ meschine..
Allora andrà tutto a posto. Diventerò per voi come pane cioè cibo, nutrimento, sostegno, forza, sostanza..
Vi farò diventare pane, buoni e utili, semplici, poveri, immediati.. come il pane!
Sarete come il pane.. come Lui.
Sembra così semplice che abbiamo sempre bisogno di complicare le cose..

COMMENTA!

4 pensieri su “Domenica XVIIIa T.O. – B

  1. Maria G.

    Rivolgiamoci,dunque a Gesù,ma Gesù ci indica il Padre”Padre nostro…per santificarlo,perchè venga il suo Regno,perchè sia fatta la Sua Volontà,perchè provveda al nostro sostentamento,perchè perdoni le nostre mancanze…E ce lo presenta come Padre misericordioso(mi sembra non abbia mai detto
    Padre Onnipotente,nè abbia mai parlato della nostra libertà,che può “condizionare” l’onnipotenza di Dio…ma questo è un discorso da fare in un’altra occasione..non vorrei essere eretica…)
    Gesù è un figlio amoroso e obbediente.Ci dà il modello dell’uomo vero,da imitare senz’altro,per la Sua
    vita e i suoi insegnamenti.Mi torna in mente il potente appello di Giovanni Paolo II…”…aprite le porte a
    Cristo!”Questo Cristo gigantesco nella sua povertà e umiltà,così buono,generoso,infaticabile nella sua Missione,tanto simile a noi,per la sua parte umana,da capire profondamente il nostro animo,le nostre
    debolezze e i tradimenti…Gesù che ha provato come noi sofferenze,umiliazioni…perfino,anche se solo per un momento,l’abbandono di Dio.
    In questa pagina del Vangelo,Gesù sollecita le folle che lo inseguono a non pensare solo ai beni materiali,che sono caduchi,ma a compiere opere per la vita eterna,seguendo la volontà di Dio.E questa si compie credendo nel Figlio,che è Lui stesso Non contenti di ciò che hanno visto e udito i
    presenti gli chiedono un’ulteriore prova per poter avere fiducia in Lui !!Vogliono segni miracolosi…!
    E il miracolo più grande è il”Pane della vita,che sazia per sempre, e che Gesù ci dà,è il Suo Corpo , nell’Eucarestia .
    ……
    Ancora grazie,don Matteo,perchè con la lettura settimanale del Vangelo e il suo commento,ci induce a meditare,approfondire e cercare di mettere in pratica la Parola di Gesù.
    Maria

  2. simone

    …purtroppo a volte non abbiamo + fame o sete…..
    ormai troppe diete ….troppe alimentazione moderne ….troppo modi di essere e vivere ci riempiono e siamo sazi o forse ” pieni ” di tanto ” di lavoro. preoccupazioni, impegni,……e la pancia si gonfia e quando è ora di degustare la delicatezza gesù …siamo già sazi

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